Vi sottopongo una breve riflessione controcorrente, forse impopolare, ma su cui credo sia importante riflettere, al di là degli importanti vantaggi che potrebbe portare ai singoli.

L’articolo 27 del decreto Tremonti (ora decreto legge 6 luglio 2011 n. 98) punta sulla rimodulazione e concentrazione degli incentivi fiscali con lo scopo di favorire la costituzione di nuove imprese o di nuove attività professionali ad opera di giovani o di chi ha perso il posto di lavoro.

Dal 2012 il regime dei minimi e quello delle nuove attività produttive saranno sostituiti da un unico regime che prevede una imposta sostitutiva che scenderà dal 20 al 5%, ma si applicherà solo per cinque anni e sarà limitato alle start up avviate da ‘nuovi’ imprenditori a partire dal 2007.


Chi segue la mia attività on line sa quanto ci siamo impegnati per diffondere la guida al regime dei contribuenti minimi e quanto ne abbiamo sottolineato i vantaggi (tra cui non aver bisogno del commercialista).

Oggi, i regimi agevolati vengono riformati e concentrati in un unico regime con imposizione al 5%.

Mi chiedo quanto gioire per una agevolazione (che pare francamente eccessiva) e quanto preoccuparsi di una logica distorsiva del mercato (il tuo potenziale concorrente non paga imposte, tu sì).

Il regime dei minimi inoltre, aveva aiutato all’emersione dei redditi di dipendenti e pensionati con un secondo lavoro. E l’aliquota del 20% era sì agevolata, ma ritenuta comunque equa dai più.

Sotto, riporto l’articolo 27 della manovra.

(…)

Art. 27 Regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità

1. Per favorire la costituzione di nuove imprese da parte di giovani ovvero di coloro che perdono il lavoro e, inoltre, per favorire la costituzione di nuove imprese, gli attuali regimi forfettari sono riformati e concentrati in funzione di questi obiettivi. Conseguentemente, a partire dal 1° gennaio 2012, il regime di cui all’articolo 1, commi da 96 a 117 della legge 24 dicembre 2007, n. 244, si applica, per il periodo d’imposta in cui l’attività è iniziata e per i quattro successivi, esclusivamente alle persone fisiche:

a) che intraprendono un’attività d’impresa, arte o professione;

b) che l’hanno intrapresa successivamente al 31 dicembre 2007. L’imposta sostitutiva dell’imposta sui redditi e delle addizionali regionali e comunali prevista dal comma 105 dell’articolo 1 della legge n. 244 del 24 dicembre 2007 è ridotta al 5 per cento.

2. Il beneficio di cui al comma 1 è riconosciuto a condizione che:

a) il contribuente non abbia esercitato, nei tre anni precedenti l’inizio dell’attività di cui al comma 1, attività artistica, professionale ovvero d’impresa, anche in forma associata o familiare;

b) l’attività da esercitare non costituisca, in nessun modo, mera prosecuzione di altra attività precedentemente svolta sotto forma di lavoro dipendente o autonomo, escluso il caso in cui l’attività precedentemente svolta consista nel periodo di pratica obbligatoria ai fini dell’esercizio di arti o professioni;

c) qualora venga proseguita un’attività d’impresa svolta in precedenza da altro soggetto, l’ammontare dei relativi ricavi, realizzati nel periodo d’imposta precedente quello di riconoscimento del predetto beneficio, non sia superiore a 30.000 euro.

3. Coloro che, per effetto delle disposizioni di cui al comma 1, pur avendo le caratteristiche di cui ai commi 96 e 99 dell’articolo 1 della legge 24 dicembre 2007, n. 244, non possono beneficiare del regime semplificato per i contribuenti minimi ovvero ne fuoriescono, fermi restando l’obbligo di conservare, ai sensi dell’articolo 22 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e successive modificazioni, i documenti ricevuti ed emessi e, se prescritti, gli obblighi di fatturazione e di certificazione dei corrispettivi, sono esonerati dagli obblighi di registrazione e di tenuta delle scritture contabili, rilevanti ai fini delle imposte dirette e dell’imposta sul valore aggiunto, nonché dalle liquidazioni e dai versamenti periodici rilevanti ai fini dell’IVA previsti dal decreto del Presidente della Repubblica 23 marzo 1998, n. 100. I soggetti di cui al periodo precedente sono altresì esenti dall’imposta regionale sulle attività produttive di cui al decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446.

4. Il regime di cui al comma 3 cessa di avere applicazione dall’anno successivo a quello in cui viene meno una della condizioni di cui al comma 96 ovvero si verifica una delle fattispecie indicate al comma 99 dell’articolo 1 della legge 24 dicembre 2007, n. 244.

5. I soggetti di cui al comma 3 possono optare per l’applicazione del regime contabile ordinario. L’opzione, valida per almeno un triennio, è comunicata con la prima dichiarazione annuale da presentare successivamente alla scelta operata. Trascorso il periodo minimo di permanenza nel regime ordinario, l’opzione resta valida per ciascun anno successivo, fino a quando permane la concreta applicazione della scelta operata.

6. Con uno o più provvedimenti del direttore dell’Agenzia delle entrate sono dettate le disposizioni necessarie per l’attuazione dei commi precedenti.

7. Il primo e il secondo periodo del comma 117 dell’art. 1 della legge 24 dicembre 2007, n. 244 sono soppressi. Al terzo periodo le parole “Ai fini dell’applicazione delle disposizioni del periodo precedente,” sono soppresse.


