Il direttore Giurdanella nel chiedermi cortesemente di commentare brevemente la neonata manovra del Governo Monti ha premesso: “Ti ho letto [si riferisce ai ‘cinguettii’ su twitter di questi giorni] e so che hai le tue idee sull’argomento” .

Infatti, chi mi segue appunto su twitter (@RenatoSavoia) già conosce la mia posizione, prima ancora che sulla manovra, anzitutto sul Governo Monti.

Mi riferisco a  come è stato formato questo governo tecnico-salvifico, con una operazione che ritengo sinceramente detestabile dal punto di vista del rapporto democratico elettore-Parlamento Governo.


Ma tant’è.

Il Governo Monti è oramai nato, con una maggioranza monstre, ed ha approntato la oramai nota (o famigerata?) manovra, che, come ha già ricordato in questo sito l’ottimo Panato prima di me, è la quinta manovra economica del 2011.

L’attesa per queste misure è stata pari a quella di un’uscita di disco dei Beatles, con indiscrezioni, smentite e anticipazioni.

La stessa conferenza stampa (fissata alle 19 di domenica, con l’evidente intento di poter sfruttare, come in effetti è avvenuto, l’onda lunga dell’annuncio il lunedì sui Mercati) è poi slittata di quasi un’ora, con il Presidente Monti a vestire i panni della tanto attesa rockstar.

E, infine, il contenuto di questa conferenza stampa, trasmessa in diretta televisiva (incredibilmente non dalla RAI, che teoricamente dovrebbe fare servizio pubblico, ma da una televisione commerciale, vale a dire LA7).

Da un punto di vista dell’analisi tecnica, rimando all’ottimo e puntuale intervento già citato di Panato.

Io mi limito qui a qualche critica, con la consapevolezza che oggi come oggi non è facile criticare il “salvatore della patria” (perchè così viene dipinto dalla stragrande maggioranza dei commentatori, e io non posso che ricordarmi le parole di Bertolt Brecht: “Beato quel popolo che non ha bisogno di eroi“).

Anzitutto, di metodo.

La manovra è stata presentata in con una conferenza stampa in televisione, in cui il premier ha ripetuto svariate volte l’espressione ”come potrete leggere domani sui giornali”.

No, Signor Presidente: la manovra andava messa immediatamente a disposizione dei cittadini (e dei commentatori) pubblicandola online sul sito del Governo! Altro che “leggerete domani sui giornali”!

Non basta: soltanto dopo quasi due ore di parole forbite e sobrie (e qualche lacrima che, personalmente, ho trovato più fastidiosa che sincera) e in seguito alla domanda di un giornalista presente (che poi ci sarebbe da discutere anche la qualità delle domande fatte dai giornalisti…) siamo venuti a conoscenza della vera e propria stangata contenuta nella manovra: parlo della reintroduzione della tassazione sulla prima casa.

Possibile che il governo campione di buone maniere, e di aplob istituzionale, per due ore racconti le (inesistenti) misure sulla crescita e debba venire spronato a raccontare ai cittadini che verranno tassati pesantemente sulla casa?

Credo che sia stato un altro errore (ammesso che di errore si sia trattato, e non di scelta) di comunicazione madornale.

Andando nel merito.

Sulle pensioni si può discutere finchè si vuole, ma siamo un paese che sta invecchiando e che va in pensione troppo presto. E’ comprensibile che chi si trova vicino “alla meta” si senta depredato di un diritto, ma la realtà è che negli altri paesi europei si va in pensione più tardi.

E il passaggio dal sistema retributivo (in sintesi: la pensione è rapportata alla media delle retribuzioni degli ultimi anni lavorativi) a quello contributivo (la pensione viene invece calcolata sui contributi versati durante l’intera vita assicurativa) onestamente mi pare solo la correzione di una stortura.

Discutibile (sì, è un eufemismo) è invece la decisione di slegare le pensioni superiori a € 960,00 dall’inflazione.

