Sono stati pubblicati i risultati del monitoraggio sui trattamenti retributivi dei parlamentari italiani a confronto con i colleghi europei. Dalla Relazione presentata dalla Commissione sul livellamento retributivo Italia-Europa, pubblicato sul sito della Funzione Pubblica, emerge che con oltre 16mila euro al mese i nostri parlamentari sono i più pagati rispetto a Francia (13.500 euro), Germania (12.600 euro), Olanda (poco più di 10.000 euro), Belgio (9.200 euro) , Austria (8.650 euro) e Spagna (4.630).

L’Italia e’ al top anche per il numero di enti ‘unici’ con una serie di istituzioni, Agenzie e commissioni che non trovano alcuna corrispondenza negli altri Paesi europei.

La raccolta e l’analisi dei dati non è stato un compito facile per la Commissione che all’interno della Relazione mette le mani avanti spiegando le complicazioni intercorse per il poco tempo a disposizione per la raccolta dei dati (spesso non ufficiali e arrivati a partire dal 13 dicembre scorso) e per l’eterogeneità delle situazioni riscontrate nei singoli paesi in termini di assetti istituzionali e organizzativi e di trattamento dei contributi sociali che non ha reso facile il confronto.


Per le ragioni appena ricordate – si legge ancora – , la Commissione considera i dati contenuti nella presente relazione del tutto provvisori e di qualità insufficiente per una loro utilizzazione ai fini indicati dalla legge. Tenuto conto delle richieste avanzate dal Governo e dalle Presidenze della Camera e del Senato, i dati disponibili vengono messi a disposizione dell’opinione pubblica, invitando tutti gli utilizzatori a leggere attentamente le note esplicative e sconsigliando ai mezzi di comunicazione la diffusione di tali dati senza queste ultime”.

La Commissione ha, insomma, alzato bandiera bianca precisando che i compiti affidati non sono risultati compatibili con la scadenza del 31 dicembre 2011. “D’altra parte –ha spiegato – , la stessa normativa, riconoscendo la difficoltà delle attività da svolgere, ha fissato la data di pubblicazione dei dati definitivi al 31 marzo 2012”.

Nonostante l’impegno profuso e tenendo conto della estrema delicatezza del compito ad essa affidato, nonché delle attese dell’opinione pubblica sui suoi risultati, la Commissione non è in condizione di effettuare il calcolo di nessuno delle medie di riferimento con l’accuratezza richiesta dalla normativa.

Infine nella Relazione si spiega che il lavoro proseguirà nelle prossime settimane per fornire il maggior numero di informazioni, tra quelle richieste, entro il 31 marzo 2012 e che la raccolta dei dati da parte delle Ambasciate verrà intensificata, così come l’attività volta a chiarire gli aspetti ancora problematici delle informazioni finora ricevute.

Va però sottolineato come le difficoltà finora incontrate dovrebbero far riflettere il legislatore sull’effettiva applicabilità della normativa di riferimento, della quale (non a caso) non si trova alcuna analogia negli altri principali paesi dell’Unione Europea – conclude la Relazione -. Correttivi e revisioni della normativa potrebbero rendere il lavoro della Commissione maggiormente utile e migliorare la qualità dei risultati, anche alla luce delle norme contenute nel Decreto “Salva Italia” riguardanti i tetti delle retribuzioni negli enti della Pubblica Amministrazione e le determinazioni che verranno assunte autonomamente dalla Camera dei Deputati e dal Senato per le posizioni dei parlamentari”.

Qui il testo integrale della relazione della Commissione


CONDIVIDI
Articolo precedenteReferendum elettorale: l’11 gennaio si riunisce la Consulta
Articolo successivoRicorso al Giudice di pace contro multe: novità del 2012

2 COMMENTI

  1. moderazione!!! allora fate anche voi parte di quel giro. Avete bisogno che vi si scriva quel che volete sentire, commentate da soli i vostri articoli se non avete il coraggio di pubblicare i veri commenti dei vostri lettori.
    ALI’

  2. e’ vergognoso! quanto altro s’inventeranno i nostri parlamentari per continuare ad andare alle Maldive mentre vengono chiesti sacrifici ai pensionati al minimo e ai disoccupati?
    Si perchè l’aumento dell’iva toccherà anche a chi non puà pagare imposte dirette. Ieri sera in una trasmissione il deputato comunista Sposetti ha parlato continuamente a difesa del loro stipendio che , vedi caso è tassato. Le cifre non tassate sono invece rimborsi spese (spese naturalmente senza obbligo di rendicontazione). Che dire poi degli ex presidenti delle camere e del senato che hanno diritto ad un appartamento studio, linea telefonica, segretaria, macchina ed autista. con l’attuale crisi, a scopo di risparmio, i nostri parlamentari HANNO DECISO DI TOGLIERE L’AUTISTA, MA NON TUTTO IL RESTO CHE RIMANE VITA NATURAL DURANTE ANCHE AD ESEMPIO A CHI COME LA PIVETTI NON E’ PIU’ IN POLITICA, MA LE STIAMO SOVVENZIONANDO UN UFFUCIO ECC.
    Quando mai i nostri parlamentari si taglieranno qualcosa? Quando sono colti nel vivo rispondono accusando di populismo l’interlocutore e sostenendo la nobiltà della politica. Di nobile i ns. politici per lo meno da quanto risulta hanno solo la somiglianza con i reali francesi che dopo aver affamato il popolo lo hanno costretto alla rivoluzione francese per poterseli togliere dal groppone. In Italia hanno messo una commissione per vedere se lo stipendio dei parlamentari italiani era maggiore di quello degli europei. Perchè non tagliano la testa al toro controllando il debito sovrano (che loro hanno creato in un cinquantennio) riducendolo proporzionalmente?
    ALI’

SCRIVI UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here