E’ stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, n. 188 del 13 agosto 2011, il Decreto Legge n. 138 del 13 agosto 2011 dal titolo “Ulteriori misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e per lo sviluppo”, che è già entrato in vigore nella stessa giornata di sabato.

Desta particolare sorpresa (e sgomento) la cancellazione (cfr. art. 6, comma 2, del D.L. 138) del sistema di tracciabilità elettronica dei rifiuti (SISTRI) a distanza di soli 19 giorni dall’inizio del sistema sanzionatorio a carico dei soggetti appartenenti al primo scaglione, per i quali il “doppio binario” (tracciabilità cartacea, con i formulari, ed elettronica, con il SISTRI) sarebbe scaduto proprio il 1° settembre prossimo.

Ma non si tratta di una deregulation totale, bensì di un arretramento, perchè viene mantenuto (cfr. art. 6, comma 3, del D.L. 138) l’obbligo di tracciabilità cartacea (formulari di identificazione dei rifiuti e registro di carico e scarico).


Non si comprende bene, allora, la funzione di questa norma “ammazza SISTRI” all’interno di un decreto legge che ha come finalità di incrementare le risorse finanziarie per lo Stato e, parimenti, quella di incentivare lo sviluppo dell’economia.

Infatti, non si vede quale effetto favorevole per lo sviluppo possa avere la cancellazione di un sistema elettronico di tracciabilità dei rifiuti che, per quanto potesse avere ancora qualche neo, però già era arrivato ad un elevato livello di funzionalità ed avrebbe consentito alle imprese notevoli risparmi nella gestione documentale, col passaggio dal cartaceo all’elettronico – per non dire che il Governo, negli ultima anni, ha fatto della digitalizzazione della P.A. e dell’economia un cavallo di battaglia.

Si aggiunga pure che per facilitare la gestione della tracciabilità elettronica erano stati approntati diversi softwares di “interoperabilità” che consentono agli operatori di potere implementare i gestionali dei rifiuti già in loro possesso in modo che possano interagire con il SISTRI, consentendo pure di gestire ingenti quantità di movimentazioni elettroniche in tempi molto ridotti!!

Nè si comprende quale beneficio possa arrecare alle casse pubbliche l’abolizione del SISTRI. Anzi.

Se qualcuno l’avesse dimenticato, va detto che centinaia di migliaia di imprese ed enti hanno già sostenuto ingenti costi per adeguarsi al SISTRI, sol che si pensi che hanno già pagato i contributi di iscrizione per il 2010 e per il 2011, hanno installato le black boxes su tutto il parco veicoli, hanno pagato consulenti legali ed informatici, hanno dovuto formare il personale, hanno acquistato softwares appositi etc. etc.. Ad una prima, sia pure superficiale e veloce, lettura del decreto legge in argomento, non pare che si sia tenuto conto del fatto che lo Stato dovrà rimborsare tutti i contributi di iscrizione già versati dagli operatori e che probabilmente in tanti di questi chiederanno conto e ragione degli ulteriori costi sostenuti per adeguarsi al nuovo sistema di tracciabilità. Quindi, al danno la beffa: l’ennesima manovra lacrime e sangue, dettata dalla necessità di reperire ulteriori risorse per le finanze pubbliche, comporterà, probabilmente, un ulteriore ammanco a causa della cancellazione del SISTRI.

Per ultimo, ma non meno importante, non va sottaciuto che la cancellazione del SISTRI continuerà a rendere più facile la vita agli ecofurbi, alle ecomafie ed agli ecoimbroglioni, che così potranno trascorrere serenamente il ponte ferragostano.


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19 COMMENTI

  1. Il sistri doveva rivoluzionare e semplificare la via cartacea tutto piu’ facile niente piu’ furbi
    ma di fatto i soliti pagano lavorano giorno e notte per pagare i continui adeguamenti normativi che a seconda di come si alzano i politici al mattino cambiano ma sarebbe molto semplice che chi sbaglia paghi veramente in tutte le cose non che vada in carcere un mese o due a bere e mangiare gratis poi esce e riprende la vecchia strada
    come se nulla fosse una maggiore severita’ da parte delle istuzioni e’ un obbligo ,oggi se rubi una mela perche’ ai fame sei alla parita’ di chi uccide o butta in mare i rifiuti forse se tutti smettessimo di pagare e pagare i signori seduti in poltrona con giornali, mp3 video giochi che su 100 di loro 1 lavora, a fine mese quando mancano i soldi forse
    inizierrebbero a lavorare seriamente che l’iatalia oggi va avanti per le piccole e medie imprese ma finche’ tutti paghiamo e ci lamentiamo che la fine del mese non ci si arriva coi vicini, amici social-network questo pultropèpo non avvera’ mai .

