“… E fu così che pian piano gli incroci cambiarono geometria e da croci divennero cerchi e il loro nome cambiò in rotatorie!”

Questo è il finale (all’inizio e allo svolgimento devo ancora pensare) della favola “Le trasformazioni delle intersezioni viarie“!

Scherzi a parte, cerco di dare un senso a questa provocazione, dopo aver rischiato per l’ennesima volta di essere investita in bicicletta…


Nel nostro Paese si è assistito ad una repentina scomparsa degli incroci regolati dai semafori o dal buon senso (aiutato dal segnale di Dare la Precedenza) a favore di questi nuovi sistemi di intersezione: le rotatorie.

Nessuno mette in dubbio gli effetti benefici che questo nuovo sistema comporta, dallo snellimento della circolazione, alla diminuzione della probabilità di incidenti tra autovetture, dal minor inquinamento acustico e atmosferico (vista la ridotta e più costante velocità), alla possibilità di invertire la marcia (compiendo un giro di 360°), ai minori costi gestionali e di sorveglianza.

Tuttavia, ci sono degli aspetti negativi che non possono essere sottovalutati. A parte quelli di carattere economico (maggiori costi di realizzazione), le rotatorie sono un vero incubo per ciclisti e pedoni!

Proprio la regolarità del flusso del traffico, cancella i “tempi morti” che negli incroci regolati da semaforo consentono agli utenti più deboli di attraversarli; i pedoni sono quindi spesso costretti a raggiungere attraversamenti pedonali lontani dalle intersezioni (e sinceramente tra questi e quelli posti immediatamente al’imbocco/uscita della rotatoria non so cosa sia più faticoso/rischioso) e i ciclisti rischiano incidenti se si affiancano o vengono affiancati da altri veicoli durante l’attraversamento di una rotatoria.

Non sono esperta di trasporti, quindi mi sono rivolta ai colleghi che si occupano di questo settore per sapere se c’è qualche normativa che stabilisce come devono essere fatte le rotatorie, o meglio se ci sono dei limiti al di sotto dei quali non si può scendere (ci sono delle rotatorie in giro talmente piccole e piatte che le macchine non riescono a curvare e ci passano sopra), ma sembra che laddove un incrocio tradizionale crea ingorghi, questo basti come pretesto per la sua dismissione in favore di una rotatoria.

Nel decreto 19 aprile 2006 (“Norme funzionali e geometriche per la costruzione delle intersezioni Stradali“) del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, vengono trattate le intersezioni a rotatoria dal punto di vista delle geometrie e vengono anche indicati gli attraversamenti pedonali nelle figure presenti, ma quanto alla caratteristiche che questi devono avere…

Un interessante studio fatto dalla FIAB (la federazione italiani amici della bicicletta), a cui rinvio, è “La Girotonda – La protezione dei ciclisti nelle rotatorie stradali”.

Ora, se si osservano i vari Piani Territoriali, da scala Regionale a scala Comunale si vede come vengano sollecitati e incentivati i percorsi a zero emissioni (a piedi e in bici), ma poi quando si arriva alla rotatoria… bisogna affidarsi al destino e pregare nella buona sorte!


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