Il Tar di Milano ha confermato il provvedimento disciplinare emesso dall’Università Bocconi nei confronti di uno studente resosi responsabile di atti omofobi nei confronti di altri studenti dell’ateneo e dell’associazione Best (Bocconi Equal Students).

Il provvedimento disciplinare prevede un anno di sospensione dal corso di studi e una macchia indelebile nel curriculum accademico.

Il giovane ha fatto ricorso al tribunale amministrativo lombardo contro la sospensione, ma la sentenza conferma la decisione presa dall’ateneo.


Lo studente è stato infatti riconosciuto colpevole di “palesi violazioni del rispetto della dignità degli omosessuali”.

Gli atti risalgono alla scorsa primavera, quando un giovane sarebbe stato pesantemente insultato e aggredito dopo aver sorpreso dei ragazzi intenti a strappare e imbrattare i manifesti dell’associazione in occasione della la giornata nazionale contro l’omofobia del 17 maggio.

Nei giorni successivi altri manifesti dell’associazione bocconiana del Best sarebbero stati imbrattati con le scritte “l’hiv la vostra punizione” e “i froci si curano a Zyklon b“, chiaramente inneggiante all’Olocausto. L’ ateneo avvia subito un’ indagine interna, si controllano le telecamere, viene identificato il responsabile dei due episodi e la Bocconi mantiene l’ impegno preso un anno prima con l’ introduzione dell’ “honor code”. La commissione disciplinare riunita a luglio decide la pena: “un anno di sospensione dal master, perdita della sessione di esami, curriculum macchiato con sanzione che inciderà sul voto di laurea”.

Il giudice amministrativo adìto dallo studente conferma però la gravità degli atti, che costituiscono una grave forma di intolleranza verso persone con preferenze sessuali invise allo studente, che è arrivato ad auspicare nei loro confronti un comportamento analogo a quello che i nazisti riservarono agli ebrei nei campi di sterminio.

I giudici del Tribunale amministrativo hanno dato pertanto ragione al rettore dell’ università di via Sarfatti, confermando la sospensione da esami e lezioni per un anno imposta dalle autorità accademiche della Bocconi, e condannando lo studente al pagamento delle spese processuali.

La notizia in sè fa piacere – ha commentato Marco Mori, presidente del Cig Arcigay Milano – ma in questo Paese le persone l.g.b.t. non possono sperare sempre nella saggezza dei giudici, e vivere in un Paese dove un omofobo può chiedere a un tribunale di autorizzare l’esercizio della propria omofobia. È una situazione che fa paura. Occorre che al più presto il Parlamento capisca che queste situazioni non possono essere lasciate al caso e dire una volta per tutte che le azioni omofobiche sono contrarie alla legge”.

Non vogliamo dare troppa importanza alla sentenza – affermano gli studenti del Best – eravamo già soddisfatti della linea scelta dalla nostra università, abbiamo ricevuto solidarietà e appoggio da tutti. Continueremo a portare avanti le nostre battaglie”.

Qui la sentenza n. 181 del 17/01/2012 del Tar Milano


CONDIVIDI
Articolo precedenteLe PA possono pagare le imprese in titoli di Stato
Articolo successivoIl SOPA è qui

SCRIVI UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here