Entro due settimane la riforma del lavoro sarà realtà. O almeno così è emerso ieri, dal primo via libera dato al ddl – con alcune modifiche – da parte della Commissione Lavoro del Senato, anche se non è escluso il ricorso alla fiducia sui tre capisaldi del testo, ovvero flessibilità in entrata, in uscita e ammortizzatori sociali.
Sul fronte esodati, i lavoratori salvaguardati rispetto all’aumento dell’età pensionabile saranno 65.000, per un fabbisogno finanziario complessivo di 5 miliardi e 70 milioni (dal 2013 al 2019): per il Ministro Fornero “la partita è chiusa”, anche se per sindacati e parti sociali resta il problema degli ‘altri’.
Per la mobilità, infatti, il contingente numerico previsto per coloro che potranno andare in pensione con le vecchie regole è di 25.590 persone, mentre per la mobilità lunga si prevede che i beneficiari siano 3.460.


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