“La Giunta regionale, nella seduta di oggi, venerdì 4 maggio, ha deliberato di proporre ricorso, dinnanzi alla Corte costituzionale, avverso il decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1, recante Disposizioni urgenti per la concorrenza, lo sviluppo delle infrastrutture e la competitività, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27, pubblicata nella Gazzetta ufficiale della Repubblica italiana, serie generale, n. 71 del 24 marzo, limitatamente all’articolo 35, comma 4”.

Lo si legge in una nota della Regione Valle d’Aosta.

“Il decreto legge 1/2012, così detto Cresci Italia, è complessivamente finalizzato a liberalizzare ampi settori dell’economia nazionale, al fine di favorire lo sviluppo della produttività, con l’obiettivo di ampliare le opportunità di lavoro e le prospettive di mobilità e di promozione sociale. L’articolo 35, comma 4, impugnato dalla Regione, prevede un ulteriore concorso alla finanza pubblica da parte delle Regioni a statuto speciale e delle Province autonome di Trento e Bolzano pari a 235 milioni di euro annui a decorrere dal 2012, integrativo rispetto a quanto già previsto nelle precedenti manovre statali, in particolare all’articolo 32, comma 10, della legge 12 novembre 2011, n. 183 e all’articolo 28, comma 3, primo periodo, del decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201,. disposizioni queste ultime già oggetto di impugnazione dinanzi alla Corte costituzionale da parte della Regione. La Giunta regionale, pur riconoscendo la necessità delle misure previste nelle predette manovre statali, con riferimento alla situazione di crisi internazionale e di instabilità dei mercati, in sostanziale accordo con le altre autonomie speciali, ritiene necessario difendere le prerogative regionali proponendo ricorso alla Corte costituzionale avverso il predetto articolo 35, comma 4, nella parte in cui definisce unilateralmente e senza previo accordo alcuno la misura puntuale delle entità finanziarie ripartite tra le singole autonomie speciali aggiuntive rispetto a quelle derivanti dal concorso agli obiettivi di finanza pubblica stabiliti in applicazione del d.l. 78/2010, della l. 183/2011 e del d.l. 201/2011. La disposizione appare lesiva delle prerogative della Regione in quanto prevede, senza alcun criterio di proporzionalità, quote di tributi propri della Regione riservati all’Erario, accantonamenti a valere sulle quote di compartecipazione ai tributi erariali spettanti alla Regione e un ulteriore concorso alla manovra finanziaria a carico della Regione, in contrasto con le disposizioni statutarie e la normativa di attuazione in materia di rapporti finanziari con lo Stato e il principio consensuale che, come anche recentemente ritenuto dalla stessa Corte costituzionale (sentenza n. 133/2010), deve presiedere la regolamentazione dei rapporti finanziari tra lo Stato e la Regione Valle d’Aosta”.


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