Premesso che, se proprio occorreva una tale provvedimento, si poteva alzare l’asticella dell’intervento a importi più sostanziosi, si tratta di un intervento che va a colpire i ceti più deboli e indifesi.

Per un governo che si è riempito la bocca di equità, quantomeno una scelta bizzarra.

Sulla tassazione della casa: sarebbe stato opportuno piuttosto alzare di più l’aliquota sulla casa successiva alla prima, e se proprio necessario colpire anche la prima prevedere una detrazione maggiore dei duecento euro previsti. Non dimentichiamoci, infatti, che molti sono alle prese con il mutuo, e si trovano così di punto in bianca ad affrontare la spesa che può essere equivalente ad una ulteriore rata all’anno.

In compenso, nulla è stato previsto per quel che riguarda la tassazione degli immobili di proprietà della Chiesa, a tutt’oggi esentati dal pagamento. Come se non bastasse il presidente Monti, con pacatezza e sobrietà, ha oggi dichiarato “Il tema dell’Ici sugli immobili della Chiesa non ce lo siamo posti.”

Fatemi capire: abbiamo “depredato” mezza università Bocconi per formare questo governo, e non si sono posti il problema della tassazione degli immobili della Chiesa? Se io fossi il rettore della Bocconi non sarei molto contento della pubblicità che mi stanno facendo…

Sempre sul fronte della spesa: è stato previsto (a meno di miracoli, improbabili) l’aumento dell’IVA di due punti percentuali a partire dal 1° settembre 2012 e (notizia che personalmente ho appreso solo oggi, mentre ieri mi pare non ne sia stata data notizia) l’aumento delle accise sui carburanti.

Di nuovo: occorreva un governo tecnico per aumentare le solite tasse così?

Dove sono finiti i tagli che ci “chiedeva” nella famigerata lettera l’Unione Europea? Mistero…

Per quanto concerne la tanto sbandierata lotta all’evasione, diciamolo una volta per tutte: se si vuole (davvero, e non a parole) sanare questa piaga italica c’è un solo sistema da attuare, ed è quello della fiscalità incrociata. Vale a dire: permettere a tutti di “scaricare” molto più di adesso gli acquisti (di beni o servizi) fatti. Solo creando cioè una contrapposizione di interessi (da un lato chi vuole evadere, dall’altro chi paga che esige la fattura per potersela scaricare) si colpisce davvero l’evasione.

Faccio una provocazione: quanti dal medico, di fronte alla domanda “con fattura 120, senza 90” scelgono la fattura?

Se infatti la scelta di pagare di più alla fine non è conveniente per il cittadino, è naturale che sceglierà la via della prestazione senza fattura, considerato che ciò che guadagna dal risparmio dell’IVA (oggi al 21%) è maggiore del risparmio in sede fiscale (oggi al 19%).

Non occorre essere un esperto per capirlo. Comincio però ad avere il dubbio che sia utile essere un esperto per NON capirlo…

Invece si è scelta la via della limitazione all’uso del contante, scelta che personalmente trovo inutile e inutilmente liberticida.

Da lato della crescita, c’è davvero troppo, tropo poco.

Abbiamo sentito parole (come sempre sobrie e misurate) sulle asserite liberalizzazioni, ma a parte i farmaci di fascia C a oggi non sappiamo cosa ciò significhi.

Peraltro, va detto che nel corso degli anni in molti settori alla cd. liberalizzazione ha fatto seguito un aumento dei prezzi: questo di solito lo dicono in pochi ma bisognerà cominciare ad affrontare il problema.

Concludendo: temo che abbiamo perso l’ennesima occasione per quelle riforme strutturali che andavano fatte.

Come ho detto e scritto spesso negli ultimi tempi: siamo come viaggiatori di un’auto il cui serbatoio perde carburante, e ci viene continuamente chiesto dal conducente di mettere mano al portafoglio per fare il pieno, che è sempre più caro.

Forse sarebbe il caso di pensare seriamente a rattoppare il serbatoio, o no?

Nell’interesse del Paese mi auguro, vivamente, di sbagliarmi, e se succederà sarò qui a riconoscerlo.