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10 COMMENTI

  1. ciao a tutti

    mi servirebbe un aiuto ; sto per andare in mobilità e vorrei aprire una partita iva come fabbro visto che è il mio primo mestiere e mai trascurato. sono stato dal commercialista per chiarimenti su questo regime dei minimi e mi ha illustrato una spesa annua di 3000 per l’inps, 500 per l’inail , 1200 per lui per la parte contabile e poi non so quale altra spesa.. in poche parole mi ha detto che devo calcolare sui 6000 euro annui di spese fisse. forse comprende anche il 5 %di tasse sul netto.
    sapete dirmi se la dritta è giusta? non è un pò troppo visti che all’inizio per mettersi in riga richiede un pò di tempo, anche perchè , se il regime prevede il massimo di 30.000 le tasse sono di 6000 le spese di materiale in base ai 30.000 saranno il 50% , che rimane dal tutto?
    grazie anticipatamente

  2. Salve sono un architetto e su consiglio del mio commercialista ho scelto di aprire p.iva con regime dei minimi.
    Sono socia di minoranza di una srl non trasparente da cui però non ho mai ricavato nessun guadagno.
    Dall’ultimo anno non rientro più nel consiglio di amministrazione e tra l’altro negli ultimi 3 anni questa srl non ha prodotto nessun fatturato.
    Vorrei sapere se questa mia situazione mi preclude la possibilità di usufruire del regime dei minimi.
    Grazie

  3. Salve ii volevo solo commentare questo: sono una libera professionista e esercito la mia attivita’ di estetista , e da c/a 2 anni ho ditta individuale, finora sono rientrata e sono nel regime dei minimi, e ho 34 anni, dall’anno prossimo in poi cosa’ succedera’ al mio 35anno di eta’? Premetto che io al momento non supero i 30mila euro annui! Cosa fare? Smettere o continuare? Vista la condizione di mercato attuale? Che futuro potra’ offrirmi lo stato per la mia attuale situazione? …………..grazie anticipatamente di una vostra risposta!………cordiali saluti……..

  4. per dirla in breve il vantaggio è tutto per l’erario: è proprio nei primi anni di attività che si sostengono le spese strutturali piu’ importanti (vedi autovetture, mobili ed arredi, computers etc..a secondo dell’attività) e l’erario cosa fa? ti rende l’iva indetraibile, cioè ti rimane sul groppone. si però ti tassano al 5% (dirà qualcuno del governo) , bene a conti fatti tra oneri deducibili, detraibilità irpef per reddito d’impresa o lav.autonomo e visto che i fatturati i primi anni non sono di solito alti comunque si paghereebero poche tasse nel sistema ordinario. dunque quale sarebbe il vantaggio per i piccol contrbuenti? (L’irap non la tocchiamo chè con la deduzione base prevista (circa 9.500€) comunque si pagherebbe poco. l’esclusione da studi di settore? ma nn stimo parlando di attività marginali che n dovrebbero essere escluse?
    saluti e speriamo in un ravvedimento almeno da parte del D.G. dell’Entrate con le sue circolari….

  5. Un conoscente ha aperto una p.i. come libero professionista alla fine del 2010. Dacché ne aveva tutti i requisiti è sinora rientrato nel “vecchio” regime dei minimi: in sostanza, non ha obbligo di studi di settore e ha sostituito iva, irpef e irap con il noto “forfettone” del 20 per cento.
    A partire da gennaio 2012, migrerà automaticamente al “nuovo” regime dei minimi, mantenendo dunque le medesime condizione, ma con un “forfettone” del 5 per cento? E, in quel caso, cosa accadrà dopo 5 anni?
    C’è da aggiungere che trattasi di persona che ha abbondantemente superato i 35 anni di età e che, prima di aprire la su detta p.i. (sino alla prima metà dello stesso 2010), era titolare di una azienda individuale che svolgeva attività almeno in parte attinenti alle attività che svolge ora in qualità di libero professionista.
    È dunque da ritenersi escluso dal “nuovo” regime dei minimi o viceversa migra dal “vecchio” al “nuovo” automaticamente? Se ne fosse escluso, sarebbe comunque interessato dal “nuovo regime semplificato” previsto dalla Manovra 2011 o dovrebbe passare all’ordinario?
    Grazie fin d’ora per tutti i chiarimenti che vorrete offrirmi in materia. I miei migliori saluti.

  6. […] La Manovra economica (D.L. 98/2011) ha introdotto all’articolo 27 un regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e per i lavoratori in mobilità (vedi anche l’articolo di Panato). […]

  7. L’imposta al 5% si applicherà anche al vecchio regime agevolato per nuove attività? (10% per i primi tre anni, valido anche per i settori esclusi per legge dalla contribuzione minima)
    Grazie.

  8. I rilievi secondo me sono giusti, ma non ho capito se avendo aperto la p.iva a meno di 35 anni e nel 2009 posso avvantaggiarmi di questa distorsione del mercato per 5 anni successivi ad oggi o per quelli successivi al 2009 e quindi fino al 2014

  9. Le facilitazioni dovrebbero essere riservate esclusivamente alla creazione di nuove imprese. Comprendendo anche le ditte in esercizio da alcuni anni si provoca un notevole danno a tutte quelle create precedentemente. Il rilievo dell’articolista è esatto!

  10. Questa modifica è la rovina per chi ha una giovane partita iva ma pre 2007. Il lavoro non c’è, le tasse e le addizionali varie per mantenere la cloaca parassita sono sempre piu’ alte.
    Rientrare in regime ordinario, purtroppo, ti costringe al nero o all’elusione fiscale.
    Lo dico con rammarico ma ripeto, purtroppo è l’unica strada per sopravvivere. Se è questo che vogliono, questo avranno!

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