Tra le 100 voci del nuovo redditometro che andrà in vigore in via sperimentale da febbraio 2012 ci sono anche le spese veterinarie per gli animali da compagnia.

L’obiettivo dichiarato da parte dell’Agenzia delle Entrate è quello di dare ai cittadini la possibilità di controllare attraverso un software la coerenza tra le spese effettuate ed i redditi dichiarati in vista del reddito cui allinearsi.

In realtà, il risultato raggiunto è quello di considerare “bene di lusso” il possesso di un animale.


E’ così mentre in tutta l’Europa il Parlamento europeo incoraggia le misure veterinarie per combattere il randagismo; il Trattato di Lisbona considera gli animali esseri “senzienti” e la Commissione europea legifera in favore della sanità animale e finanzia il loro benessere, in Italia si assiste ad una politica da Giano bifronte.

Da un lato una legislatura che tutela sulla carta gli animali con una legislazione d’avanguardia (adesione al Trattato di Lisbona dell’Unione europea; Convenzione europea di Strasburgo; Legge 281/1991 (Lo Stato tutela gli animali di affezione al fine di tutelare la salute pubblica e l’ambiente); Legge 189/2004 (divieto di combattimenti e di utilizzo per pellicce); Codice penale (reato di maltrattamento, di uccisione, di abbandono); Legge 201/2010 (reato di traffico di animali); Codice della strada (obbligo di soccorso animali); leggi regionali; ordinanze ministeriali e comunali, offrendo le migliori garanzie in sede penale.

Dall’altro, il Governo ritiene gli animali un bene di lusso, indice ed espressione di capacità tributaria al punto da farne oggetto di una e propria vessazione fiscale che non ha pari in Europa.

Il fisco italiano considera anche l’animale d’affezione (cani, gatti, criceti, conigli, furetti e c.) indicatore di reddito, continua a ridurre le detrazioni sulle spese veterinarie per cani e gatti, aumenta le tasse portando l’Iva ai massimi livelli storici (21%) sul loro cibo e sulle cure mediche degli animali da compagnia, stabilisce imposte sugli obblighi amministrativi (anagrafe e passaporto), sulle vaccinazioni essenziali e obbligatorie, sulla prevenzione delle malattie trasmissibili all’uomo (es. leishmaniosi), sulla sterilizzazione per contrastare il randagismo.

E se c’è ancora chi chiede di poter inserire anche gli animali domestici nel proprio stato di famiglia a riprova dell’intenso legame affettivo che si instaura per chiunque abbia vissuto o viva questa esperienza, per il fisco, il cagnolino o il gatto che sonnecchia sul nostro divano è considerato un indice di ricchezza, al pari dello yacht o della ferrari che la stragrande maggioranza di noi non avrà mai.

E tutto questo, nonostante gli sforzi della “ministra” Brambilla per incentivare il possesso degli animali e la loro cura mediante l’istituzione della tessera sanitaria individuale.

Il Governo dimentica, o finge di dimenticare, che gli animali da compagnia hanno un ruolo sociale all’interno dei nuclei familiari, sempre più sconquassati da una crisi economica che sta dando tregua soprattutto a chi i sacrifici è abituato da sempre a farli.

Ogni proprietario di un cane o di un gatto ha già scelto di rinunciare a qualcosa per sé per poter affrontare spese veterinarie in favore del proprio animale.

Questo non è sintomo di ricchezza ma semmai di spirito di sacrificio a beneficio di chi, solo con la sua presenza fa compagnia ad un anziano o ad un bambino o semplicimente ci accompagna nella fatica di un vivere sempre più complicato.

Siamo al surrealismo fiscale – dichiara Marco Melosi, presidente dell’Anmvi (Associazione nazionale medici veterinari) – è l’ennesima allucinazione del Fisco nazionale, un quadro visionario, degno della ribellione descritta nella Fattoria di George Orwell».

Una sicura conseguenza sarà quella di incentivare l’abbandono e, soprattutto, scoraggiare ulteriormente la già difficile opera pro-adozione dei cani abbandonati, portata avanti dall’abnegazione del popolo dei volontari che, come in altri campi, sopperiscono ai vuoti della governance.

Anch’io, come Attilio Befera, attuale direttore dell’Agenzia delle Entrate, ho due cani, e non ci sto a considerarli “beni di lusso”, né ad essere considerata un potenziale evasore fiscale se dovessi decidere di pagare cure veterinarie ove vi fosse la necessità di farlo.

Ancora una volta, il nostro “belpaese” rinnega un passato di civiltà ed offre di sé un ulteriore spunto di riflessione negativa.

