Chi riaccende ciclicamente la campagna di mistificazione sull’Ici non pagata non lo fa per caso, ma intende creare confusione e colpire e sfregiare la Chiesa e l’intero mondo del non profit: non sopporta l’idea che ci sia un altro modo di usare strumenti e beni: vorrebbe riuscire a tassare anche la solidarieta’, facendo passare l’idea che sia un business, un losco affare, una vergogna“, ha denunciato il direttore di Avvenire, Marco Tarquinio, che nell'”Altro editoriale” della prima pagina del quotidiano Cei, intitolato “La vergogna dell’Ici“, ricorda come siano esentate dall’Ici solo le attivita’ di culto e quelle di assistenza sociale (e questo vale per tutte le confessioni religiose e le onlus) mentre le attivita’ commerciali svolte da enti e realtà riconducibili alla Chiesa Cattolica sono gia’ tenute a pagare l’Ici sugli immobili che le ospitano e tutte le altre imposte previste, esattamente come ogni attivita’ commerciale, cosi’ come gli immobili di proprieta’ di enti religiosi dati in affitto sono assoggettati all’Ici e alle altre forme di tassazione come qualunque altro immobile dato in affitto.

Chi dice il contrario – scrive Tarquinio – mente sapendo di mentire. Militanti del Partito radicale e politicanti male ispirati e peggio intenzionati battono e ribattono sullo stesso falso tasto, convinti che cosi’ una menzogna diventi verita’; e purtroppo trovano anche eco. Ma una menzogna e’ solo una menzogna“.

Perche’ rimettere l’Ici sulla prima casa anche per chi, dopo tanti sacrifici, ha solo quella? Non sarebbe piu’ giusto invece far pagare le tasse alla Chiesa per gli immobili che adopera non a scopo di culto, ma per fini commerciali?“, si chiede Antonio Di Pietro, dal suo profilo Facebook, che torna sul punto e annuncia che l’Idv “presentera’ un emendamento alla manovra per eliminare questa ingiustizia“.


E’ giusto esentare dall’Ici i locali adibiti ad attivita’ di culto o benefiche“, risponde Pier Ferdinando Casini ricordando come, invece, “se adibiti a locali commerciali, e’ giusto che venga pagata. Oggi – sottolinea – funziona cosi’ in gran parte“. Il leader Udc osserva dunque che “c’e’ una grande polemica nata sul nulla che va spenta perche’ non ha motivo di essere“.

I miti vanno sfatati una volta per tutte: la Chiesa paga l’Ici, come prevede la legge e come dimostrano le documentazioni reperibili da tutti gli organi competenti“, commentano le parlamentari cattoliche del Terzo Polo Emanuela Baio e Paola Binetti, a sostegno dell’editoriale di Marco Tarquinio e per porre fine a “polemiche laiciste e radicali che troppo spesso vengono diffuse“.

Nonostante questo ‘mito’ sia stato più volte sfatato – commentano le parlamentari – continua ad aleggiare l’ombra del sospetto. Così facendo si rischia di offuscare il prezioso servizio, per il bene comune e per la coesione sociale, che la Chiesa e le organizzazioni non profit svolgono quotidianamente. E’ bene ripeterlo, la Chiesa paga l’Ici regolarmente per tutte le attività commerciali svolte da enti ad essa riconducibili, o come dice Marco Tarquinio, ‘all’ombra dei Campanili’. E lo fa in totale trasparenza. Solo i luoghi di culto e le attività non profit di ispirazione laica o religiosa hanno diritto ad esenzioni, come, è bene sottolinearlo, previsto dalla legge. E’ impensabile tassare la solidarietà che, senza fini di lucro, svolge e spesso sopperisce ad un sistema di welfare che la Stato non riesce a garantire soprattutto alle persone più fragili e agli emarginati“.

Ci auguriamo che da oggi in poi vengano dissipati dubbi o incertezze nel rispetto della verità e che si considerino i ‘miti’ in quanto tali: pura fantasia“, concludono Baio e Binetti.