  2. Il ripristino del SISTRI è ancora possibile.

    Il decreto legge n. 138 del 13 agosto 2011 è stato presentato per la conversione al Senato, ivi assumendo il n. 2887 (http://www.senato.it/leg/16/BGT/Schede/Ddliter/37308.htm).

    La 13^ Commissione del Senato (Territorio, Ambiente, Beni Ambientali), in sede consultiva, ha espresso parere favorevole alla conversione, condizionandola però al ripristino del SISTRI (http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=SommComm&leg=16&id=612027).

    A questo punto i lavori proseguiranno presso la 5^ Commissione del Senato (Bilancio) ove è stato fissato il termine per la presentazione degli emendamenti per il 29 agosto 2011 ore 20.00.

    Pertanto, chi volesse sostenere il ripristino del SISTRI, senza alcuna condizione e senza allargare la platea degli esentati, ma solo con un congruo slittamento dell’inizio dell’operatività delle sanzioni, può inviare dei messaggi agli indirizzi email dei componenti della 5^ Commissione che sono pubblicati al seguente indirizzo:

    http://www.senato.it/leg/16/BGT/Schede/Commissioni/0-00005.htm

  3. Da semplice operatore di una ditta di logistica e addetto occasionale (mica tanto) di un piccolo impanto di trattamento, non posso che sbalordirmi di fronte ad una così accorata difesa del SISTRI da parte di tutte le forze d’opposizione, dal momento che ahimè ho lavorato con il doppio binario fino al giorno prima del fortunatissimo 12 Agosto, (e ci tengo a sottolinearlo fortunatissimo).
    Innanzitutto, il vecchio sistema cartaceo, tanto contestato in questo momento, è stato in più occasioni una salvezza oltre che un obbligo ovviamente! Poichè i dispositivi usb su cui lavora questo “ecomostro” un giorno sì e l’altro pure davano problemi, che dire poi dei tempi di attesa per l’elaborazione delle schede di movimentazione, i tempi biblici per la sostituzione dei dispositivi danneggiati (6 su 7 compreso quello dell’impianto), i quintali di carta stampati tra manuali sempre in fieri e schede di movimentazione, e le batterie dei mezzi sempre scariìche causa della black box ne vogliamo parlare?
    Il lato comico delle conversazioni con gli addetti del call center, completamente a digiuno di rifiuti, procedure e codici cer è stata la cosa migliore in cui ci si potesse imbattere!
    Provi lei a lavorare in queste condizioni e poi forse non parlerà più di SISTRI come sinonimo di efficienza e semplificazione.
    Buongiorno

  4. Salve, il progetto sistri e’ nato male e finito peggio; nato per volere del governo Prodi, affidato ad una controllata di finmeccanica senza gara di appalto e per giunta coperto da segreto di stato, ma pagato fior di milioni di euro con soldi pubblici.
    Ma veramente vogliamo parlare di ecomafie o di parlamentari mafiosi? Ma, dico io, le ecomafie hanno bisogno del sistri o del sistema cartaceo?
    Mi dite se un mafioso vuole gestire a modo suo i rifiuti ha bisogno di farlo sapere a qualcuno?