Sinceramente? Temo di no.


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15 COMMENTI

  1. E LE PENSIONI MONOREDDITI SI è FATTO QUALCHE CALCOLO PARTICOLARE? PENSO DI NO. IO COMUNQUE SONO DISPOSTO A PAGARE PURCHE PAGHINO TUTTI E IN FUNZIONE DEL REDDITO ANCHE SULLA PRIMA CASA . E FARE UNA VERIFICA SOSTANZIEALE SULLA EVASIONE E NON SUL SOLO LADRO DI POLLI MA DEI VERI LADRI E SONO TANTI

  2. A riguardo dell’introduzione della nuova tassa ici,credo che sarebbe utile considerare ai fini del pagamento,le famiglie a monoreddito,con una sola pensione in entrata in famiglia,situazione questa mai tenuta in considerazione da nessun governo.

  3. Trovo l’articolo del collega Savoia puntuale e sicuramente condivisibile.
    Non sono un tecnico e non ho la formazione necessaria per comprendere a pieno gli equilibri economici del nostro Paese, gli effetti a lungo termine di determinate scelte, gli ostacoli all’adozione di misure che, a noi cittadini, sembrano semplici e scontate.
    Credo comunque che la manovra abbia dato la precedenza a soluzioni facili e immediate con lo scopo di fare cassa e credo anche che il tempo a disposizione sia stato poco.
    Voglio avere fiducia, insomma. Fiducia nel fatto che nei prossimi giorni e mesi saranno apportate le correzioni necessarie e introdotti i tagli che noi cittadini chiediamo a gran voce.
    Quanto all’ICI sugli immobili della Chiesa, voglio credere alle parole di Catricalà che l’altro ieri a Ballarò ha dichiarato che non c’è stato il tempo necessario per studiare la questione. Se così veramente è e se realmente la questione è al momento oggetto di studio, preferisco un Governo di tecnici che approfondisce con serietà ogni misura da apportate, ad un ammasso di politici chiacchieroni che replica “Cosa c’è da studiare? Semplice…ICI sì, ICI no”. Se così fosse…perché non lo hanno fatto prima?
    Ancora: condivido in pieno l’opinione di Renato Savoia sulla lotta all’evasione fiscale. La tracciabilità non è sufficiente per come prevista. Se fosse, invece, attuata in maniera massiccia e per ogni importo, allo stato non sarebbe nemmeno proponibile. Immagino cosa significherebbe per un avvocato quale sono io, dover tenere un POS in ufficio.
    Da ultimo. Gli sprechi nel nostro Paese sono all’ordine del giorno, tutti noi avremmo valanghe di esempi da portare. Io, per quanto mi riguarda, auspico un controllo a tappeto sul lavoro nella pubblica amministrazione. Meno sprechi, più impegno e maggiore produttività per il benessere di tutti. E spero che i cittadini, tutti, provando sulla propria pelle gli effetti di questa manovra, diventino meno tolleranti di fronte ai continui disservizi della cosa pubblica.

  4. Forse il Governo Monti ha perso una grande occasione, anche se lo stesso Professore ha fatto un gesto tanto splendido quanto isolato : rinunciare agli emolumenti di Presidente del Consiglio e di Ministro dell’ Economia. Solo un Governo tecnico avrebbe potuto procedere al drastico taglio di stipendi e pensioni di parlamentari, adeguandoli ai parametri europei, e ridurne pure il numero. Certo, gli effetti si sarebbero fatti sentire a distanza di anni, ma sarebbe stato un segnale importante. Si procede nel modo solito : aumento di tasse e taglio di pensioni. Il vero genio della politica sarà quello in grado di intercettare l’ enorme massa di denaro che sfugge al Fisco e che corrisponde all’ importo di decine di manovre di questo tipo ….

