Il decreto Cresci Italia, nato per valorizzare l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro, è stato accolto con molto entusiasmo dai giovani professionisti. All’art. 9 co.6 sancisce infatti che “il tirocinio previsto per l’accesso alle professioni regolamentate non PUO’ (n.d.r. l’utilizzo del verbo al tempo presente!) essere superiore a 18 mesi” .

A porre un freno allo smodata gioia dei giovani praticanti –avvocati e non solo- per lo sconto del governo- in un’Italia dove per i giovani non c’è nulla di scontato- ha subito pensato il Ministro della Giustizia, in risposta ai dubbi interpretativi posti dal Consiglio Nazionale Forense, pungolato a sua volta dai Consigli dell’Ordine sparsi in Italia.

Infatti, notevoli dubbi sono sorti in materia di applicazione della legge nel tempo, ossia se la riduzione del tirocinio a 18 mesi vada applicata a tutti i giovani professionisti, indipendentemente dalla data di iscrizione agli albi dei praticanti o solo a coloro che siano stati ammessi al tirocinio all’indomani dell’entrata in vigore della legge, ossia dopo la fatidica data del 24 gennaio 2012.


Così, in attesa di un qualsiasi segnale di fumo, i Consigli dell’Ordine deliberavano autonomamente di applicare a TUTTI i praticanti iscritti la riduzione della pratica forense, in ossequio alla principio del rapido ingresso dei giovani nel mondo del lavoro (tanto declamato dal legislatore delegante, sic!!), consegnando su richiesta i certificati di compiuta pratica, necessari per partecipare ai bandi per le abilitazioni!

Ma dopo i soliti rimpalli all’italiana, il 14 maggio 2012 l,’Ufficio legislativo del Ministero della giustizia, pubblica l’infausto parere: la norma ha effetto solo per l’avvenire. Non è ancora periodo di saldi! La pratica ridotta a 18 mesi si applica solo a coloro che si siano iscritti all’albo speciale dei praticanti dopo l’entrata in vigore del provvedimento legislativo!

Tra un retromarche e l’altro dei Consigli dell’Ordini e i passaparola sul web infuocato, non si puo non riflettere sugli effetti paradossali, discriminatori ed irragionevoli che seguono dall’interpretazione restrittiva della noma. Ed infatti potrebbe accadere che un praticante iscritto il 23 gennaio 2012 faccia esami oltre un anno dopo il collega iscritto il 24 gennaio 2012, in spregio ad ogni principio di uguaglianza o ragionevolezza della legge.

In sottofondo le condivisibili parole del segretario dell’ANF……”questi giochetti nei riguardi dei giovani professionisti sono inaccettabili”.

Nulla di nuovo sotto il sole, dunque.

I soliti, tristi, giochetti all’italiana.


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