  5. Concordo con pensiero di chi ha commentato. Alla mia esperienza si aggiunga che lo stress al quale sono stata sottoposta da due anni mi ha causato seri problemi di salute e quindi altri costi per farmaci e visite oltre che vedere i miei sacrifici di soldi, tempo, lavoro, call center, istruzione e via discorrendo aumentare a dismisura anziche’ “contenersi”. Chi lavorava onestamente ed ha un impianto sul quale si puo’ “mangiare anche per terra” oltre che avere una gestione rifiuti più” che attenta continuerak a farlo sistri o non sistri rimettendoci anche la salute; gli illeciti idem, chi li faceva avrebbe continuato a farlo…chi paga? Sempre gli stessi, il “giochetto” a causa di chi faceva, fa, fara’ illeciti, a noi e’ costato solo 200000euro…quindi ben venga l’abolizione di questo sistri che ha fatto solo danni all’economia…danni ai soliti strozzati dalle tasse che per guadagnare la pagnotta lavorano giorno e notte…al punto di dimenticarsi di avere una famiglia oltre che al lavoro, che ormai era diventato anche notturno oltre che feriale e festivo…non aggiungo altro…anzi aggiungo che nella ns microraccolta tanti pur di mollare il sistri, hanno smesso di smaltire correttamente i rifiuti e quindi in conclusione: perdita del cliente, perdita per l’ambiente… perdita perdita perdita era il sistri per li onesti… sempre guadagno per i disonesti…
    A questo punto mi aggrego alla tristissima frase “siamo in Italia”…saluti e buon lavoro a tutti

  6. Rispondo al commento del Dr. Barbaro (commento del 14/08/2011 ore 18.05)

    Visto che il SISTRI è finito “a tarallucci e vino” e che non risulta, a quanto pare, alcuna norma che preveda il rimborso dei contributi già versati e le spese sostenute, ritengo sia del tutto lecito che ciascun operatore possa chiedere conto e ragione magari inviando una formale istanza per il rimborso dei contributi già versati e per il risarcimento dei costi di adeguamento (opportunamente documentati).
    Se tali istanze non verranno soddisfatte allora vorrà dire che la norma “ammazza SISTRI” contenuta nel DL 138 è stata una sorta di patrimoniale occulta a carico degli oltre 300.000 soggetti che avevano già aderito al SISTRI e che hanno pagato diverse di migliaia di euro ciascuno.

  7. Rispondo al commento del Sig. Tony (commento del 14/08/2011 ore 17.23)

    Condivido pienamente il pensiero del Sig. Tony a proposito della necessità di maggiori controlli anche (e soprattutto) a monte della produzione dei rifiuti e poi sulle licenze di trasporto e sulle autorizzazioni di stoccaggio dei rifiuti.
    Certamente il SISTRI non è – meglio, non era – la soluzione totale per risolvere i vari problemi relativi alla gestione dei rifiuti ed al loro illecito smaltimento, però, rafforzando la tracciabilità degli stessi, avrebbe di certo contribuito a rendere più difficile la commissione di illegalità nel corso della filiera dei rifiuti.
    Infatti, non si deve mai dimenticare che è molto più semplice falsificare un formulario che non una movimentazione SISTRI. Con i formulari è possibile far credere che un camion sia partito da un’azienda a prelevare rifiuti e che sia poi giunto all’impianto di destino, anche se non è vero, con il SISTRI sarebbe stato facilissimo accertare l’irregolarità (grazie anche alla localizzazione satellitare).

  8. Rispondo al commento del Sig. Gianluca Paglia (commento del 14/08/2011 ore 16.25)

    Rispetto le opinioni di chi, come Lei, ritiene che l’articolo da me scritto riporti un’interpretazione ridicola e non rispondente al vero, ma mi spiace dirLe che così non è.
    Ho visto con i miei occhi che il SISTRI, sebbene possa essere ancora da perfezionare, negli ultimi mesi è migliorato parecchio, ho riscontrato che man mano che gli operatori (di buona volontà) facevano le segnalazioni degli errori/problemi, questi venivano risolti, e per ultimo, riguardo ai softwares di interoperabilità, non li ho conosciuti tutti, ovviamente, ma quello da me conosciuto non mi è sembrato nè impossibile nè costoso – tutt’altro.
    E’ poi vero, quando Lei dice che chi non compila un formulario non compilerà neanche una sceda SISTRI, infatti il discrimine si vede laddove si osservi che chi compila un formulario falso difficilmente sarà in grado di compilare una scheda SISTRI falsa.