  5. PROPOSTA ANTICRISI. LA VERA PROTESTA !
    Per favore, in questi giorni pre-natalizi non andiamo ai supermercati a fare le spese pazze! Smettiamola di riempire i carrelli di articoli non di prima necessità!
    Compriamo lo stretto necesario in supermarket economici e, per non turbare le giuste aspettative natalizie dei bambini, oichi regali molto contenuti nei prezzi!
    Tanto più che nei prossimi giorni i prezzi aumenteranno ulteriormente per i rincari della benzina !
    Mangiare? bisogna pur mangiare, ma per una volta facciamo un Natale povero, prendiamo il cibo indispensabile per le feste di Natale e di Capodanno.
    E’ LA VERA PROTESTA PER FAR CAPIRE A “LOR SIGNORI” CHE SE LE TASCHE DELLE FAMIGLIE VENGONO SVUOTATE DALLE TASSE, CIRCOLANO POCHI SOLDI, I CONSUMI DIMINUISCONO E I MAGAZZINI RESTANO PIENI!!!

    Questa è la vera risposta da dare! Diffondiamola. Una volta tanto diamo un segnale di maturità !!!

  6. Buongiorno ……… sì fa per dire ….. a tutti.
    Sono passata dal benzinaio (prima di recarmi al lavoro) e, a parte questa “parentesi” (devo essere arrivata alla frutta anch’io perchè quando sono al lavoro tutto faccio tranne che lasciare “commenti” sulla rete) e quando si dice che “il BUONGIORNO si vede dal mattino” …. questo è un mattino che PUZZA … 0,12 ct di aumento sul carburante! Mi chiedo: per andare a divertirmi? Risposta: No, per andare al lavoro. Scherzando con il titolare della stazione di servizio (solo questo ci è rimasto oramai) gli ho chiesto di farmi un sorriso così lo immortalavo sul cellulare … Lui mi ha risposto che quando verrà il camion a fare il Suo rifornimento ci vorranno più soldi … BOH ??
    Sì, condivido con tutti quelli più addentri nella politica di me che la manovra colpisce sempre i soliti, i più poveri perchè solo noi quando ci dicono di rimboccarci le maniche diciamo SI’ e basta. Ho saputo (ma non sò se la cosa sia veritiera il che mi spaventerebbe ancora di più) che quanto uno della Regione va in pensione (a parte la ricca somma per mantenere il tenore di vita alto) prende un botto di soldi ma NON SOLO la stessa va poi alla moglie (se muore) ed addirittura ai figli per altre due o tre generazioni… DITEMI CHE NON E’ VERO, Vi prego.
    Ma a parte la veridicità o meno della cosa andiamo oltre.
    Non ci vuole tanto a rimediare ai continui torti che subiamo ogni giorno.
    Perchè devono esserci persone che hanno bisogno di 4.000,00/5.000,00 € (ho preso un dato a caso sò che molti guadagnano 15,000,00 € al mese …) per vivere ed altre che devono andare avanti con una pensione di 450,00 € mensili? PERCHE’ mi chiedo non viene fatta una piccola riduzione a quelli che hanno soldi per l’inutile mentre altri non sanno come fare la spesa tutti i giorni per mangiare???
    Io non dico che tutti dobbiamo avere tutti lo stesso stipendio ma neanche che devo sentire che per alcuni le rinunce sono non andare in settimana bianca o alle Maldive.
    Voglio dire, si stringe tutti la CINTA o qualcuno – come diceva il Buon Andreotti: -” tanto io porto le BRETELLE ????”
    L’Italia sarà anche un bel paese ma gli italiani sono troppo occupati – INDISTINTAMENTE TUTTI – a prelevare SEMPRE e SOLO nella tasca degli altri. Quando questo sacrificio viene chiesto di essere fatto nelle proprie NESSUNO – con la coscienza portata al bene comune – dice SI’ voglio contribuire anch’io togliendomi l’inutile (per Lui) e non togliere l’essenziale (per altri).
    Comunque è inutile parlarne perchè chi legge quel che ho scritto la pensa come me e quindi non rientra in quelle persone che portano le bretelle.
    A quelli che portano la CINTA cosa dire ancora: che il giorno dopo l’entrata in vigore (definitivo) dell’Euro il parcheggio dove mettevo da sempre la mia macchina costava 1 € all’ora (perchè non 0,50 ct ?); che il SOLITO detersivo per lavare il bagno che compravo al solito negozio a 1.500 lire costava € 1,50 ?? che come dicevano – giustamente – prima di me – TUTTO E’ RADDOPPIATO ??? Lo sappiamo da sempre ma non abbiamo mai fatto nulla perché prendevano dal piccolo gruzzolo per tirare avanti .. bene, ora il gruzzolo forse è finito e POF improvvisamente ci si accorge che non si può più vivere altro che SETTIMANA BIANCA … siamo in bianco totale, non abbiamo più soldi per mangiare, pagare le bollette, comprare il vestiario necessario per i figli (io ne ho tre).
    Ogni giorno spendo € 50,00/60,00/35,00 € e dopo due giorni il mio frigo è vuoto!!!
    Questa è la realtà italiana. Altro che dobbiamo sentire che mettono la tassa per il posto della BARCA. Con tutto il rispetto ma a me, che non ho neanche un garage cosa me ne frega di chi pagherà per il posto della barca. Ma che se la vendesse la barca.
    E poi scusatemi il lungo SFOGO ma un’altra cosa che non sopporto sono i TICKET/BUONI PASTO… A chi li danno ??? Mica alle famiglie che non riescono a SBARCARE (scusate il gioco di parole con la BARCA) il lunario mensile con la spesa ?? No ??? e quando mai. Ai DIRETTORI di banca (che oltretutto lavorano a 15 min da casa …) ed a tutti quelli che POVERINI pecepiscono stupendi da favola che non toccano perchè vivono con i TICKET. Questa è realta SIGNORI e SIGNORE.
    In Italia chi più ha più riceve e meno spende di suo; mentre chi meno ha più mette (io sapevo che questo detto valeva per l’intelligenza non anche per la CASSA).
    Mi scuso per la lungaggine di cose a Voi già ben note PORTATORI SANI DI CINTE ma, fatevi una cortesia, quando incontrate qualcuno con le BRETELLE (magari in fila prima di Voi al supermercato mentre STACCA I TICKET e Voi invece state contando gli € per vedere se vi basteranno…) guardatelo/a in faccia per 2 secondi netti e RIDENDO GRIDATEGLI/LE: DURA LA VITA EH???
    Come dice SALVATORE a COLORADO: magg jà sfugà n’copp a stù fatt ….
    Mi scuso con i napoletani (io non lo sono) ma penso che sia la sintesi di come stiamo messi.
    Saluti a tutti e, se non passate dal benzinaio come me, BUONA GIORNATA.
    Carla

