Camera dei Deputati – Risoluzione n. 7-00856 presentata dall’On. Naccarato (PD) il 9 maggio 2012.

La I Commissione, premesso che:

l’apertura concorrenziale dei mercati protetti e la tutela dei consumatori sono due dei principali pilastri che la politica economica nazionale deve rafforzare e sostenere con l’obiettivo di instaurare una maggiore concorrenza nei mercati dei prodotti e dei servizi assicurandone, nello stesso tempo, una più ampia accessibilità e fruibilità per i cittadini;


il corretto sviluppo del settore dei servizi nell’ambito di un mercato concorrenziale è un volano di crescita per l’intera economia e, pertanto, lo Stato ha l’importante compito di delineare e dare forza ad una azione di regolazione pro-competitiva e di tutela del consumatore anche mediante organismi di controllo che, nel nostro Paese, è assolta ricorrendo al modello delle autorità indipendenti;

tali organismi assolvono importanti funzioni per un equilibrato funzionamento dei mercati liberalizzati controllando che siano rispettate quelle regole poste a garanzia e a tutela della concorrenza; la migliore soluzione di tale funzione può, tuttavia, essere garantita solo da un alto livello di indipendenza, di autonomia e di capacità tecnica delle autorità stesse, consentendo una loro azione efficace e trasparente;

il rispetto dei requisiti di indipendenza, autonomia, capacità tecnica è il fondamento giuridico che legittima le autorità a svolgere compiti di solito svolti dalle assemblee parlamentari o dai Governi in quanto tali organismi, già definiti piccoli «governi tecnici», ricevono un’unica legittimazione parlamentare e governativa all’atto della costituzione e, successivamente, restano in carica in totale autonomia per sette lunghi anni su temi strategici, quali lo sviluppo e la competitività del Paese e la leale concorrenza tra le imprese;

attraverso le autorità indipendenti, soggetti non eletti assumono decisioni di rilevanza strategica, appunto al pari di «Governi» e Parlamenti, spostando rilevantissimi flussi finanziari, nella dichiarata garanzia di non cedere alle eventuali pressioni dei gruppi di interesse e di operare nell’interesse dei consumatori nell’ambito di regole concorrenziali certe;

è di tutta evidenza, quindi, l’importanza che ha per l’Italia l’autorità per le garanzie nelle comunicazioni, i cui vertici, in rinnovo il prossimo maggio, dovranno prendere importanti decisioni sui criteri da applicare all’asta per l’assegnazione delle frequenze delle telecomunicazioni non più assegnate a titolo gratuito e sulla questione dell’ultimo miglio della rete di telecomunicazioni: si tratta di questioni controverse e delicate e palesemente soggette a pesanti meccanismi di pressione;

allo stesso modo la nuova autorità di regolazione nel settore dei trasporti, incluso il servizio taxi, e dell’accesso alle relative infrastrutture e ai servizi accessori dovrà assumere, tra gli altri, gli importanti poteri di concedente e di vigilante nel settore delle concessioni autostradali e in tale veste selezionerà i concessionari autostradali mediante gare; infatti, alla stessa compete la regolazione tariffaria nel settore autostradale;

la scelta dei vertici e dei dirigenti di dette autorità in scadenza deve essere fatta a seguito di trasparenti e serie valutazioni dei requisiti di indipendenza, autonomia, capacità tecnica, richiesti per legge, per garantire il giusto controllo dei meccanismi di pressione esercitati dal sistema di interessi politici ed economici che circondano le questioni su cui hanno la competenza di controllo e di regolazione;

senza dubbio, norme più rigorose ed esigenti sulla compatibilità dei membri delle autorità favorirebbero la neutralità delle scelte e delle decisioni, ridurrebbero i meccanismi di pressione e darebbero certezza e autorevolezza al loro lavoro;

i suddetti rilievi assumono, infine, un’importanza decisiva se si riflette sul fatto che gravando i costi delle autorità sulla fiscalità generale, sono i cittadini i principali «azionisti» di riferimento; al contrario il circuito decisionale su questioni centrali, nello sviluppo del Paese e nelle scelte democratiche, quali le comunicazioni, le banche, l’energia o i trasporti, si è allontanato dalla sfera di influenza e decisione dei cittadini che esprimono le proprie volontà solo in relazione ad assemblee elettive;

infatti, le autorità decidono di materie e questioni a loro delegate da Governo e Parlamento, che in passato esercitavano direttamente il ruolo poi delegato alle autorità di regolazione nel perseguire una piena e corretta autonomia ed indipendenza di giudizio ed una preparazione specialistica dei componenti finalizzata ai risultati migliori;

risulta necessario affermare con maggiore coerenza sia le caratteristiche di autonomia e competenza delle autorità, sia il rapporto mandatario che le lega alle istituzioni rappresentative, prevedendo una relazione più produttiva tra le autorità, il Parlamento e il Governo, correggendo ad esempio le modalità puramente passive con cui le Camere registrano le relazioni annuali delle Autorità e lo scarso seguito delle loro segnalazioni al Governo;

è necessario inoltre che siano scelte personalità davvero competenti in tutti i settori di intervento delle autorità, e non soltanto in campo giuridico-amministrativo, garantendo l’effettiva indipendenza, con rigorose incompatibilità in relazione sia alla politica che alle grandi forze economiche del settore;

per assicurare questi risultati è bene che si sviluppi un confronto pubblico trasparente così che i parlamentari che saranno chiamati a votare lo facciano dopo aver valutato, anche attraverso audizioni dei candidati e l’esame dei loro curricula, la competenza e l’autonomia di ciascuno di essi;

in particolare, è opportuno valutare quali siano i conflitti di interesse da evitare nell’attribuzione degli incarichi collegiali dell’autorità per quel che riguarda le nomine di soggetti già titolari di altri incarichi ovvero qualora permangano interessi in conflitto con l’esercizio della funzione di regolazione o vigilanza, in relazione alle cariche assunte in precedenza o alle nomine nelle imprese regolate o vigilate;

bisogna, inoltre, evitare intrecci di incarichi con soggetti che nella magistratura amministrativa, TAR e Consiglio di Stato, risultino competenti a giudicare i ricorsi contro le decisione delle autorità,

impegna il Governo:

ad assumere iniziative normative volte a prevedere una procedura di presentazione dei curricula dei candidati alle autorità di regolazione e di controllo pubblica e trasparente con un pieno coinvolgimento del Parlamento, al fine di effettuare una scelta idonea per la crescita dell’economia del Paese e per garantire la tutela dei diritti del consumatore;

a prevedere, altresì, criteri più rigorosi che garantiscano la scelta di personalità molto competenti in tutti i settori di intervento delle medesime autorità, e non soltanto in campo giuridico-amministrativo, garantendone l’effettiva indipendenza, attraverso iniziative normative che prevedano rigorose incompatibilità in relazione sia alla politica sia alle grandi forze economiche del settore, evitando, quindi, situazioni di conflitto di interesse legate a incarichi ricoperti nella magistratura amministrativa – competente a giudicare sui ricorsi contro le decisioni delle autorità – o nelle imprese – ora regolate e vigilate – e in politica.

(7-00856) – On. Naccarato (PD), Lovelli, Meta, Gentiloni Silveri, Ferrari, Boffa, Bonavitacola, Cardinale, Gasbarra, Ginefra, Laratta, Pierdomenico Martino,Giorgio Merlo, Tullo, Velo, Zampa.


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