Nonostante le categorie interessate abbiano manifestato, chi più chi meno, il loro motivato dissenso, il Governo ha approvato, nella seduta del 20 gennaio scorso, il decreto legge sulle liberalizzazioni.

Ha dedicato l’art. 11 al “Potenziamento del servizio di distribuzione farmaceutica, accesso alla titolarità delle farmacie e modifica alla disciplina della somministrazione dei farmaci”.

Le novità introdotte sono molte, prima fra tutte quella di prevedere l’apertura di una farmacia ogni 3 mila abitanti (c. 1)


Le altre novità riguardano:

– la modifica dei resti, in modo da istituire nuove sedi allorquando vi sia un esubero di 500 abitanti per i Comuni sopra i 9.000 abitanti e di 1.500 per quelli più piccoli (c. 1);

– un concorso straordinario per le nuove sedi (ma anche per quelle vacanti e di nuova istituzione per le quali non siano state ancora espletate le relative procedure concorsuali), per titoli ed esami, sulle quali è interdetto ai Comuni di esercitare il diritto di prelazione sul 50% delle disponibilità e al quale possono partecipare, esclusivamente, i farmacisti non titolari e quelli titolari di farmacie rurali e sussidiate (c. 2);

– l’istituzione di sedi, extra criterio demografico (es. presso aeroporti civili internazionali, stazioni marittime e ferroviarie, nelle grandi aree di servizio autostradali e nei mega centri commerciali), sulle quali i Comuni potranno, invece, esercitare la prelazione sino al 2022 (c. 3 e 4);

– la partecipazione associata ai concorsi (una novità che suggerisce più di un dubbio di incostituzionalità), nel senso che i candidati potranno sommare i loro titoli a discapito dei partecipanti individuali (c. 5);

– la determinazione dei punteggi attribuibili ai farmacisti comunque impegnati nelle parafarmacie (c. 5);

– la liberalizzazione degli orari e dei turni, nonché degli sconti su tutti i farmaci purché pagati dai cittadini di tasca loro (c. 6);

– la previsione del commissariamento ad acta (art. 120 Cost., comma 2) delle Regioni che si dovessero rendere inadempienti nell’approvazione della pianta organica e nell’espletamento delle procedure dei relativi concorsi (c. 7);

– la riduzione da due anni a sei mesi per gli eredi di farmacisti per subentrare nella titolarità della farmacia e/o quota di essa oppure per perfezionarne la vendita (c. 8);

– l’indicazione obbligatoria del medico di inserire nella ricetta la dicitura “o farmaco equivalente se di minor prezzo” (c. 9);

– la conferma delle cautele per i supermercati in termini di inaccessibilità ai locali di vendita destinati ai farmaci cosiddetti Sop (c. 10);

– l’istituzione di un fondo di solidarietà nazionale per garantire, a totale carico dell’Enpaf, un sussidio in favore dei farmacisti titolari di farmacie nei Comuni inferiori a mille abitanti, compensativo di una eventuale minore somma prodotta (150% del reddito netto) rispetto a quella percepita da un collaboratore di 1° livello, con due anni di anzianità, dipendente di una farmacia privata (c. 11);

– l’obbligo per le farmacie di maggiori dimensioni di avvalersi di uno o più collaboratori, pena la sospensione della convenzione con il Servizio sanitario nazionale (c. 12).

Insomma, una bella trasformazione dell’esistente!

Riguardo al decisum, è da rilevare che attraverso il neointrodotto quorum – che modifica quello preesistente di 4.000/5.000, rispettivamente previsto per i Comuni oltre o meno dei 12.500 abitanti – verranno a trovare disponibilità nelle piante organiche comunali circa 5.500 nuove farmacie, oltre a quelle da individuarsi con criterio extra demografico. Una disponibilità che diverrà reale nel breve periodo, nell’arco verosimilmente prevedibile di sei mesi, attesa la previsione dell’inadempimento sanzionato per le regioni inefficienti e il commissariamento delle medesime in caso di loro ingiustificato ritardo.

Una previsione certamente utile per la collettività è quella che afferisce la eliminazione del divieto di mantenere aperti gli esercizi oltre gli attuali orari e fuori dei turni feriali. Così si assicura un servizio no stop ovunque, garantendolo a chiunque sotto casa.

Non condivisibile, invece, e non solo sotto il profilo strettamente giuridico, è l’imposizione del termine di sei mesi concesso agli eredi di un farmacista per subentrare al loro dante causa ovvero per cedere a terzi l’azienda-farmacia o la quota di essa, nel caso non siano in possesso dei relativi titoli di studio e/o di carriera professionale. Ciò rappresenta un’inaccettabile differenza con la disciplina, per esempio, prevista anche per le strutture accreditate con il SSN, ma anche con il libero esercizio dell’attività economica in generale. Costituisce, altresì, un rilevante limite per gli eredi a ricavare il prezzo giusto, considerato il breve lasso di tempo messo loro a disposizione, tenendo conto anche delle aggressioni che potrebbero verosimilmente subire in tal senso dai diretti concorrenti, per esempio, partecipi della società speziale di cui era socio professionista il de cuius.

