Tutti i torti non li ha, anche se la querelle sa tanto di mega-pasticcio in cui le colpe sono da dividere e le conseguenze, purtroppo, peseranno tutte sulle spalle di innocenti cittadini. Se un errore che causa un grave danno economico e sociale a 325.000 lavoratori italiani l’avesse causato un ente privato o un’azienda, probabilmente, per dirla con le sue parole, “sarebbe stato un motivo per riconsiderare i vertici. Ma siccome siamo in un settore pubblico, ci sono le leggi, il Parlamento e tutte queste procedure vanno rispettate”. Non ha peli sulla lingua, ancora una volta, il Ministro del Lavoro Elsa Fornero, indispettita – a dir poco – per la questione esodati, col disastro dei soli 65.000 lavoratori ‘salvati’ (cioè pensionati) sui 390.200 totali, di fatto gente che rischia di restare senza lavoro e senza pensione.

“Sono usciti dei documenti che contengono numeri parziali e non spiegati – ha rincarato la dose Fornero – e questo non è mai una bella cosa. Il ministro non ha mai voluto dire che i numeri non debbano essere dati: io dico soltanto che quelli sono parziali e non interpretati. E allora dare dei numeri così, su questioni che interessano molti italiani è molto improprio e deresponsabilizzante. Quindi questo è un episodio grave, che danneggia il Governo, anzi forse proprio per danneggiare il Governo”.

Ovviamente, le polemiche ‘a corredo’ non si sono fatte mancare. A cominciare da Antonio Di Pietro (Idv), che ha parlato di precise responsabilità della stessa Fornero. “Non può giocare sempre allo scaricabarile, dando dei numeri diversi da quelli forniti dall’Inps. Non si rende conto delle conseguenze sociali provocate dalle sue scelte”. Anche Angelino Alfano, del Pdl, direttamente da Twitter, si sofferma sul valore sociale del problema. “Quando si parla di esodati dobbiamo renderci conto che dietro il dramma ci sono padri e madri di famiglia”. Più laconica, invece, Vera Lamonica, segretaria confederale della Cgil in rappresentanza dei Sindacati, convinta che “la relazione dell’Inps resa nota lo scorso 22 maggio, non ieri, costituisce, seppur tardivamente, un primo dato di trasparenza”. Il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, accusa invece il Ministro Fornero di ingenerosità: “Abbiamo fiducia nei vertici dell’Inps che hanno condotto a vari livelli l’istituto con efficienza e senso di responsabilità. Ecco perché sono francamente ingenerose le critiche”.


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2 COMMENTI

  1. Lettera Aperta al ministro Fornero ..e per cocnzneosa al popolo di Facebook .al 31 dicembre di quest’ anno compio 57 anni ho 39 anni e 7 mesi di contributi , ho iniziato a lavorare in gelateria in Germania il 2 febbraio del 1970 ..ave vo 15 anni ( nato il 31-12-1954 ) fa’ fede il libretto dei versamenti fatti dal proprietario della gelateria un Cadorino di Venas di Cadore che mi faceva lavorare 7 giorni su 7 dalle ore 8 del mattino alle ore 01.00 del mattino dopo come puo’ ben immaginareil 10 agosto del 1970 li ho salutati e me ne sono tornato a casa tra le mie amate montagne della Carnia ..perche’ le racconto tutto questo? vorrei capire se si commuovera’ .e se piangera’ pensando ad un adolescente lontano da casa in un paese straniero ..solo e sfruttato .le assicuro che ogni notte ricordo che piangevo dalla disperazione e dalla stanchezza .Ma veniamo al nocciolo Entro il 30 settembre 2011 ho consegnato all’ I.N.P.S. di Padova la documentazione che certifica i requisiti per Lavoro Usurante ,..lascio volentieri un posto ad un ragazzo giovane , io sono ormai considerato un rottame il giorno 14 novembre mi sono recato all’ I.N.P.S. di Padova per conoscere a che punto e’ arrivata la mia pratica , sentendomi rispondere che avrei dovuto prendere un’ appuntamento in un non meglio specificato martedi’ ..bene ( quando potro’ parlarle a 4 occhi perche’ so’ che Lei cosi’ sensibile,.. mi ricevera’ nel suo ufficio di Roma .le raccontero’ come ho fatto ad ottenere nel volgere di 30 secondi il PASS per parlare con la persona che si occupava dei Lavori Usuranti al IIb0 Piano del Palazzo ) la persona mi ha riferito che DIPENDE TUTTO DA ROMA CHE I CONTEGGI LI FATE VOI , CHE E’ MATERIA NUOVA ETC.ETC.ETC. .Caro Signora Ministro la informo che a partire da oggi 05-12-2011 io cerchero’ in tutti i modi di essere ricevuto da Lei mi fido solo di Lei e della Sua comprovata Sensibilita’ ed Onesta’ Intelettuale ..non voglio piu’ parlare con impiegati o altri soggetti ..ma solo con Lei, sono sicuro che sapra’ farmi i conti nel volgere di un paio d’ ore in modo che io possa terminare il resto dei miei giorni o di quello che mi rimarra’ con la mia sudata PENSIONE ma GUADAGNATA ONESTAMENTE ..senza dovermi VERGOGNARE di essere stato un LAVORATOE PRECOCE che a 15 anni per 7 mesi certificati ha DURAMENTE LAVORATO IN GERMANIA E PAGATO I PROPRI CONTRIBUTI.La prego di NON FARMI VERGOGNARE DI ESSERE STATO UN EMIGRANTE UN LAVORATORE PRECOCE CHE HA VERSATO I PROPRI CONTRIBUTI FIN DALLA TENERA ETA’ DI 15 ANNI, SOPRATUTTO NON MI FACCIA VERGOGNARE DI ESSERE UN ITALIANO.A presto Signora Ministrocordiali salutiVisualizza altro

  2. Vorrei farvi notare che i numeri sarebbero maggiori se considerate i licenziamenti avvenuti dal 2009 in poi degli ultra 50 enni che non troveranno più lavoro per via dell’età o per via dell’invalidità per causa di mobbing o altre cause che rendono gli ultra50enni molto peggio degli esodati in quanto si trovano senza reddito senza pensione ed oltretutto con un’invalidità riconosciuta dagli enti preposti al 59% ,che significa nulla pensione ma nessuna speranza di rientrare nel mondo del lavoro.
    Pietro Meloni da Cagliari

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