  7. La prima manovra economica da fare era la lotta al far west degli aumenti dei prezzi.
    Non ci sarà mai una ripresa dei consumi e dei mercati se le tasche delle famiglie sono vuote. Da quando è entrata la moneta euro i prezzi sono stati raddoppiati. Se gli stipendi e le pensioni sono rimasti quelli del tempo delle Lire perchè i prezzi sono raddoppiati? Es. banale: in pizzeria una pizza, quando c’era la Lira, costava 6.000 Lire. Oggi costa 6 euro. Non si dica che la differenza di prezzo è da ricercare nell’aumento dei due cucchiai di pomodoro che ci vanno sopra o nella farina! Chi intasca la differenza tra le Lire e l’Euro? Probabilmente la pizzeria.
    Quando andavo da un medico specialista privato una visita costava 70.000 Lire. Oggi costa 100-150 euro e il lauto guadagno va totalmente nelle tasche delloi specialista.
    Crisi del mercato dell’edilizia: un trilocale fino al 2001 costava 300 milioni di vecchie Lire. Oggi costa 300.000 euro (il doppio). E’ chiaro che la gente non investe più in nuove abitazioni. Deve andare a rubare?
    I supermercati di giorno in giorno, a cuor leggero e senza criterio, espongono sui prodotti in vendita aumenti di 20-30 centesimi per volta (che equivalgono a ben 500 Lire della vecchia moneta!). E si va avanti così… con la massima indifferenza degli organi preposti al controllo dei prezzi! Ma dove è rimasta in questi anni l’Unione consumatori? A giocare alle carte anziché vigilare?
    Industriali, commercianti, negozianti, liberi professionisti, ecc. ecc. , dunque , hanno approfittato dell’avvento dell’Euro per far soldi a palate sulle spalle degli utenti! .
    Si invoca il libero mercato: ma se fare libero mercato significa essere tutti d’accordo per aumentare i prezzi, non è accettabile.
    Occorre riportare i prezzi gonfiati al loro giusto valore e restituire alle famiglie un maggior potere di spesa. Se il governo Monti non interverrà per bloccare i continui aumenti, ci saranno sempre meno soldi in circolazione, minor consumi, e i magazzini rimarranno pieni di merce invenduta.
    E’ ora di svegliarci e di fare battaglia su questo problema! Le persone che “contano” lo stanno completamente ignorando perchè ci mangiano alla grande!