  9. Rispondo al Sig. Michele (commento del 14/08/2011 ore 14.53)

    Gentilissimo Sig. Michele,
    mi spiace deluderLa, ma guardi che prima di scrivere di SISTRI, il sottoscritto, oltre ad avere fatto appositi studi ed aggiornamenti, ha assistito tante volte a sessioni di lavoro su tale sistema, in quanto ho affiancato alcuni miei clienti che avevano, inizialmente, come Lei, dei problemi.
    Contrariamente alla Sua sfortunata esperienza, Le posso testimoniare che sebbene all’inizio vi fossero problemi con le usb, poi, man mano, sono stati risolti ed il sistema, in genere, è diventato più fluido ed anche più veloce.
    Quanto ai manuali operativi, li ho letti e studiati con il “beneficio d’inventario” e mi sono basato essenzialmente sulle norme giuridiche relative al SISTRI e questo mi ha consentito di dare consigli appropriati ed efficaci anche ai clienti che fanno, come Lei, microraccolta.
    Quanto agli ecofurbi, sono convinto che la maggior parte si è iscritta al SISTRI, perchè sennò non avrebbe potuto ottenere più commesse, però ha sperato con profonda fede che questo sistema fallisse ed oggi sta festeggiando assieme alle “imprese oneste” che non vogliono rendersi conto che il SISTRI le avrebbe salvate dalla concorrenza sleale di chi, grazie alla limitatezza della tracciabilità cartacea dei FIR, riesce a dissimulare smaltimenti illeciti (e, quindi, a minor prezzo).
    RingraziandoLa per l’occasione del confronto, Le auguro buon lavoro.

  10. Rispondo al Sig. Emanuele (commento del 14 agosto 2011, ore 14.41).

    Buongiorno a Lei, Sig. Emanuele,

    quando parlo di alleggerimento degli oneri a carico delle aziende mi riferisco al fatto che, a parità di movimentazioni, con il SISTRI si ha il vantaggio di generare molta meno carta (e non solo):
    1) un’impresa di trasporto stampa solo due copie della scheda SISTRI, in un comune foglio di carta, di comune formato A4, mentre, con i formulari, come ben sa, ogni movimentazione necessita della stampa di un documento (il formulario, appunto) che è in quadruplice copia;
    2) con il SISTRI, sempre con l’esempio dell’impresa di trasporto, il cronologico viene, di norma, aggiornato in automatico dallo stesso sistema, invece, con l’attuale “Registro di Carico e Scarico” le registrazioni occorre farle manualmente;
    3) con il SISTRI l’impresa di trasporto, ma anche il produttore, riceve immediatamente conferma dell’accettazione del carico di rifiuti presso l’impianto di smaltimento/recupero, per mezzo del sistema di WEB Pec di cui è dotato il SISTRI;
    4) con il SISTRI la competizione tra i gestori di rifiuti sarà più “ad armi pari” perchè sarà quasi impossibile simulare movimentazioni di rifiuti che non hanno mai avuto luogo e del tutto impossibile che si documenti di avere conferito il rifiuto presso un impianto senza che il veicolo vi sia mai arrivato.
    Queste sono solo alcuni esempi di come il SISTRI, alla fine, per “le imprese oneste” sia la manna del cielo, mentre per le imprese disoneste – non necessariamente ecomafiose – sia il demonio in persona.
    Non si può non ammettere che il SISTRI, rispetto alla tracciabilità cartacea (formulario + registro di carico/scarico), sia un sistema molto più efficiente.
    Ha ragione quando Lei dice che, in linea di principio, chi vuole trasportare e smaltire illecitamente, e senza dare nell’occhio, userà mezzi non iscritti al SISTRI e sverserà in siti abusivi, però non si può sottacere che le illiceità nella filiera dei rifiuti non avvengono quasi mai nella clandestinità totale dal punto di produzione del rifiuto al punto di smaltimento finale del rifiuto. Più spesso, infatti, la filiera dei rifiuti inizia con una apparente legalità, perchè il produttore (ente pubblico o impresa) ha necessità di affidarsi ad un operatore autorizzato e necessiterà un minimo di evidenza del percorso del rifiuto (richiedendo il Formulario, appunto). Questa necessità di “regolarità” richiesta dal produttore iniziale, può trovare poi una gestione del rifiuto più o meno legale a seconda che il sistema di tracciabilità sia o meno aggirabile. Come si diceva sopra (punto 4), con il formulario di identificazione dei rifiuti attuale, è assolutamente possibile che, pur in presenza di un ciclo assolutamente perfetto e legale così come rappresentato sul FIR, nella realtà il rifiuto abbia avuto, invece, un ciclo del tutto illecito; ciò perchè non vi è alcun sistema – con la tracciabilità cartacea – che consenta di verificare se i percorsi tracciati sul FIR rispondano a quelli reali e se un veicolo ha mai raggiunto il punto di smaltimento/recupero riportato sullo stesso. Con il SISTRI, invece, siccome gli autoveicoli sono dotati di localizzatore satellitare, i percorsi seguiti non potranno mai essere dissimulati.
    Con i formulari è possibile tracciare le movimentazioni “ora per allora”, perchè la loro emissione e compilazione è interamente lasciata nelle mani dei soggetti interessati al ciclo (produttore, trasportatore, smaltitore/recuperatore), mentre con il SISTRI ogni movimentazione va fatta all’interno del sistema ed è pressocchè impossibile documentare una movimentazione dopo che già si è concluso il viaggio del rifiuto.
    Il tema (e problema) della tracciabilità dei rifiuti, va detto, non è solo uno strumento per fronteggiare la c.d. ecomafia – che pure esiste – ma è anche un ottimo strumento per fronteggiare le frodi negli appalti di servizi di smaltimento: per i motivi che sono stati riferiti sopra, con il SISTRI, è assai difficile documentare prelievi, trasporti e smaltimenti di rifiuti che non sono mai esistiti, con i FIR, invece, ciò è molto più agevole.
    Un breve inciso: auspicherei che il SISTRI si applichi a breve per i rifiuti urbani anche in tutte le altre regioni italiane, oltre che alla Campania.
    E non mi riferisco solo agli appalti pubblici, ma anche agli appalti privati.
    Gli operatori onesti, con il SISTRI, non subiranno più la concorrenza sleale da parte dei concorrenti che, grazie alla manipolabilità dei formulari, oggi dissimulano circuiti illegali/illeciti dei rifiuti che consentono loro maggiori economie di gestione.
    Quanto a studi e cifre, basta solo andare a leggere le pubblicazioni di autorevoli istituti di ricerca (cfr. ad esempio il Politecnico di Milano) per rendersi conto degli enormi risparmi rappresentati dalla gestione documentale elettronica, rispetto a quella cartacea.
    Penso che quanto detto sia sufficiente a far parteggiare le “imprese oneste” per il SISTRI. O no?