Se la pagano le famiglie, l’Ici è una tassa che deve ritornare per tutti“, ha detto la presidente della Regione Lazio, Renata Polverini. La presidente Polverini, parlando a margine della presentazione della manovra finanziaria regionale, ha aggiunto: “Siamo in una regione che ha una complessità in più perché sappiamo che gli estimi catastali di Roma sono molto importanti. Mi auguro – ha concluso Polverini – che nell’ambito della revisione dell’Ici si creino quei correttivi che permettano di lasciare tranquille le persone che non se lo possono permettere“.

Giuseppe Manfredi


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5 COMMENTI

  1. SONO DUEMILA ANNI CHE DICONO BUGIE, FA PARTE DEL LORO CODICE GENETICO. <> LEONE X (1513-21). I VESCOVI GUADAGNANO 13 MILA EURI IL MESE. ALLA FACCIA DELLA CRISTIANITA’.
    Se si rastrellassero ogni anno i 13 miliardi di euro che un sottogoverno confessionale continua a donare alla Città del Vaticano, sottraendoli con la menzogna dalle tasche della povera gente, se si recuperassero tutti gli introiti dell’ICI (il valore degli immobili vaticani ammonta per difetto a 30 miliardi di euro), la smetteremmo di parlare di debito pubblico (altra bufala) , di crisi delle pensioni, di tagli ai rinnovi contrattuali, alla sanità, alla scuola pubblica, all’arte, alla musica e allo spettacolo… Grazie a Berlusklaun il Vaticano, il più ricco Stato del Mondo, non paga più neppure l’ICI, i suoi monumenti privati sono ristrutturati con le tasse imposte ai lavoratori italiani, e gli istituti cattolici sono finanziati con i soldi di noi tutti, non con le offerte dei fedeli o delle aziende di Berlusconi, abbastanza ricche da permetterselo. Siamo il solo caso nel mondo in cui una popolazione multirazziale e multiconfessionale deve obbligatoriamente versare i propri contributi per farsi indottrinare. Atei, non credenti, agnostici, musulmani, ebrei, protestanti ed induisti, le cui tasse statali sono devolute molto benignamente ad una ideologia religiosa che li combatte accanitamente e che se potesse tornerebbe ad accendere nuovi roghi! È come se gli Italiani – il paragone non vi sembri forzato – fossero costretti a finanziare l’Iran per lasciarsi plagiare: è la stessa identica cosa, anche se sembra assurda. Ma come ha detto qualcuno: “Il Vaticano è uno stato! L’Italia no!”.

  2. Tutti si ricordano dell’ICI della Chiesa, ma si dimenticano ad esempio dei circoli ARCI, dei sindacati ecc.
    Tutti si dimenticano che le Caritas, gli asili, gli oratori, ecc. suppliscono a carenze dello Stato.
    Attenzione! Rischiamo di mettere a repentaglio strutture importanti per pura demagogia!

  3. Con che coraggio, mi chiede mio nipote, la chiesa reclama equità fiscale per tutti i cittadini italiani e non paga l’ICI sui suoi lucrosissimi immobili? Gli rispondo: con il coraggio dell’ipocrisia di 2000 anni di Vaticano, “là dove” – lo dice Dante – “Cristo tutti i dì si merca.”

  4. Peccato che le tanto furbe Baio e Binetti si dimenticano che la chiesa ha milioni di immobili non adibiti a culto e ad attivitá commerciali che affitta tranquillamente a normali cittadini e che non ha MAI pagato l’ICI e non la pagherà ancora, xché sulla carta risultano luoghi x attività benefiche…benefiche solo per la Chiesa e per non pagare l’ICI, visto che gli affittuari sono persone benestanti e a cui non manca nulla.

  5. la chiesa deve pagare come tutti per ogni bene immobiliare che possiede esattamente come ogni altro italiano chiamato a fare tanti sacrifici per ripagare un debioto che non ha fatto di mano propria!!

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