No alle sanatorie edilizie e sì alla messa in sicurezza del territorio e alla defiscalizzazione degli interventi. Così il ministro Clini ha illustrato ieri in varie occasioni il suo programma.
Intervenendo ad un programma televisivo Clini ha sottolineato come sia necessario “affrontare il tema annoso dei condoni edilizi: dobbiamo cercare di eliminare il ricorso ai condoni, perchè soprattutto dove questi sanano insediamenti che non avrebbero dovuto essere autorizzati, sono poi una fonte di rischio.” “Dobbiamo completare il quadro di incentivi del decreto 28 che ha recepito la direttiva europea, ci stiamo lavorando e speriamo di fare presto”, ha invece affermato Clini, a margine di un convegno parlando degli incentivi alle energie rinnovabili.
“Il meccanismo del 55% va mantenuto e deve diventare una riforma strutturale perché ha avuto effetti economici positivi. È un incentivo che genera valore aggiunto per l’economia. Questa lezione va estesa ad altre aree di interesse della protezione dell’ambiente”, ha concluso.
Una tesi, come detto, parzialmente frenata in seno allo stesso Governo Monti. “Si tratta di interventi costosi in termini di perdita di gettito” ma il Governo “valuta positivamente” le iniziative per dare stabilità al credito d’imposta del 55% per il miglioramento energetico degli edifici, ha affermato ieri nel corso del question time Piero Giarda, ministro dei Rapporti con Parlamento, che rivolgendosi a Dario Franceschini, autore dell’interrogazione, ha precisato: “non oso dirle le stime che mi hanno sottoposto dal Ministero dell’Economia. Si tratta di verificare la sostenibilità finanziaria, nel rispetto del fatto che gli obiettivi a cui si ispirano sono pienamente condivisibili dal Governo in carica”.
Clini ha anche annunciato che lunedì prossimo in Consiglio dei ministri presenterà un decreto legge sulle procedure per le emergenze.
Per il neo ministro il programma per la messa in sicurezza del territorio deve comprendere sia azioni necessariamente di competenza pubblica – relative innanzi tutto alla regolazione dell’uso del suolo, a cominciare dall’aggiornamento della normativa urbanistica -, sia misure di incentivazione, del tipo del credito di imposta, di usi del territorio capaci di indurre i privati a realizzare interventi rispondenti all’obiettivo della manutenzione e della messa in sicurezza.
“Laddove, sulla base dei dati e delle conoscenze  disponibili emerga con chiarezza l’esistenza di un rischio per insediamenti, abitativi o produttivi, siti in zone particolarmente vulnerabili dal punto di vista idrogeologico,   deve essere presa in considerazione la possibilità di adottare misure di rilocalizzazione preventiva, specie se si tratta di insediamenti di nessun pregio, di scarsa abitabilità e magari realizzati in violazione della normativa vigente” – ha spiegato Clini durante l’audizione in Commissione Ambiente del Senato – .
“Va valutata positivamente la richiesta di sottrarre all’autorizzazione paesaggistica interventi di prevenzione del rischio idrogeologico quali l’abbattimento di un brutto edificio o l’innalzamento di argini”.
Per il neo ministro le politiche incentivanti per la tutela dell’ambiente dovrebbero essere valutate sulla base degli effetti economici che sono idonee a determinare e non semplicemente in base all’accertamento dell’esistenza o meno di risorse pubbliche già accantonate, come invece accaduto in passato a seguito del prevalere di una certa impostazione del Ministero dell’economia e delle finanze.
“In Italia assurdamente i vincoli derivanti dal patto di stabilità impediscono l’utilizzazione delle risorse disponibili per interventi, pure urgenti e necessari, di tutela ambientale, da quelli per la messa in sicurezza del territorio a quelli per la lotta all’inquinamento atmosferico.”
“Le dichiarazioni rese dal nuovo Ministro dell’Ambiente Corrado Clini di fronte alla Commissione Ambiente del Senato relative all’imminente varo di un decreto legge per la messa in sicurezza del territorio rappresentano primi segnali incoraggianti sui quali siamo pronti a confrontarci’’. CosìEnrico Borghi, Sindaco di Vogogna e Presidente della Commissione Montagna dell’ANCI commenta le prime dichiarazioni del Ministro Clini.
‘’In questi tempi di scarsità di risorse pubbliche – continua Borghi- la manutenzione del territorio e la prevenzione del dissesto idrogeologico si possono compiere aguzzando l’ingegno anziché dover sempre ricorrere alla tasca di Pantalone. Consentire ai Comuni di intervenire negli alvei per il disboscamento ai fini della sicurezza, attivare il coinvolgimento dei privati nei disalvei programmati e innescare un meccanismo di coperture assicurative per i primi danni sono esempi di come sia possibile lavorare in assenza di risorse pubbliche. A ciò si aggiungano le idee che il Ministro sottoporrà al Consiglio dei Ministri il prossimo 5 dicembre, e sulle quali siamo pronti a confrontarci’’.
‘’Per ora e’ significativo che finalmente il tema della sicurezza del territorio venga nuovamente rimessa nell’agenda dei lavori,e ci auguriamo – conclude Borghi – che il Governo sappia cogliere la potenzialità positiva garantita dai Comuni’’.


2 COMMENTI

  1. Una volte e per tutte dovete capire che circa il 70/% del territorio italiano e’ vincolato, e’una cosa ridicola ma e’ cosi’. Quindi o si fa un condono che sia condono o altrimenti e’ inutile anche perche’ dove non ci sono vincoli non ce abusivismo. Solo per l’effettivo rischio idrogeologico va fatta una valutazione seria e a parte.

  2. secondo me c’è bisogno del condono per dare un sostanzioso contributo sia per risanare l’economia sia per la salvaguardia dell’euro ( solo però nelle aree non paesaggistiche e non a rischio idrogeologico )

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