Imparare la lingua italiana, conoscere i fondamenti della Costituzione italiana, garantire l’adempimento dell’obbligo di istruzione dei figli minori e assolvere gli obblighi fiscali e contributivi: sono gli impegni richiesti dallo Stato italiano ai cittadini non appartenenti agli altri Stati dell’Unione Europea.

E’ entrato infatti ieri in vigore “L’accordo di integrazione tra lo straniero e lo Stato”, un patto che regolamenta, con un complesso sistema “a punti” e una serie di regole, i diritti e i doveri degli immigrati, ma stabilisce anche degli obblighi da parte dello Stato italiano. Quest’ultimo deve infatti fornire ai cittadini stranieri a titolo gratuito o a condizioni particolarmente agevolate corsi di formazione linguistica e culturale nonché servizi di orientamento.

Al momento della sottoscrizione dell’accordo, vengono assegnati allo straniero 16 crediti.


Un mese prima della scadenza dell’accordo, che è biennale, lo Sportello unico per l’immigrazione ne avvia la verifica: l’accordo sarà adempiuto se lo straniero otterrà un punteggio pari o superiore ai 30 crediti. Se i “punti” saranno pari o inferiori a zero, lo straniero verrà espulso.

I crediti vengono decurtati in caso di condanne penali, anche non definitive, e di sanzioni pecuniarie di almeno 10mila euro.

I punti aumentano, invece, con la partecipazione a corsi, il conseguimento di titoli di studio, onorificenze, svolgimento di attività economico-imprenditoriali, scelta di un medico di base, partecipazione ad attività di volontariato, sottoscrizione di affitto o acquisto di una casa.


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