  11. Avendo provato personalmente il sistema concordo in parte con le Sue osservazioni.
    Da un lato è vero che l’inserimento della norma all’interno di un decreto relativo all’incremento delle risorse finanziarie ha ben poca ragion d’essere, poichè la maggior parte degli esborsi relativi al Sistri erano già stati fatti: software ed hardware erano ad un sufficiente stato di progettazione, già distribuiti nelle aziende, con call-center ormai in funzione da anni.
    Se il governo intendeva risparmiare, avrebbe dovuto tagliare il Sistri (e magari ripensarlo) molto tempo fa.
    D’altro canto, visto il livello di funzionalità raggiunto – e qui mi trova parzialmente in disaccordo, poichè non era affatto “elevato”, e più oltre spiegherò perchè – è pur vero che le risorse da destinare al progetto-Sistri avrebbero potuto essere ancora ingenti.
    Lo saranno comunque perchè scatteranno i rimborsi alle imprese, che hanno speso ed investito moltissimo in installazione, gestione dei software e degli hardware, formazione, ecc…
    Vengo quindi alla questione della funzionalità: in linea teorica ed “ideale” è vero che il sistema poteva comportare risparmi nella gestione documentale e ritengo che il futuro debba essere per forza di cose digitale e non cartaceo.
    Ma allo stato dei fatti il Sistri si basava su un software macchinoso, soggetto a continui errori e crash, ingestibile anche dal punto di vista delle tempistiche.
    E’ questo il motivo per cui più sopra ho detto che la cosa migliore sarebbe stato ripensare il Sistri molto tempo fa: chiunque l’abbia approcciato, anche in maniera non approfondita, si deve essere reso conto che si tratta di un sistema con infinite potenzialità, che sono state “castrate” dai signori che hanno preparato il software.
    Inserimenti plurimi di credenziali, crash per la minima variazione, mancata segnalazione di compilazione delle schede fino al momento del carico con il trasportatore, lentezza dello svolgimento delle operazioni…
    In definitiva, il sistema Sistri avrebbe potuto raggiungere il suo scopo e risultare anche meno inviso alle imprese se fosse stato pensato in un modo più razionale e semplice: non è complicando le operazioni che si rende sicura una procedura, ma è snellendola e lasciando all’utente il minor numero di preoccupazioni possibili.
    Mi permetto di riprendere chi si è lamentato dei manuali Sistri: il numero delle pagine è elevato perché si sperticano in precisazioni “for dummies”, cioè dando – giustamente, a mio parere – indicazioni che sarebbero necessarie a persone che non hanno mai preso in mano un pc.
    Senza entrare nel merito del novero dei destinatari della manovra Sistri e nel fatto che sia giusto o meno che un’azienda per gestire i rifiuti debba necessariamente avere un pc, una connessione internet e un esperto informatico in ognuna delle sue unità locali (la questione a mio avviso andava trattata, perché in taluni luoghi manca perfino la possibilità di connettersi al sistema Sistri), ribadisco il fatto che la digitalizzazione sia il futuro e che si sia persa una buona occasione per fare – una volta tanto – un passo avanti.
    Buona occasione – e mi ripeto – che non è stata sfruttata essenzialmente per una pessima progettazione del sistema: non ne sono state sfruttate le potenzialità.
    Infine, un’amara constatazione sul aftto che “la cancellazione del SISTRI continuerà a rendere più facile la vita agli ecofurbi, alle ecomafie ed agli ecoimbroglioni”: nonostante le buone intenzioni, credo che nessuno di questi criminali che trasportano illecitamente rifiuti si sia mai dovuto preoccupare del Sistri