L’ennesimo esempio del capovolgimento dei valori. Quelli veri.

Ma il dubbio mi assale: saranno considerate beni di lusso anche le escort?

In fondo… tengono compagnia.


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16 COMMENTI

  1. […] Le spese veterinarie per gli animali da compagnia nel nuovo …Confronti rapidamente i premi dell’assicurazione per animali e scelga la soluzione pensata per il suo animale da compagnia. Confronti e richieda un’ offerta … […]

  2. Il consiglio deve essere sempre quello di farsi rilasciare sia tutta la documentazione medica attestante il tipo di terapia ed intervento effettuati, sia la fattura per l’intero della prestazione effettuata.
    Solo in presenza di entrambi gli elementi può essere richiesto il risarcimento del danno ove sia dimostrabile la negligenza, l’imperizia o la colpa grave.
    Con l’augurio che i “nostri” migliori amici restino sempre in ottima salute!

  3. Come mi dovrei comportare, che mi è stato chiesto per una esportazione di ernia discale la somma di euro 1800 + iva. Vale la pena di chiedere la fattura per poi detrarre il 19 %, o mi conviene farmi fare lo sconto e pagare in nero, visto che l’iva in fattura è al 21 %.

  4. VERGOGNA ! questa è forse l’unica parola che si potrebbe rivolgere a coloro che hanno avuto l’onorevole idea di inserire i nostri cari animali da compagnia (considerati per alcuni solo merce da tassare) nel famoso redditometro. Non viene considerato che a volte x eseguire interventi e cure sui propri animali si fanno sacrifici enormi proprio come si farebbe x una persona cara. La cosa però che vorrei gridare ad alta voce e che più dobbiamo temere è che queste nuove regole non faranno altro che incentivare l’abbandono e il disinteresse verso le adozioni di questi poveri animali. Forse queste onorevoli persone dovrebbero provare a leggere negli occhi di queste adorabili creature che tanto danno e nulla chiedono.

  5. per un’operazione urgente al mio compianto e indimenticabile Charly chiesi il prestito ad una finanziaria

  6. Infatti ho dovuto rimandare la visita dall’oculista e l’acquisto degli occhiali (non ci vedo più) per pagare un intervento urgente alla mia cagnetta, senza il quale sarebbe morta. Se questo è lusso…

  7. Questa degli animali è un altra legge idiota inventata da chi non ha certo il diritto di sedere in parlamento in quanto non amando gli animali non può amare neanche l’uomo.Io posseggo due piccoli cani abbandonati in tempo di vacanze e ricuperati dal canile di Monza al quale mi sono rivolto per adottarli,devo dire che più conosco l’uomo e più amo questi piccoli esserini che non ti tradiscono mai.Figuriamoci se mi passa per la mente di andare a denunciare che sono in possesso di due cani che ho salvato da morte certa!!!!!!!

  8. Grazie per il tuo commendo, Daniela!
    Non posso che condividere quello che scrivi…sono molte le iniziative legislative che questo Governo avrebbe potuto fare per la tutela dei nostri amici animali ma la tentazione, puntualmente soddisfatta di usare il parlamento per il bene di pochi, se non di uno, ha lasciato indietro un intero Paese che è fatto di persone con i loro bisogni, necessità ed esigenze tra le quali non vanno ignorate anche quelle di chi non vota e non ha voce per esprimerle.
    Penso alla proposta di legge n.2526 proposta il 23.6.09 dall’On.Roberto Cassinelli del PDL sulla regolamentazione della professione veterinaria e tutela sanitaria degli animali che, oggi, giace, in buona compagnia per la verità, con una serie di iniziative lodevoli, in uno de “cassetti” della Camera…
    L’istituzione del pronto soccorso veterinario e l’obbligo della reperibilità anche telefonica del veterinario è scelta di civiltà visto che qualcun, molto molto più saggio di me, tempo fa si espresse con la frase:”La grandezza di una nazione e il suo progresso morale possono essere valutati dal modo in cui vengono trattati i suoi animali” …
    I cani e gli animali in genere non votano…dicevo qualche giorno fa e lo ripeto ancora oggi.
    il voto è lo strumento migliore per fare pulizia e se non modificheranno la legge elettorale impedendoci di scegliere le persone, potremo scegliere almeno i programmi che prevedano tutela per il mondo animale.