  8. Caro collega, mi trovi perfettamente d’accordo, questa volta però credo che i poteri.. forti.. abbiano esagerato, siamo arrivati persino alle lacrime in diretta .

    Certo se avessero comunicato anche l’aumento delle accise, altro che pianto…

    A questo punto credo che noi italiani ci siamo del tutto impazziti.. infatti accettare supinamente questo ennesimo ricatto morale è solo degno di un pazzo.

    Infatti di questo passo dove andiamo a finire ? se una mattina si svegliano e ci tolgono tutto noi siamo sempre li buoni buoni ?? diciamo oddio e se poi crolliamo ??

    Io credo che è giunta l’ora di agire, di fare sentire il nostro disprezzo per queste persone, che stanno riducendo gli italiani sul lastrico, non con violenza ovviamente, me ne guarderei bene, ma con un atteggiamento deciso a non accettare più tutto a testa bassa .

    E’ ora che gli italiani alzino la testa e si ribellino pacificamente con tutti i mezzi a loro disposizione , si tratta della nostra libertà e dobbiamo difenderla .

    Il nostro è un paese splendido, con grandi ricchezze e fa gola a molti.. altro che l’Italia crolla.. l’Italia se la vogliono prendere e noi tutti schiavi di multinazionali.

    Riflettete, amate il vostro paese ed agite .

  9. Il compassato Signor Monti, cui certamente non fanno difetto le Entrate ottenute in passato grazie ad una politica complice dei mali di oggi, potrebbe fare a meno di definirsi salvatore della Patria. Anche un inesperto in materia come me sarebbe stato capace di fare una manovra come quella che è stata licenziata. Invito gli italiani ad aprire gli occhi. Ricordatevi che chiunque in parlamento si astiene dal votare o vota a favore della manovra si rende complice della stessa. E le elezioni del 2013 non sono lontane. Pertanto quando andrete a votare ricordatevi di chi ce la messo nel didietro (scusate la volgarità). E ai cattolici dico: basta con le ipocrisie. Io non so se c’è un Dio, ma se c’è di sicuro non vorrebbe essere rappresentato da coloro che dicono di rappresentarlo.