Una nota critica sull’abbassamento del quorum. La farmacia, fortemente indebolita dalle ultime misure volte al contenimento della spesa sanitaria, si verrà a trovare in uno stato di difficoltà con l’apertura delle 5.500 farmacie previste. Un fenomeno che farà venire meno, in moltissime di esse, il rapporto ottimale tra i costi e i ricavi. Rompere il favorevole equilibrio tra il servizio reso e la indiscussa soddisfazione dell’utenza sarebbe un grave danno. Ciò perché verrebbe anche a mettersi in discussione quel ruolo sostitutivo che la farmacia ha svolto in favore dei cittadini, soprattutto anziani, in relazione all’assenza dell’assistenza territoriale, ovunque latitante.


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18 COMMENTI

  1. Questo commento dell’ avv. Ettore Iorio a totale favore dei titolari di farmacia è di parte, ma tanto la lobby dei titolari già si è messa in moto , ed arrafferanno come sempre tutto.

  2. e’ incredibile come queste liberalizzazioni spaventano ifarmacisti.sono certo che la vostra ingordigia vi portera’ alla disperazione .farete la stessa fine degli avari ,pur di non cedere un capello finirete per perdere tutto e io ve lo auguro di cuore

  3. Stamane M.T. Meli ha pubblicato sul Corsera un articolo dal titolo Bersani il parafarmacista aiuta le coop? Come si fa ad intraprendere una guerra santa del tipo quella iniziata da Bersani sin dal 2006? Quali i perché? Che fine gha fatto il vecchio PCI: battaglie di interesse per coop e difese della moglie non titolare è quanto caratterizza oggi il PD. Mah!

  4. Qualcuno mi sa dire come si procederà per i concorsi già espletati e con una graduatoria già pubblicata ?,,se si procederà alla revisione della pianta organica con il decreto legge che è stato oggi firmato dal presidente della Repubblica sulle liberalizzazioni?

  5. Sono convinto che gli emendamenti fioccheranno e che i concorsi li vinceranno sempre gli stessi. La solita manfrina by by

  6. per chi ha superato i sei mesi dal decesso del genitore farmacista è previsto che possa ancora vendere?
    attendo lumi dai luminari
    grazie anticipate

  7. Sono d’accordo con l’analisi. Una domanda: i sei mesi piuttosto che i due anni concessi agli eredi valgono anche per gli attuali?
    grazie e cordialità

  8. Non sono riuscito a trovare il DL in gazzetta ufficiale. Comuqnue grazie dell’anticipazione del commento, davvero una cosa apprezzabile
    ciao

  9. Siete i più puntuali e gli unici ad avere seguiti passo passo queste liberalizzazioni che non sono tali e che rovineranno il sistema mettendo a rischio la titela della salute. Vedrete quante farmacie falliranno!
    grazie

  10. Vorrei assicurare Giovanni Misuraca il concorso sarà per titoli ed esami c’è già il decreto definitivo.
    Spero che andrà bene ai giovani anche se ho qualche preoccupazione

  11. Complimenti! bell’articolo… chiaro e puntuale! dovrebbero leggerlo tutti per capire veramente di cosa si tratta… Ma purtroppo la maggior parte della gente è d’accordo a questa liberalizzazione solo per fare uno sgarbo alla categoria dei farmacisti… vista sempre con molta invidia da tutti…

  12. Spero che il concorso straordinario per le sedi farmaceutiche venga fatto per titoli ed esami , e non come dice la bozza del decreto solo per titoli.

  13. Ricordo che il guadagno netto di un titolare di farmacia oscilla dal 10 al20 % a seconda della gestione e scorte magazzino

    percio’ fatto presente una media di fatturato di un milione e mezzo di euro il guadagno al 10 % e mi tengo basso sarebbe di 150 mila euro netti all’anno

    Ridurre il quorum potrebbe far ridurre il fatturato, ma si deve tener presente che il consumo dei farmaci e’ sempre in aumento

    Settore aciclico che non subisce grosse variazioni quello Farmaceutico

    e che la popolazione invecchia, basta vedere ultimi dati di aumento del numero di ricette per persona

    Percio’ in conclusione I Titolari non avranno nessun risentimento…. tranne che forse invece di due barche ne avranno solo una…forse…

  14. Complimenti un tempisto da formula uno. Trattare anche degli altri settori del tipo le misure prese in tema di assicurazioni?

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