Secondo i dati resi noti dalla Fondazione Ugo Bordoni, gestore del Registro delle opposizioni presso il quale gli abbonati che non desiderano ricevere telefonate di marketing sono, ai sensi della nuova disciplina, tenuti ad iscrivere il proprio numero telefonico, al 30 giugno 2011, poco più di seicentoventimila cittadini italiani hanno manifestato la loro volontà di non essere ulteriormente disturbati da telefonate promozionali.

Tenuto conto che gli abbonati in elenco sono oltre venti milioni, ci sono solo due possibili chiavi di letture di questo dato: o agli italiani piace il telemarketing o, come ipotizzato – e negato dai fautori della nuova disciplina che ha importato in Italia il metodo dell’opt-out per l’utilizzo dei dati degli abbonati – è ancora esigua la percentuale degli abbonati che è a conoscenza della possibilità di opporsi all’utilizzo del proprio numero telefonico per finalità di marketing o, comunque, che ha, sin qui, trovato tempo e modo di manifestare tale propria volontà negativa.

Difficile credere che quasi venti milioni di italiani amino ricevere telefonate promozionali e, quindi, più probabile che la campagna informativa avviata dal gestore del registro e quella degli operatori sia, sin qui, stata timida e poco efficace.


E’, in ogni caso, fuor di dubbio che, allo stato gli operatori abbiano ampio margine di manovra ed è proprio per questo, probabilmente, che il Garante per il trattamento dei dati personali, nel varare il piano delle ispezioni relativo ai prossimi sei mesi ha annunciato l’intenzione di dedicare tempo e risorse proprio all’attività di telemarketing.

Si legge, infatti, nel comunicato dell’ufficio del Garante pubblicato nella newsletter dello scorso 3 agosto che sono “Oltre 225 gli accertamenti ispettivi programmati che verranno effettuati come di consueto anche in collaborazione con le Unità Speciali della Guardia di Finanza – Nucleo Privacy” e che “Un’attenzione particolare sarà data al contrasto del fenomeno della violazione del diritto di opposizione dei cittadini che si iscrivono al Registro recentemente istituito presso il Ministero dello sviluppo economico.”.

Secondo il Garante, infatti, “questo fenomeno, che nei primi mesi dell’anno ha visto un forte incremento di segnalazioni da parte di cittadini oggetto di chiamate indesiderate, sarà posto al centro dell’attività ispettiva e sanzionatoria dell’Autorità. Saranno infatti ispezionate dal Nucleo privacy della Guardia di finanza le società più segnalate per verificare la liceità dei loro trattamenti e, in caso contrario, applicare le sanzioni previste dalla legge.”.

Frattanto resta da capire come ed in che termini verrà implementata la nuova disciplina che prevede la possibilità, per gli operatori, di utilizzare anche gli indirizzi degli abbonati per il marketing postale.

Sarà, come appare probabile, la stessa Fondazione Ugo Bordoni, ad essere incaricata della gestione di tale ulteriore attività? Le nuove opposizioni confluiranno nello stesso registro come suggerirebbe la lettera della norma (art. 130 del Codice Privacy)? Sarà possibile opporsi al trattamento del solo numero telefonico o del solo indirizzo o si dovrà scegliere se opporsi ad ogni trattamento o a nessuno?

Ma soprattutto, a chi tocca dettare le nuove regole ed entro quale termine? Il Decreto Sviluppo (DL n. 70 del 13 maggio 2011) questo non lo dice.


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7 COMMENTI

  1. Mi ha appena telefonato telecom italia… per delle offerte commerciali.

    Stavo per scrivere al garante, quando mi sono ricordato di un numero verde per lamentarsi con telecom delle chiamate commerciali (trovate il numero sul sito di telecom). Chiamo e spiego la situazione… l’operatore mi risponde che NON ESSENDO più cliente telecom italia, lui non può farci nulla… in poche parole, lui ha il compito di tutelare i clienti telecom dalle chiamate di offerte commerciali di telecom!!!!!

    Se non sono più cliente telecom, devo agire per altre vie… E pensare che per una volta non volevo andare giù duro… ma mi sarebbe bastata una “conciliazione”… Quindi l’ho ringraziato e ho scritto al garante.

  2. Alcuni, come me, che vorrebbero iscriversi a tale “misterioso” registro non possono farlo perché non risultano negli elenchi telefonici. Ma quando ricevono telefonate di telemarketing e chiedono dove è stato reperito il numero telefonico la risposta è: “dagli elenchi telefonici” (misteri dell’informatica).
    Alcuni si sono iscritti ma continuano a ricevere telefonate di telemarketing. La risposta alle proteste (le rare volte che arriva) è: “probabilmente gli elenchi non sono ancora stati aggiornati” (altri misteri dell’informatica).
    Diciamo che, a voler essere buoni, la fondazione Pinco Pallino che dovrebbe gestire tale registro non è delle più efficenti (naturalmente esiste la possibilità di pensar male, ecc.)

  3. Propongo una terza spiegazione: tanti non si fidano delle promesse e ritengono inopportuno affidare ulteriori dati personali ad un registro che considerano mal gestito (scarse garanzie di riservatezza) e bellamente ignorato da tanti operatori. La sfiducia mi sembra confermata dal fatto che, nonostante la nuova normativa, ci sono ancora operatori che chiamano 1) nascondendo il numero 2) senza informare minimamente sulla possibilità di iscrizione al registro e modalità per impedire il trattamento dei dati 3) senza rispettare gli orari di divieto di chiamata.

  4. Mi sono iscritto al registo delle opposizioni la prima settimana di apertura delle iscrizioni.

    Il mese scorso mi ha chiamato SKY per propormi un abbonamento. Li ho minacciati di denuncia. Non sono MAI stato abbonato a sky, tele+, stream… quindi non potevano avere i miei dati da un precedente abbonamento.

    La mia opinione? credo che tutti semplicemente se ne freghino.

    Quindi appena avrò un po’ di tempo, mi studierò asterisk per crearmi un “firewall telefonico”. Peccato che in commercio non esista un prodotto già pronto con blacklist e whitelist: in italia ne venderebbero 20milioni!

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