Attendiamo l’udienza della Corte Costituzionale del 22 maggio prossimo sulla legittimita’ costituzionale del divieto di applicazione delle tecniche eterologhe nel nostro Paese, così come previsto dalla legge 40/2004“.

E’ quanto afferma l’avvocato Filomena Gallo, segretario dell’associazione Coscioni in merito alla vicenda della coppia italiana che si è rivolta in un centro di Creta per la procreazione assistita.

I quindici giudici della Corte verificheranno la corrispondenza dell’articolo 4, comma 3, di questa legge con le garanzie costituzionali, su istanza del tribunale di Firenze che ha già sollevato il dubbio di legittimità del divieto. Mi aspetto che questa stortura italiana – aggiunge Gallo – decada e che il diritto ad essere genitori sia garantito allo stesso modo a tutti coloro che si sentono pronti a crescere ed amare i figli” .


Sul caso della clinica di Creta – aggiunge Gallo – e’ stata avviata una procedura legale per ricevere tutti i documenti. Seguirà una denuncia in sede internazionale per violazione delle normative comunitarie in materia di sicurezza sui materiali biologici, la cui tracciabilità deve essere garantita per risalire ai dati genetici dei donatori, in questo caso dei gameti femminili donati alla coppia italiana. A Creta non hanno rispettato i criteri minimi di sicurezza accertandosi che i donatori non fossero portatori di malattie genetiche, fatto gravissimo”. “I divieti – conclude Gallo – determinano situazioni di illegalita’. Tutto cio’ non sarebbe accaduto in Italia dove queste tecniche sono state impiegate con successo, senza problemi di natura scientifica ne’ giuridica, prima del divieto imposto nel 2004 dalla legge 40”.

 


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