Da appena un mese è iniziato il nuovo anno, e mi sembra doveroso ricordare, con non poche aspettative in merito, come il 2012 sia stato proclamato Anno Internazionale della Cooperazione.

La risoluzione in merito a tale proclamazione appartiene alla 64° Sessione dell’Assemblea delle Nazioni Unite, porta il codice di riferimento A/RES/64/136, e data al Dicembre del 2009.

Il documento delle Nazioni Unite riconosce come il modello cooperativo d’impresa costituisca un elemento fondamentale per lo sviluppo sociale ed economico, e come esso sia in grado di promuovere, sia nei Paesi sviluppati che in quelli agognanti lo sviluppo, la partecipazione piena delle persone.


In modo particolare, la risoluzione in oggetto riconosce la preziosità del contributo delle cooperative per lo sradicamento della povertà a livello mondiale. A questo proposito, inoltre, invita tutti i governi del globo alla creazione di un contesto istituzionale e culturale sostenitore dello sviluppo cooperativo, soprattutto per quanto possa riguardare il finanziamento di programmi di  “capacity-building”.

L’Alleanza Cooperativa Internazionale ( ICA ) sostiene che l’Anno Internazionale delle Cooperative “giunge al momento giusto per ricordare al mondo l’esistenza di una pluralità di forme di fare impresa”, e che “in un’economia globalizzata dobbiamo lavorare tutti insieme“. Che si tratti di affrontare la crisi economica, o la questione della sicurezza alimentare, o anche la sfida del cambiamento climatico, l’impresa cooperativa offre reali speranze di soluzione a tali problemi.

Di fronte ai suddetti entusiasmi, qualcuno ( soprattutto nell’ambito degli economisti ) potrebbe obiettare che i grandi cambiamenti presuppongono ingenti quantità di denaro, unicamente producibili tramite l’attività speculativa ed economica delle imprese classiche. Ma la stessa Alleanza Cooperativa Internazionale ha evidenziato, nel proprio Rapporto Global 300, che le maggiori 300 cooperative nel mondo realizzano, da sole, un fatturato di 1100 miliardi di dollari, pari alla decima economia mondiale.

Così, l’Anno Internazionale delle Cooperative  fornirà un’occasione per documentare ulteriormente l’impatto economico mondiale delle maggiori cooperative, ma anche di quelle di medie e piccole dimensioni, le quali tendono a migliorare significativamente la vita dell’uomo in ogni angolo del nostro pianeta. Allora, si riuscirà forse e finalmente a dimostrare come solidarietà, democrazia nel lavoro e sul lavoro, partecipazione attiva dei lavoratori e natura mutualistica dell’impresa possono e devono andare a braccetto con le sfide dell’innovazione.


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1 COOMENTO

  1. Se la gente – figuriamoci la classe politica – comprendesse l’importanza di questo tipo di strutture, così come di quelle finanziarie a carattere “etico”, quante cose meravigliose si potrebbero fare! E’ un dato di fatto accertato storicamente che i piccoli prestiti, i piccoli imprenditori, le piccole esperienze commerciali ed imprenditoriali, le cooperative dei piccoli, sono le realtà più sane ed oneste della società mondiale.
    Del resto, proprio a livello mondiale siamo ridotti così nella ….. grazie agli speculatori ed affaristi di alto bordo, non certo ai piccoli.
    Non v’è dubbio: è una diversa faccia della cultura dell’economia che dovrebbe essere diffusa, incentivata e conosciuta. In questo abbiamo mancato tutti ed è giusto fare un mea culpa generale e generalizzato…

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