  10. Non condivido il parere di ineluttabilità del passaggio al contributivo di quella sparuta platea di lavoratori che ancora mantenevano, come per legge, il sistema di calcolo retributivo. La realtà è che intervenire ancora sulle pensioni e ridurre ulteriormente il potere d’acquisto dei futuri pensionati oltre che ingiusto mi sembra un errore strategico. Così come è un errore penalizzare ancora una volta il ceto medio e le categorie più disagiate – sulle cui spalle è stata portata la crisi di quest’ultimo decennio – invece di restituire loro almeno parte del maltolto. Chissà come i professori e i tecnici di questo governo pensano di fare crescere l’economia italiana e tamponare il debito! Ho lavorato per più di 41 anni in Inps e sono in pensione da poco più di due anni. Ho visto tutte le riforme pensionistiche e vi assicuro che con quella del 1995 (legge 335) si è data una sonora mazzata alla possibilità di potere contare su un trattamento pensionistico appena decente e si sono risolti i problemi di bilancio del sistema previdenziale in maniera definitiva. Infatti con l’introduzione del sistema di calcolo contributivo per tutti i lavoratori che non potevano contare su almeno 18 anni di contributi già versati e sui nuovi assunti a partire dall’1.1.1996 e con l’introduzione della Gestione separata per tutte quelle forme di contratti atipici – che poi sono state “perfezionate” con la riforma Biagi del mercato del lavoro – per potersi garantire una pensione degna di questo nome bisognerà lavorare anche oltre i 70 anni. Senza contare che con questa trovata della Fornero saranno colpiti i più sfortunati. Mi spiego: Se un lavoratore, che aveva almeno 18 anni di contributi nel ’95, è stato fortunato e ha potuto mantenere il suo posto di lavoro, a fine 2011 avrà almeno 34 anni di contributi e saranno pochi gli anni interessati dal contributivo. Diverso sarà per quelli più sfortunati che saranno costretti a lavorare ancora molti anni. Mancano del tutto, peraltro, in questo primo intervento, provvedimenti che riescano a ripristinare un minimo di fiducia nel futuro per tutto il mondo dei precari e disoccupati o sottoccupati. Certo che non è un bel giorno per l’Italia! Spero molto che il Parlamento riesca a raddrizzare un po’ questa manovra del piffero! Ma ho i miei dubbi.

  11. Per me la manovra monti di equo ha solo la parola, come si fa ad aumentare 5 anni di lavoro da un giorno all’altro dopo 35 anni di servizio , ( vedi dip. nati nel 52 ) io capisco che siamo in un momento triste , ma le sofferenze se divise si sentono di meno.Queste decisioni non sono porcate?Perche’ si deve subire una porcata dietro l’altra ?

  12. l’artivolo dell’Avv. Savoia mi sembra il discorso di tanti appassionati (?) di calcio che si ritengono allenatori (quasi tutti in Italia), che sicuramente saprebbero fare meglio di chi sta sul campo. Certo che in questa manovra ci sono cose che potevano essere fatte diversamente e altre che potranno essere aggiustate ma mi sembra davvero ipocrita dare addosso agli utlimi arrivati costretti a prendere contromisure per tutto ciò che i predecessori non hanno saputo fare, vedere, prevedere. Ci voleva una svolta e almeno nei toni, nei modi, e negli intenti sembra abbia avuto inizio, alcuni segnali positivi ci sono stati, perchè non li lasciamo lavorare e aspettiamo un pò prima di sputare sentenze come sempre?

  13. La manovra è l’inevitabile risultato di una paese espropriato del diritto al voto. Tecnicamente uno stato di polizia. Piazzato Monti a salvatore del popolo, ci troviamo con le classi basse e medio-basse bastonate, mentre i ricchi, ovviamente, si arricchiranno sempre di più. Le banche avranno un incremento della clientela mostruoso, e questo tutto a discapito delle “fasce deboli”, alle quali non resterà che pagare, pagare, pagare, pagare e poi, ancora, pagare. Non avranno di che pagare? Poco male, verranno pignorate le case.
    Giustifichiamo l’ICI con il fatto che gli altri paese l’hanno sempre avuta e noi no?? Ma mi facciano il piacere!!! Gli altri paesi non hanno un regimi di tassazione come l’Italia; qui da noi il welfare non c’è! Il salvadanaio degli Italiani è la prima casa! Qui non vanno a prendere la monetina da questo salvadanio, lo rompono proprio!

  14. Il Signor Savoia nel stendere questa accorata critica alla manovra Monti ha omesso, a mio parere, di evidenziare l’urgenza e la velocità con cui i “professori” hanno dovuto combattere per rendere più “digeribile” ciò che comunque era già palesemente indigesto. In merito alle “lacrime fastidiose” vorrei che leggesse il commento del capo dello stato che personalmente condivido.

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