L’assemblea del Senato ha respinto la delibera della giunta per le immunità di Palazzo Madama favorevole alla richiesta di procedere agli arresti domiciliari nei confronti del senatore Sergio De Gregorio, formulata dalla Procura di Napoli nell’ambito dell’inchiesta relativa ai fondi pubblici al quotidiano L’Avanti di Valter Lavitola.

Che gioia!! Sergio De Gregorio è definitivamente salvo!! Alla faccia di quelle decine di migliaia di comuni indagati italiani – brutti, sporchi e cattivi – che, per fatti ben meni gravi di quelli contestati al “nostro” e all’amico Lavitola (truffe d’alto bordo, finanziamenti illeciti, corruzione internazione, bancarotta fraudolenta, cosucce similari), intanto vengono sbattuti in galera e poi eventualmente se ne parla

E giusto no?! O secondo voi sarebbe stato legittimo che Sergio si adattasse a stare rinchiuso dentro casa privandosi della gioia di andare al suo 5 stelle preferito per degustare l’ultimo piatto di Dominique a base di ostriche di Arcachon, cotte al vapore con le aragoste rose del Portogallo? E se poi mi dimagriva mezzo chilo, me lo spiegate voi con quali soldi si affrontava il cambio del guardaroba ?!


Cosa dite? Qualcuno pensa che il DDL anticorruzione di cui si sta discutendo in questi giorni in Parlamento eviterebbe questo genere di cose?
Ma va! Ma siete davvero fuori di testa? Vorreste dirmi che la riforma anticorruzione riguarda anche loro, i nostri governanti, i nostri padri-padroni, i nostri tutori della legalità?

E, magari, sognate di vederli tutti in fila con la tunichetta bianca ed il giglio candido mano nella mano, perfetti chierichetti pronti a cospargersi il capo di cenere e a far penitenza sui loro, passati – presenti – futuri, “peccati veniali”? O, forse, sperate che rinuncino ai loro yacht ancorati nei lontani mari del sud per passare a graziose barchette di legno, risparmiose ed utilmente fisioterapiche per i bicipiti in uso nei pesanti lavori parlamentari? O pensate che vendano le loro lucide megafuoriserie blu per salire su una comoda e dignitosa utilitaria, quasi uguale a quella usata dal prof. Mario Cerruti del Liceo Classico di Cinisello Balsamo?

Tranquilli. Sono solo incubi. Sveglia su’, un caffè ed è tutto finito!

E’ assolutamente vero che in Parlamento, in questi giorni, si sta discutendo il D.D.L. anticorruzione e che finalmente, dopo quasi quindici anni, si sta anche promulgando la Legge di ratifica della Convenzione di Strasburgo del 1999.
Ma sia chiaro – e dunque riaddormentatevi sereni – che la riforma riguarderà solo ed esclusivamente: gli artigiani di Moncedrone del Veneto; il capoufficio del Comune di Portella Eolica; il veterinario del macello provinciale di Albano Calabro.
Gente pericolosa, corrotta e corruttibile, per intenderci! Che c’entrano i chierichetti del Parlamento? E che hanno a che spartire – loro – con quella gentaglia di bassa tacca.. ?

Pare che la Convenzione di Strasburgo (42 articoli raggruppati in cinque capitoli) imponga agli Stati firmatari (l’Italia ha sottoscritto il 27 gennaio 1999) il perseguimento e la punizione della “corruzione attiva e passiva di parlamentari nazionali ed esteri e di membri di assemblee parlamentari internazionali”.
Pare, altresì, che il 14 marzo 2012 il Senato abbia approvato il Progetto di Legge per la Ratifica n. 619. Sennonché – ed è proprio qui che viene il bello! – il testo trasmesso alla Camera consta solo di 5 articoli: agli articoli 1, 2 e 5 dedicati alle consuete clausole sull’autorizzazione alla ratifica e sull’esecuzione della Convenzione; l’articolo 3, sulla individuazione dell’autorità centrale per l’Italia in capo Ministro della giustizia; l’articolo 4, sulla puntualizzazione che dall’attuazione della Convenzione penale sulla corruzione non derivino nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.
Per il resto – ossia per ciò che riguarda il contenuto “reale” delle tipologie di reato da prescrivere e sanzionare (ivi comprese quelle sui richiesti reati di corruzione dei parlamentari) – sono stati stralciati gli articoli recanti le norme di adeguamento dell’ordinamento interno alla Convenzione ed è stato rinviato il tutto, per la riunione, al cd. DDL anticorruzione 4434A oggi in discussione.

Per farla breve: la futura Ratifica della Convenzione di Strasburgo del 1999 non sarà affatto una reale ratifica, ma solo un titolo posticcio di accompagnamento al D.D.L. anticorruzione, il quale – manco a dirlo – non si sogna minimamente (né alcuno ha osato avanzare proposta in tal senso) di prevedere e punire la corruzione attiva e passiva dei parlamentari !!!

Bene… Sto meglio… Scampato pericolo
Finalmente, Sergio e i suoi colleghi continueranno a potere lavorare sereni, tranquilli e in santa pace!
e smettetela, voi sovversivi, di rompere le scatole con questa fame di giustizia isterica…


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3 COMMENTI

  1. DELINQUENTI CHE POSSONO FARE QUELLO CHE VOGLIONO PERCHE’ SANNO DI POTER CONTARE SUGLI AMICI. LA COSA PIU’ TERRIBILE E’ CHE LI ABBIAMO MANDATI NOI…DOVREMMO ANDARE LI IN MASSA E CACCIARLI A CALCI . CI SONO PERSONE CHE NON ARRIVANO A FINE MESE….MA A CHI INTERESSA? CERTAMENTE NON AI NOSTRI POLITICI.

  2. Gli antichi Greci, forse più moderni ( scusate il gioco di parole! ) di noi, già avevano segnato la strada verso le normative anti-corruzione. Parallelamente, però, coniarono una significativa parola, che spesso essi riferivano alle suddette normative. La parola in oggetto, per chi non lo avesse ancora intuito, è ” DEMAGOGIA “.
    Quindi, come afferma il biblico Ecclesiaste, ” Nihil novum sub sole! “.

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