La giustizia amministrativa non è un apparato di potere ma un sistema che assicura un servizio ai cittadini, alle imprese e alle stesse amministrazioni“.

E’ una difesa agguerrita quella che rivela a spada tratta  il Presidente del Consiglio di Stato Pasquale de Lise, nella sua ultima relazione di inaugurazione dell’anno giudiziario svoltasi lo scorso 1° febbraio a Palazzo Spada,

Un’arringa appassionata, che senza eufemismi si scaglia contro chi insiste “a far rientrare la magistratura amministrativa in quella pletora di appartenenti ad una oligarchia, addirittura ad una supercasta, che non è passata attraverso alcuna selezione specifica per l’accesso nè attraverso alcuna scuola di formazione“, quando invece, secondo de Lise, “i concorsi per l’accesso al Consiglio di Stato e i Tar sono considerati da sempre i più selettivi del settore pubblico“.


La giustizia amministrativa, da qualche tempo, come noto, è nell’occhio del ciclone per una serie di scandali che vanno dalle case acquistate da alcuni giudici amministrativi a prezzi stracciati, alle maxi-consulenze, dai numerosi casi di carriere parallele agli incarichi multipli. Risultano infatti al momento 24 i giudici amministrativi che ricoprono anche incarichi dirigenziali in vari Ministeri se non di Governo. Per de Lise la spiegazione è chiara e semplice: “Noi siamo l’eccellenza ed è per questo che si ricorre a noi per lo svolgimento di delicate funzioni presso i Ministeri ed altre istituzioni“.

Un fiume in piena, De Lise, che tocca anche l’argomento caldo delle liberalizzazioni, sulle quali “si deve certamente cambiare ma non distruggere“, nella consapevolezza che “una forte ed efficiente Pubblica Amministrazione è la condizione necessaria per avere un vero Stato di Diritto“.

Alcuni recenti interventi sulla Pubblica Amministrazione l’hanno descritta come una macchina lenta e opaca, autoreferenziale, irresponsabile, invasiva fino a sovrastare anche la classe politica, un peso morto incompatibile con le esigenze di un Paese moderno” – ha continuato il presidente emerito – ma ciò non vale per il Consiglio di Stato e i Tar, che anzi, “curano, ove possibile, le patologie delle Amministrazioni, non ne demolisce le funzioni, ma fornisce insegnamenti ed indirizzi. Spesso lo fa prima delle leggi“.

Un panegirico a tratti eccessivamente svenevole, quando si lancia nella “magnifica fucina di servitori della cosa pubblica, responsabili, professionali e indipendenti” che rappresenta il Consiglio di Stato.

Il sistema giudiziario italiano è sul baratro, ma non “il sistema della giustizia amministrativa” che “è già abbastanza efficiente, sia per le soluzioni organizzative sia perché può contare su un codice molto avanzato“.

Cerimonia non solo d’inaugurazione,  ma anche di passaggi di consegne: la Presidenza del Consiglio di Stato è da oggi sulle spalle di Giancarlo Coraggio.

Qui il testo integrale della “relazione sull’attività della giustizia amministrativa per l’anno 2012” .

 


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