  12. Si, colpo di spugna un bel niente! sono le solite cose all’italiana.
    Bisognava pensarci prima! La mia azienda ha pagato 6 MILA euro in 2 anni..
    e per che cosa?
    Tempo BUTTATO NEI RIFIUTI per formare le persone, ore al telefono per le chiavette
    che NON funzionavano mai… e allora??
    Forse non era il caso di strutturare tutto PRIMA?
    Ma no… pensiamoci dopo e… buttiamo tutto nel pattume.
    Ridicoli, siamo ridicoli.

  13. Ci siamo sfiaccati per attivarlo, e impegnati a tutti i livelli, partecipato a scuole di aggiornento studiato e deliberato atti aziendali per incaricare i delegati ed ora… Grazie a tutti coloro che hanno partecipato a questa comica del sistri vendendo blak box e chiavette USB…

  14. Per ottemperare alla Legge nella qualità di Amministatore di un Società di Servizi in ambito medico-forense mi sono subito attivato per essere in regolare con quanto previsto dalla normativa.Per tale motivo ho affrontato ingenti spese: consulente,registrazione,addestramento personale ,ecc.
    Essendo il tutto finito a”tarallucci e vino” chi e come mi rimborserà il danno economico( dimostrabile) subito?
    Gradirei sapere e ed a chi rivolgermi.Grazie.
    Dr Aldo Barbaro

  15. Tutto giusto per carità il controllo è sacrosanto, ma non è questo il sistema in quanto mette le aziende(in regola) in condizioni di spendere più denaro per potersi organizzare loro stesse ed inoltre organizzare i propri clienti.
    Invece lascia senza controllo le società irregolari le quali continueranno a fare i loro comodi incentivate dai produttori di rifiuti i quali vorranno spendere meno anche se contro legge.
    allora la soluzione dove deve trovarsi?
    beh, secondo il mio modesto parere in primo luogo controllare i produttori nell’acquisto di beni che arriveranno a generare rifiuti (es. se un cittadino privato acquista un filtro olio oppure una batteria auto, considerati correttamente rifiuti pericolsi, secondo voi chiamerà la ditta autorizzata per smaltirli oppure li getterà nei cassonetti? a voi la risposta)
    a questo punto mi sembra logico che il cittadino privato non possa acquistare tale bene, ma possa farlo chi è munito di una licenza ad hoc per farlo (meccanico, elettrauto etc.).
    successivamente si cerchi di mettere in condizioni di controllo e di no eccessiva onerosità colui che dovrà smaltire il prodotto (meccanico etc.)
    infine il controllo dovrà essere effettuato in primis sulle licenze di trasporto rifiuti e stoccaggio rifiuti e successivamente sulle loro attività.
    Tutto questo iter deve essere seguito in tutte le regioni province città e comuni in modo uguale e con uno stesso protocollo di modo che non si possano avere prezzi differenti di smaltimento.
    Questa è solo una idea per iniziare.
    Buon lavoro

