Oggi il Governo approva il decreto legislativo in materia di riduzione e semplificazione dei procedimenti civili di cognizione, in attuazione della delega conferita dalla legge 18 giugno 2009 n. 69.

Il provvedimento intende realizzare la riduzione e semplificazione dei procedimenti civili di cognizione che rientrano nell’ambito della giurisdizione ordinaria, regolati dalla legislazione speciale, riconducendoli ai tre modelli previsti dal codice di procedura civile:
– il rito che disciplina le controversie in materia di rapporti di lavoro,
– il rito sommario di cognizione (introdotto dalla medesima legge n. 69 del 2009),
– il rito ordinario di cognizione.

Vengono altresì raccolte in un unico testo normativo tutte le disposizioni che disciplinano i procedimenti giudiziari previsti dalle leggi speciali, dando luogo ad un testo complementare al codice di procedura civile, in (sostanziale) prosecuzione del libro IV.


Il Governo al momento dell’approvazione preliminare (avvenuta il 9 giugno scorso) così spiegava la riforma e la scelta della “semplificazione dei riti”:

L’evoluzione normativa degli ultimi decenni si caratterizza per la estrema proliferazione dei modelli processuali. Questo fenomeno si è rivelato nel tempo fattore di disorganizzazione del lavoro giudiziario, unanimemente individuato come una delle cause delle lungaggini dei giudizi civili e di rilevanti difficoltà interpretative per tutti gli operatori del diritto”.

Qui la bozza di decreto legislativo e la relazione illustrativa, su cui sono stati acquisiti i pareri delle Commissioni parlamentari.


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