  9. Gentile Avvocato, condivido la sua disamina contro la proposta davvero indecente di abolire le detrazioni fiscali sulle spese veterinarie, mentre il governo ha introdotto nel redditometro gli animali d’affezione come beni di lusso. Consiglio a questo governo , invece di attaccarsi alle inezie ( visto poi che la somma detraibile è poca cosa e va calcolata su ciò che resta, sottraendo dal totale della spesa , la franchigia) di andare a toccare le loro profumatissime pensioni, i loro signori stipendi e tutto lo sperpero delle poltica e del palazzo. Per non parlare degli sgravi fiscali (fino a 19.000 euro ) riservati a coloro che donano contributi ai partiti per il loro finanziamento. C’è solo una parola per tutto questo: vergogna!

  10. @Evi…come non essere d’accordo con te!!!
    Sono anche una cinofila e seguo con particolare attenzione questa vicenda.
    Le ministre Brambilla e Marini hanno già espresso il loro dissenso ma mi pare decisamente poco rispetto a quello che potrebbero fare.
    Purtroppo i cani non votano…ma i loro padroni, sì! RICORDIAMOCELO!!!!

  11. la vecchietta con la lauta pensione minima che gode della compagnia del gatto è considerata una miliardaria…
    Un mondo che va dalla parte opposta del buon senso. Detto ciò, al di là dell’evasione – a questo punto incentivata – e al dramma dell’abbandono o della rinuncia di proprietà (in costante aumento) altro aspetto non ancora sottolineato è che molti cani risultano ancora privi del microchip di riconoscimento. Se aveva senso promuovere iniziative di responsabilizzazione e d’invito all’iscrizione in anagrafe canina (le associazioni protezioniste in accordo con le ASl hanno spesso lavorato in tandem per censire la popolazione canina) ora ce lo possiamo scordare. Prestando l’occasione a chi si deve sbarazzare del quadrupede di farlo senza timore di essere beccato. I cani entrati nei canili – chippati – ci resteranno ad limitum. Imbecilli!

  12. Dire VERGOGNA è poco!
    Si dimentica la funzione sociale dell’animale da compagnia come “mediatore affettivo”…
    Detto in parolo semplici, il cagnolino di casa è un ammortizzatore di tensioni, assolve alla funzione di “badante sentimentale” per un numero impressionante di anziani soli.
    E’ una sorta di welfare a 4 zampe a costo zero per lo stato.
    E lo stato che fa in cambio di questo? Tassa anche i costi per le cure mediche!!!
    Il risultato sarà disastroso comunque…anche in questo campo ci sono “menti raffinate” all’opera…
    Quindi incentivo all’evasione fiscale perchè verrà meno la convenienza a dedurre e all’abbandono perchè chi non avrà soldi abbandonerà gli animali, incentivando il randagismo.

    @Luca L’inghippo è un altro. Le spese veterinarie, a pari di quelle per gas e luce, sono state inserite tra le 100 voci di spesa in un elenco che dovrebbe, nelle pie intenzioni del fisco, consentire al contribuente di valutare la congruità di quanto ha dichiarato rispetto a quanto è calcolato in base al software in cui sono state inserite le varie voci.
    Il fine è permettere di allinearsi al conteggio minimo “ideale”…
    Della serie…contribuente avvisato è mezzo…condonato!
    Poi vogliamo dire che i cani sono quasi tutti microcippati e quindi è facilissimo incrociare i dati e arrivare ai proprietari??

  13. La cosa peggiore che in questo modo si incentiverà la pessima abitudine di parecchi proprietari di animali di NON richiedere la fattura ed ottenere, magari, un sconto.
    Io ho sempre preteso, talvolta con qualche difficoltà, la fattura; d’ora innanzi può darsi che mi comporterò in modo differente!
    Complimenti alle “sopraffine menti” che ci governano: uno si dichiara statista migliore di De Gasperi (affermazione da considerarsi al pari di una bestemmia), l’altro dice di avere rinunciato al Premio Nobel per potersi dedicare a noi, un altro ancora paga l’affitto “in nero” e non gli succede nulla, anzi, pretende di essere dalla parte della ragione, un altro ancora più che altro si esprime a gesti e parole irriverenti e da “osteria”: egli, mentre percepisce lauti stipendi da Roma ladrona, inneggia alla secessione, ha sistemato tutti i suoi figli a carico degli italiani e così via cantando.
    La situazione del Paese, grazie anche – non solo – a questi “dirigenti” è sotto gli occhi di tutti!
    VERGOGNA! VERGOGNA! VERGOGNA!

  14. Da dove si deduce che quanto è incluso nelle cento voci è “bene di lusso”? Sono forse beni di lusso i contributi previdenziali obbligatori o le spese di gas ed elettricità?

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