E’ stato approvato dalle commissioni coongiunte Affari costituzionali e Giustizia l’emendamento del Pd al ddl anticorruzione che introduce la pena della reclusione da 4 a 8 anni (attualmente, il Codice prevede una pena da 2 a 5 anni).

Fondamentali i voti di Pd, Idv e Fli, confluiti in questa nuova inedita maggioranza. Inizialmente decisa a sostenere l’emendamento, l’Udc ha poi preferito astenersi (come la Lega) prevedendo una frattura tra i partiti che sostengono il Governo. Unici voti contrari, quelli del Popolo delle Libertà.

La norma approvata prevede una pena più severa di quella proposta dal Governo.


La proposta del Governo prevedeva infatti la reclusione da 3 a 7 anni.

Il  Ministro Severino si è rimessa all’aula suggerendo però di accantonare l’emendamento per favorire una pausa di riflessione. «Se aumentiamo le pene per questo reato – ha sottolineato – dobbiamo di conseguenza aumentare quelle più gravi per concussione e concussione per induzione e a catena quelle inferiori». Anche il capogruppo Pdl in commissione Giustizia, Enrico Costa, ha chiesto l’accantonamento dell’emendamento: “l’approvazione di questa norma – ha spiegato – andrebbe a certificare che ormai è nata una maggioranza diversa da quella che sostiene il Governo. Questo atteggiamento non produttivo in termini di dialogo”.


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