I giudici non si sbilanciano e vedono luci e ombre nell’emendamento al ddl anticorruzione depositato il 17 aprile scorso alla Camera dal ministro della Giustizia Paola Severino.

“A un’occhiata rapidissima – ha spiegato ai Rodolfo Sabelli, presidente dell’Associazione nazionale magistrati, a margine dell’audizione nella commissione Giustizia di Montecitorio dei rappresentanti del sindacato delle toghe sul tema del falso in bilancio – ci sono delle luci ma anche criticità”. Tra le luci Sabelli annovera le “figure di reato nuove, sollecitate da più parti e il passo avanti sulle pene e sulla confisca”, fra le criticità “aspetti processuali” che riguardano il reato di concussione per induzione, in particolare perché la punibilità del concusso pone problemi in relazione “all’utilizzabilità delle sue dichiarazioni”. Ma il cuore della questione della corruzione, per l’Anm, resta la brevità dei tempi di prescrizione dei reati: “L’aumento delle pene da un lato è positivo, ma senza una visione complessiva, con interventi settoriali la questione lascia sempre motivi di insoddisfazione. Bisognerebbe intervenire sulla normativa generale della prescrizione”. Un esempio? “Se la pena aumenta da tre a sei anni la prescrizione praticamente non si allunga”, ha sottolineato Sabelli. Intanto proprio il tema del contrasto alla corruzione è uno di quelli su cui il vertice della notte scorsa tra il premier Mario Monti e i segretari dei partiti sembra avere individuato un accordo. Oltre all’accelerazione sulla riforma del lavoro e al tema della crescita. All’incontro a palazzo Chigi erano presenti i ministri Giarda, Passera, Moavero, Severino, Fornero e Patroni Griffi. Pierluigi Bersani, Angelino Alfano e Pierferdinando Casini hanno avanzato alcune proposte per rilanciare lo sviluppo mentre Passera ha illustrato un documento sulla crescita che prevede il decreto sulla revisione degli incentivi, l’intesa con le banche per il recupero dei crediti delle amministrazioni e il rilancio delle opere infrastrutturali. “Ci sono provvedimenti sulla crescita che arriveranno a breve e altri che sono in cantiere”, spiegano fonti ministeriali. Il presidente del Consiglio, riferiscono le stesse fonti, ha chiesto la condivisione della maggioranza sui provvedimenti in esame in Parlamento in modo da facilitare un iter rapido soprattutto sulla riforma del lavoro. “Contrastare corruzione, lavoro nero ed evasione fiscale: siamo molto impegnati su questi fronti”, ha poi ribadito il premier Monti, ieri, in conferenza stampa a Palazzo Chigi.

Qui l’emendamento al ddl anticorruzione presentato dal governo


Giuseppe Manfredi


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