La Spagna ha chiesto all’Unione europea di mettere a disposizione dei propri principali istituti di credito attualmente sottocapitalizzati, Bankia in primis, fondi per circa 40 miliardi di euro. Lo ha detto il Ministro del bilancio di Madrid, Cristobal Montoro, intervistato su radio Onda Cero, sottolineando la non eccessività di una simile richiesta (“non parliamo di cifre astronomiche”).

Montoro ha proseguito dicendo che il livello attuale dello spread tra Bund tedeschi e Bonos spagnoli, veleggiante da diversi giorni sopra la quota dei 500 punti base, sta rendendo molto difficoltoso per la Spagna il rifinanziamento sui mercati del proprio debito pubblico. I tassi di interesse a cui il Tesoro di Madrid deve piazzare i propri titoli si vanno pericolosamente avvicinando alla fatidica soglia di rendimento del 7% (già punto di non ritorno per Grecia, Portogallo ed Irlanda, costretti a chiedere l’assistenza finanziaria diretta di Unione europea e Fondo monetario internazionale).

Secondo Montoro, tuttavia, la situazione non è tale per cui la Spagna debba chiedere un intervento diretto ad Ue ed Fmi (nonostante secondo il Wall Street Journal il Fondo monetario stia preparando un simile piano di aiuti), anzi ciò potrebbe essere controproducente ed avere effetti destabilizzanti sulla fuga di capitali dalle banche spagnole già in atto. Sarebbe sufficiente che la ricapitalizzazione degli istituti iberici avvenisse tramite i fondi di salvataggio europei già esistenti (come l’Efsf, European Financial Stability Facility). La Spagna, ha proseguito il Ministro, non necessiterebbe infatti di un “salvataggio” vero e proprio, ma soltanto (e di questi tempi, purtroppo, non è dir poco) “di più Europa, di più meccanismi per l’integrazione dell’Europa”. L’impressione generale sui mercati, infatti, è che sia proprio l’Europa, quale interlocutore unico, a mancare, ed è questo a dar sempre nuova forza alla speculazione.


Il Ministro delle finanze tedesco, Wolfgang Schauble, intervistato da Handesblatt, certifica indirettamente questa situazione di “vuoto politico” dell’Europa: “Il governo spagnolo sta prendendo tutte le decisioni giuste”, e ciononostante “sta venendo messa sotto pressione dai mercati”, per cause riconducibili soprattutto all’effetto contagio derivante dalla situazione greca.

L’auspicio è che ora la miopia delle istituzioni europee non faccia della Spagna una nuova (e molto più difficile da gestire) Grecia.


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