“Da indiscrezioni di stampa si apprende che il Governo Monti ed i Segretari di partito avrebbero proceduto alle nomine relative all’Autorità Garante delle Comunicazioni (Agcom). Se la notizia venisse confermata, il Parlamento, convocato il 5 ed il 6 giugno prossimi proprio per la designazione dei componenti delle Autorità di Garanzia Agcom e Privacy, si troverebbe a ratificare decisioni già assunte in altra sede”.

E’ quanto si legge nel comunicato stampa diffuso lo scorso 2 giugno dall’Open Media Coalition, relativo al presunto accordo che sarebbe stato raggiunto tra Pd e Pdl sulle nomine dei nuovi membri dell’Agcom.

Open Media Coalition (OMC) – promotrice della campagna “Vogliamo trasparenza” – esprime stupore e disappunto per le modalità con le quali si sarebbe giunti alla definizione degli incarichi nelle Authority indipendenti. Solo pochi giorni fa, in risposta alla formale e reiterata istanza di accesso agli atti del procedimento di nomina del Presidente Agcom, promossa da OMC, una missiva della Presidenza del Consiglio dei Ministri assicurava di : “non aver avviato il procedimento di nomina del Presidente dell’Autorità in parola, né esaminato, in quanto non detenuti, atti comprovanti i curricula degli eventuali candidati per ricoprire l’incarico suddetto”, continua il comunicato.


A riguardo, Frank La Rue, relatore speciale Onu per la promozione e la difesa della libertà di manifestazione del pensiero, aveva espresso al Governo italiano preoccupazione per l’assenza di trasparenza nella fase di nomina dei membri e del Presidente dell’Autorità di Garanzia delle Comunicazioni. Una missiva, quella di La Rue, lasciata senza risposta. Con il rinvio del voto sulle nomine Agcom e Privacy, lo stesso Parlamento aveva riconosciuto la necessità di adottare procedure trasparenti, mediante, tra l’altro, valutazione comparativa dei curricula dei candidati. Le istanze di trasparenza di Open Media Coalition e della sua campagna hanno avuto riconoscimenti e consensi anche sulla stampa internazionale da parte di autorevoli quotidiani, quali l’International Herald Tribune e il New York Times. Open Media Coalition auspica che la votazione parlamentare del prossimo 5 e 6 giugno prossimi possa svolgersi nel rispetto del ruolo del Parlamento e delle sue alte prerogative“, conclude la nota.

Ricordiamo che aderiscono ad Open Media Coalition: Cittadini Europei, Articolo 21, Agorà Digitale, Altroconsumo, Centro di Ascolto dell’Informazione Radiotelevisiva, Istituto Italiano Privacy, Femi, Anso, Move On Italia, Valigia Blu, Istituto Politiche per l’Innovazione, Nexa, ScambioEtico, Società Pannunzio per la libertà di informazione, Stati Generali dell’Innovazione, DataGov.it, Torino Digitale, Wikitalia e Federazione Nazionale Stampa Italiana.


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