“L’ennesimo concentrato di norme-tagliola adottate in spregio al diritto costituzionale di difesa”.

E’ quanto sostiene il Consiglio nazionale forense sul decreto legge del Governo che riforma il processo civile (non ancora pubblicato sulla Gazzetta ufficiale), in un dossier dell’Ufficio studi, dove tra l’altro si afferma: “Al di la’ dei dubbi circa i requisiti di necessita’ e urgenza che impongono una nuova revisione del codice di procedura civile, in una corsa in cui il legislatore insegue sé stesso da luglio ad oggi, l’analisi nel merito delle disposizioni sollecita pesanti critiche. Le norme sono il segno di una logica volta esclusivamente alla riduzione dei costi e delle pendenze senza attenzione alcuna – ed anzi in spregio – del valore costituzionale del diritto di azione”.

Per il Cnf “la norma che stabilisce che la condanna alle spese non possa superare il valore della lite serve, in buona sostanza, ad impedire che il cittadino impugni una multa o una sanzione amministrativa. In pratica, puo’ accadere che il cittadino che magari impugna una sanzione amministrativa abnorme e ne ottiene l’annullamento non otterra’ dal giudice la condanna dell’ente che ha errato a rifondere tutte le spese sostenute, ma dovra’ pagarsi l’avvocato da solo”.


“Alla stessa logica di abbattimento indiscriminato della domanda di giustizia e’ ispirato l’articolo che dispone l’estinzione dei giudizi di impugnazioni pendenti da piu’ di tre anni alla data di entrata in vigore del decreto a meno che non pervenga alla cancelleria del giudice competente una dichiarazione appositamente sottoscritta dalla parte e autenticata dal difensore che attesti la permanenza dell’interesse alla trattazione. Senza che dalla stessa cancelleria arrivi un qualsiasi avvertimento. Migliaia di cittadini vedranno silentemente sfumare la possibilita’ di ricevere giustizia pagando lo scotto del disservizio dell’amministrazione della giustizia, incapace di assicurare un processo di ragionevole durata e che, per tale motivo, decide di farli morire”, si legge nel dossier dell’Ufficio studi del Cnf.

“Altre considerazioni fortemente critiche sono spese sul tema della risoluzione del sovra indebitamento di persone fisiche e piccole imprese, sull’ampliamento delle ipotesi di esonero dall’onere di difesa tecnica di fronte al giudice di pace; l’abrogazione; sull’irrigidimento della condanna per il caso di mancata partecipazione al procedimento di mediazione” – conclude il Consiglio nazionale forense.

Qui lo schema del decreto legge Severino : esdebitazione del privato, modifiche alla mediazione e al c.p.c.


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