Il Sindaco di Firenze

Matteo Renzi

Il Presidente della Corte D’Appello di Firenze


Fabio Massimo Drago

invitano la SV all’inaugurazione

del nuovo Palazzo di Giustizia

23 gennaio alle ore 11.30

Interviene il Ministro della Giustizia

Paola Severino

 

Questo il testo dell’invito formale per la partecipazione ad un evento importantissimo per la collettività fiorentina e non solo. Il nuovo Palazzo di Giustizia, un edificio imponente e moderno che sposterà lontano dal centro storico la frenesia degli uffici giudiziari, sarà d’ora in avanti luogo di lavoro quotidiano anche per i quasi 5 mila iscritti nelle liste dell’Ordine degli Avvocati.

La rilevanza della giornata inaugurale è evidente e confermata anche dalla partecipazione personale dell’avvocato Paola Severino, Ministro della Giustizia in carica. Eppure il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Firenze ha deciso, con delibera n. 2 del 2012, di non essere presente in rappresentanza della classe forense.

La decisione, del tutto condivisibile, ha una motivazione molto semplice, quasi banale: Matteo Renzi, in qualità di Sindaco, e Fabio Massimo Drago, quale Presidente della Corte d’Appello, si sono letteralmente dimenticati di invitare gli avvocati alla cerimonia!

Inutile utilizzare mezzi termini perché proprio di dimenticanza si è trattato: l’invito di cui sopra, infatti, è stato recapitato solo il 18 gennaio 2012 lasciando letteralmente a bocca aperta i destinatari che non avevano mai prima di quel momento sentito parlare dell’evento.

Un timido tentativo di rimediare a questa gaffe è stato fatto dal Presidente della Corte d’Appello il quale ha aggiunto, in cima all’invito, una breve nota scritta a mano

“Pregando di perdonare l’invito collettivo, attesi i termini ormai ristrettissimi!”

il cui tono, a mio parere, ha solo peggiorato la situazione mettendo in evidenza non una, ma ben due mancanze!

La reazione dell’avvocato Sergio Paparo, presidente del Consiglio, è stata immediata tanto che la sera del 18 gennaio era già pronta ed approvata la comunicazione di risposta, resa pubblica ieri mattina sul sito dell’Ordine degli Avvocati di Firenze, diffusa tramite mailing list e recapitata anche al Ministro Severino.

Come emerge dai documenti diffusi, quella del Consiglio non è solo una presa di posizione sull’imperdonabile ritardo con cui l’invito è stato recapitato, ma è dettata da un sentimento di amarezza per essere stati totalmente esclusi dall’organizzazionedi un momento così significativo e simbolico per l’intero comparto della Giustizia, anche in considerazione dell’impegno e della disponibilità che l’Ordine ha manifestato per la realizzazione di questo grande progetto“.

Il Presidente Paparo poi, mettendo in pratica tutte le regole di correttezza che non gli sono state usate, ha inviato una lettera di scuse al Ministro Severino, spiegando le ragioni dell’assenza all’inaugurazione e avanzando un invito per un incontro nel corso della stessa giornata.

Credo che le conclusioni sull’accaduto siano facili da trarre e anche abbastanza scontate. Ci tengo a precisare che il mio giudizio è imparziale in quanto, pur lavorando a Firenze, sono iscritta presso un altro Ordine degli Avvocati e, pertanto, non mi sento “colpita” personalmente. Ma la domanda mi sorge spontanea: come è possibile dimenticarsi o ignorare gli avvocati quando si pianifica l’inaugurazione di un Palazzo di Giustizia?

Perché se di dimenticanza si è trattato, mi resta difficile una reazione diversa da un silenzio di disappunto.

Se, invece, si discute di una scelta di opportunità, allora credo che il Presidente della Corte d’Appello e lo stesso Sindaco Renzi dovrebbero spiegare quale ritengono essere il ruolo degli avvocati all’interno di un tribunale. Quello di semplici turisti di passaggio forse?


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