Cancellare l’emendamento Pini che prevede la responsabilità diretta dei giudici.

E’ chiaro, forte ed univoco il messaggio che l’Associazione Nazionale Magistrati ha mandato alla Commissione Giustizia al Senato qualche giorno fa, nel corso di un’audizione.

Nessuna modifica possibile, nessun compromesso accettabile. In gioco c’è l’autonomia e l’indipendenza dei magistrati.


«L’emendamento alla legge comunitaria approvato dalla Camera, che prevede modifiche relative alla responsabilità civile dei magistrati, mina la terzietà, l’indipendenza e l’autonomia dei magistrati e quindi il principio di uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge, per questo non bastano modifiche ma deve essere stralciato», sostiene l’Anm di fronte ai membri della Commisione.

Alla Commissione giustizia del Senato spetta infatti esprimere un parere sulla legge Comunitaria 2011, nella quale l’emendamento Pini si inserisce. Al momento la Commissione Giustizia sembra orientata verso lo stralcio o comunque un parere contrario alla norma. “In tutte le audizioni – afferma il presidente Filippo Berselli, del Pdl – non è emersa alcuna voce a difesa della norma“. Per Pini, firmatario dell’emendamento, si tratterebbe invece di “difesa corporativa di un privilegio spacciato per indipendenza“.

Al fianco dei magistrati, si schiera il Ministro della Giustizia Paola Severino, secondi cui la responsabilità diretta dei giudici “non esiste in nessun Paese d’Europa“.

Nel corso dell’audizione i delegati dell’Anm (Cosimo Ferri, Giuseppe Creazzo e Anna Canepa) hanno depositato un documento unitario nel quale si esprime viva preoccupazione non solo per l’azione diretta ma anche per l’azione di rivalsa. “Se viene introdotto un tipo di punizione, o si va a incidere sull’attività interpretativa, viene meno un’attività tipica del giudice“, afferma Ferri.

Per l’Anm inoltre è falso sostenere che sia l’Unione europea a chiedere una norma simile, dal momento che in realtà il provvedimento in esame attribuisce allo Stato la facoltà di accertare l’eventuale responsabilità civile del giudice attraverso l’azione davanti a un tribunale, fatti salvi i casi di dolo o colpa grave. “L’Europa non ci chiede affatto la responsabilità diretta del magistrato – sottolinea la delegazione di Anm -, chiede semplicemente che lo Stato risarcisca i cittadini per gli errori giudiziari di ultima istanza nell’abito del diritto comunitario“.

Sulla stessa posizione dell’Anm si muove anche il Consiglio Superiore della Magistratura, che qualche giorno prima dell’audizione ha approvato una delibera nella quale si afferma che la responsabilità civile dei magistrati può rendere il sistema giudiziario italiano “davvero ingestibile” determinandone “l’implosione“, dal momento che mette a rischio l’indipendenza dei magistrati.

Il magistrato potrebbe essere condizionato e influenzato nella scelta della soluzione giuridica, potendo optare per quella che meglio lo preservi dal rischio di azione diretta“, si legge nella delibera del Csm.

Di avviso parzialmente diverso si rivela invece l’Unione camere penali, che in una nota precisa che non sosterrà lo stralcio della norma, perché “significherebbe accantonare un problema che coinvolge la tutela del diritto da parte dei cittadini nei confronti degli errori delle toghe“. Piuttosto, i penalisti, escludendo “ipotesi di responsabilità diretta” dei giudici, spingono per riformare “i punti della legge attualmente in vigore che ha di fatto costruito una impunità sostanziale dei magistrati per i loro errori“.


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3 COMMENTI

  1. Volevo chiedere al Ministro Severino, se per caso esiste in un paese dell’UE, che a distanza di 6 anni dalla legge sull’Affido condiviso, non venga tutt’oggi applicato, e dove i Giudici si sono inventati la parola “collocatario”…

  2. Questa é la prova della loro arroganza,subito la responsabilità dei magistrati che sbagliano o dolo che dir si voglia.
    Grazie rudy

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