Restyling in vista per la riscossione delle entrate degli enti locali: il riordino della disciplina punterà ad assicurare certezza, efficienza ed efficacia dei loro poteri di riscossione, competitività, certezza e trasparenza nei casi di esternalizzazione di tali poteri, nonché forme di garanzia quanto alla trasparenza, effettività e tempestività dell’acquisizione d a parte degli enti locali delle entrate riscosse. E’ quanto prevede la bozza del disegno di legge delega sul fisco approvata ieri dal consiglio dei ministri. Ma le novità sono molte. Vediamo le principali in sintesi.

Catasto

Il valore patrimoniale dell’immobile sara’ determinato utilizzando “il metro quadrato come unita’ di consistenza”. In particolare si prevede la revisione del catasto dei fabbricati “in collaborazione con i comuni” con “l’obiettivo di attribuire a ciascuna unita’ immobiliare il relativo valore patrimoniale e la rendita”. Si prevedono inoltre “meccanismi di adeguamento periodico dei valori e delle rendite delle unita’ immobiliari urbane”.


Chi inquina paga

Nella delega fiscale “c’è l’articolo 15 che prevede misure fiscali a favore dell’ambiente”, con il principio che “chi inquina, paga”, ha sottolineato il ministro per l’Ambiente, Corrado Clini prima della riunione. “Anche questo – ha detto – rientra all’interno di uno schema europeo, è in corso in Parlamento europeo l’approvazione di due importanti direttive: una che riguarda l’efficienza energetica l’altra la fiscalità energetica all’interno di queste è previsto lo schema delle green taxes e fra questa anche la carbon tax. Sono misure finalizzate a spostare la tassazione dal lavoro al costo dell’ambiente – ha concluso Clini – e cioé di far pagare il costo ambientale da chi inquina. Questo corrisponde al principio che chi inquina paga”.

Deleghe

Dovranno essere emanati entro nove mesi dall’approvazione, i decreti legislativi attuativi della delega fiscale. “Tenuto conto delle esigenze di perseguire lo sviluppo e la competitivta’ delle attivita’ economiche – si legge nel testo – e della necessita’ di ricondurre a una maggiore razionalita’ ed equita’, il sistema fiscale, di contrastare fenomeno dell’evasione, dell’elusione e dell’erosione, nonche’ di instaurare con i contribuenti un rapporto basato su fiducia reciproca e collaborazione, il governo e’ delegato ad adottare, entro nove mesi dall’entrata in vigore della presente legge, uno o piu’ decreti legislativi recanti la revisione del sistema fiscale, secondo i principi e i criteri direttivi indicati nella presente legge”.

Irpef sempre uguale

Nessun ritocco delle aliquote, almeno per il momento, ma un fondo a cui destinare le risorse della lotta all’evasione per “i futuri sgravi fiscali”. “La vecchia delega – spiega la relazione – proponeva un’Irpef a tre aliquote (pari a 20, 30 e 40 per cento) senza indicare i limiti degli scaglioni e quindi con effetti redistributivi e di gettito del tutto indeterminati. Si ritiene preferibile non ripresentare questo aspetto della delega e limitarsi a indicare la volonta’ di concentrare le risorse che si renderanno disponibili in apposito fondo destinato a finanziare i futuri sgravi fiscali”.

Fondo pro-contribuenti

“Il gettito conseguente alla riduzione dell’evasione” confluirà in “un apposito fondo strutturale, destinato a finanziare sgravi fiscali”, si legge nella bozza.

Controlli

In arrivo rafforzamento di “controlli mirati” in sinergia con “altre autorità pubbliche”. Ma anche “potenziamento e razionalizzazione della tracciabilità dei pagamenti” e “potenziamento dell’utilizzo della fatturazione elettronica”.

Agevolazioni

“Previsione della possibilita’ di eliminare, ridurre o riformare le spese fiscali che appaiono in tutto o in parte ingiustificate o superate alla luce delle esigenze sociali o economiche o che costituiscono una duplicazione”. Si prevede poi “l’introduzione dell’obbligo di redigere, all’interno della procedura di bilancio, un rapporto annuale sulle spese fiscali (ovvero tax expenditures, intendendo per tali qualunque forma di esenzione, esclusione, riduzione dell’imponibile o dell’imposta, regime sostitutivo di favore), sulla base di metodi e criteri basati sulle migliori pratiche internazionali e stabili nel tempo, che consentano anche un confronto con i programmi di spesa, eventualmente prevedendo la costituzione di una commissione indipendente”.

Resta l’Irap

“La precedente delega conteneva – si legge nella relazione che accompagna la bozza – l’indicazione, nel medio-lungo periodo, della soppressione dell’Irap. Questa indicazione, oltre ad apparire contraddittoria con le esigenze di risanamento delle finanze pubbliche e con la politica di rigore finanziario impostata dall’attuale governo, aprirebbe un problema molto serio di reperimento delle entrate alternative (il gettito dell’Irap e’ dell’ordine dei 35 miliardi di euro) e di finanziamento delle Regioni (cui compete il tributo)”.

Lotta all’evasione

“Introduzione dell’obbligo di redigere un rapporto annuale, all’interno della procedura di bilancio, sulla strategia seguita e sui risultati conseguiti sul fronte delle misure di contrasto all’evasione”. E’ quanto prevede la bozza della delega fiscale.

Si prevede inoltre “l’istituzione di una commissione indipendente, con partecipazione dell’Istat, dell’amministrazione finanziaria e di altre amministrazioni pubbliche” per il monitoraggio dell’evasione.

Qui il testo integrale della bozza del disegno di legge delega per la revisione del sistema fiscale

Giuseppe Manfredi


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