L’11 gennaio la Corte Costituzionale deciderà sull’ammissibilità dei due referendum elettorali su cui sono state raccolte le firme lo scorso settembre. 111 Costituzionalisti hanno rivolto un appello ai gruppi parlamentari perché si impegnino al massimo per il varo di una nuova legge elettorale, nel solco dei quesiti sottoscritti da un milione e duecentomila cittadini. Firmatari dell’appello, tra gli altri, i Presidenti emeriti della Corte Costituzionale Valerio Onida e Gustavo Zagrebelsky.

Di seguito il testo dell’appello:

All’inizio della campagna referendaria, molti di noi lanciarono un appello ai cittadini, perche’ appoggiassero una iniziativa che costituiva una ”occasione imperdibile per ridare base e senso al nostro sistema politico, stimolando il Parlamento a compiere il suo dovere di dotare l’Italia di una legge elettorale all’altezza della Costituzione e della dignita’ del popolo italiano”. Adesso che la raccolta delle firme ha avuto un cosi’ ampio successo, ci rivolgiamo ai gruppi parlamentari e ai partiti perche’ affrontino immediatamente il problema, utilizzando al massimo l’ultima parte della legislatura. L’iniziativa referendaria ha gia’ svolto un compito importante, riaprendo un tema che sembrava chiuso e riproponendo alla coscienza popolare il rischio di votare, per la terza volta, con un sistema che calpesta fondamentali principi della Costituzione.


Il referendum – se ammesso, come auspichiamo, dalla Corte costituzionale – non solo non interferira’ con la attivita’ di governo ma, anzi, potra’ aiutare i gruppi parlamentari nello sforzo per fronteggiare la grave crisi economica e finanziaria. Il referendum, infatti, potra’ diventare nei prossimi mesi non solo uno stimolo, sempre piu’ forte, per affrontare le tematiche istituzionali auspicate dal Presidente della Repubblica accompagnando le misure di risanamento e di rilancio dello sviluppo, ma potra’, altresi’, evitare lacerazioni fra i gruppi parlamentari impegnati in una cosi’ importante e delicata missione per il Paese.

Al di la’ di aspetti che il Parlamento potra’ sempre correggere, il ritorno alle ”leggi Mattarella” potrebbe contribuire a ricostituire, attraverso i collegi uninominali, un rapporto piu’ diretto fra parlamentari ed elettori e potra’ evitare, pur in un quadro tendenzialmente maggioritario, la formazione di coalizioni rissose, fragili ed eterogenee, artificiosamente tenute insieme dalla conquista di un premio di maggioranza a livello nazionale. Sarebbe una sciagura se – nonostante la condanna, ormai generale, dell’attuale sistema elettorale – l’inerzia e gli interessi di parte impedissero nuovamente al Parlamento di intervenire. Ma poiche’ questo pericolo esiste realmente, e lo sarebbe ancora di piu’ senza lo stimolo referendario, invitiamo i partiti ad assumersi tutte le responsabilita’ e a lavorare immediatamente attorno a questo problema alla ripresa dei lavori parlamentari”.


CONDIVIDI
Articolo precedenteEbook troppo cari: la Commissione UE apre un’inchiesta
Articolo successivoLiberalizzazione commercio: Codacons contro Regioni davanti alla Consulta

1 COOMENTO

  1. […] Corte Costituzionale implacabile, che, giustamente, non si è lasciata influenzare dall’appello pro-referendum di 111 illustri […]

SCRIVI UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here