  16. Ll’articolo riporta una interpretazione ridicola e non corrispondente al vero. Il Sistri ad oggi non funziona, non sostiene il carico di traffico, e non avrebbe funzionato domani. L’interoperabilità ad oggi non da nessuna garanzia di funzionamento e i costi riorganizzativi e di sostegno al sistema a carico delle imprese sarebberi stati ingentissimi, senza nessun beneficio in merito ai controlli. Chi non compila un formulario non compila di sicuro la scheda si movimentazione sistri, chi vuole delinquesr non si fa tracciare… Meglio l tracciatura cartacea che una situazione ingestibile che poneva le imprese oneste al rischio di sanzioni spropositate. Per le imprese disoneste che dire, ad ognuno il suo lavoro.

  17. Non è che è stato cancellato, perchè per come era stato pensato non poteva funzionare (architettura software ed hardware scelta non aveva una adeguata scalabilità) e quindi per non fare la figura di doverci rimettere le mani da zero buttando via molto di quanto già fatto, si è colta l’occasione per cancellarlo con la scusa della crisi.
    La cosa meriterebbe di essere approfondita. Quando si mette in piedi un sistema senza una gara pubblica e architetture hardware e software aperte,ma si preferisce adìffidarlo all’aziendina degli amici, una delle soluzioni possibili è queste. Non può stare in piedi, quindi colpo di spugna e si cancella….

  18. Caro avvocato,
    Sono due anni che viviamo da operatori l’incubo sistri con perdite di tempo e soldi. Anche lei confonde le finalita’ con il metodo. Solo chi non ha mai provato il sistema e le sue micidiali chiavette e scatole nere, oltre che capire le procedure, puo’ fare commenti come il suo. Noi da anni utilizziamo pc e stampanti per formulari e registri, se per lei digitalizzare significa rendere impossibile la vita alle imprese, allora capisco. Si faccia dare una chiavetta e un furgone e parta alla mattina presto per un giro di microraccolta rifiuti seguendo i manuali operativi (1000 pagine) con chiavette e scatole nere e poi cortesemente scriva che cosa pensa del sistri.
    Chiediamo solo di lavorare, abbiamo pagato, ora basta. Finalmente una norma di buon senso a favore di tutte le imprese oneste.
    Secondo lei gli eco furbi si sono iscritti al sistri??
    Cordialita’ e buon sistri a lei e a tutti quelli che non l’hanno mai utilizzato.

  19. Buon giorno,
    Vorrei sapere a che titolo ritiene che il sistri sia un alleggerimento degli oneri a carico delle aziende.
    Dalla mia esperienza diretta sul campo risulta in effetti l’esatto contrario.
    Aumento dei costi diretti ed indiretti, nonchè difficoltà organizzative dipendenti dall’implementazione hobbystica dell’infrastruttura da parte della PA a distanza di quasi due anni dalla prima partenza annunciata.
    Per quanto riguarda le ecomafie ricordo che le stesse sono interessate solo parzialmente dal SISTRI il cui unico scopo é controllare le persone oneste e non i delinquenti.
    Mi sembra ovvio che se trasporto un carico di scorie tossiche utilizzo un camion frigorifero del latte e non certamente un mezzo per il trasporto dei rifiuti regolarmente autorizzato.
    Ritengo che la sua soppressione sia effettivamente un aiuto a carico dell’economia e delle aziende laddove elimina un inutile spesa.
    Ritengo inoltre che la maggior parte delle ditte oneste accolga con felicità la sua soppressione non rimpiangendo a questo punto i soldi sprecati nel frattempo in vista dei soldi risparmiati per il futuro.
    Ritenendo comunque che le mie siano solo “impressioni” ricavate dalla sola esperienza sul campo, sicuramente inferiore alla sua (e non è una battuta), le chiedo, se lo ritiene il caso, di voler indicare studi e cifre a sostegno della sua tesi, anche tramite semplici link, nell’ottica di una mia personale crescita.

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