La Corte costituzionale ha giudicato ammissibile, con un sì unanime, il referendum sul nucleare.

Sventata la pantomima del governo, finalmente siamo certi che, domenica 12 e lunedì 13 giugno, saranno gli italiani a decidere le sorti del nucleare.

L’Italia, per recuperare il tempo perduto, si colora di mille iniziative informative. Anche noi cercheremo, con parole semplici, di capire cosa ci verrà chiesto e quale significato verrà attribuito al nostro voto.


Il quesito è uguale a quello formulato, lo scorso 30 maggio, dalla Corte di Cassazione.

Pertanto, sulla scheda di colore grigio, leggeremo:

Abrogazione delle nuove norme che consentono la produzione nel territorio nazionale di energia elettrica nucleare.

Volete che siano abrogati i commi 1 e 8 dell’articolo 5 del dl 31/03/2011 n. 34 convertito con modificazioni dalla legge 26/05/2011 n. 75?”.

Data la natura della consultazione, all’elettore verrà chiesto di pronunciarsi, con un SÌ o con un NO, sull’abrogazione di una norma giuridica. Nel caso del nucleare, il nostro punto di vista viene chiesto con riferimento al contenuto dell’art. 5, comma 1 e 8, del decreto legge n. 34 del 2011. Di questi commi abbiamo già parlato.

In sintesi.

il comma 1 consente la costruzione di centrali nucleari, una volta acquisite le “ulteriori evidenze scientifiche” relative alla sicurezza e tenendo conto dello sviluppo tecnologico del settore.

Il comma 8 prevede l’adozione della strategia energetica nazionale, incluso il rilancio del nucleare, attraverso una decisione del Consiglio dei ministri, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano e previo parere delle competenti Commissioni parlamentari.

Quindi, giorno 12 e 13 giugno, agli italiani verrà fatta la seguente domanda: volete eliminare dall’ordinamento giuridico le nuove norme che consentono di realizzare centrali nucleari nel territorio italiano?

Dovrà rispondere SÌ, chi vuole che le recenti norme relative al programma di energia nucleare vengano rimosse. Dovrà rispondere NO chi vuole che le norme relative al programma di energia nucleare rimangano in vigore. In altre parole: chi è contrario al ritorno al nucleare, per abrogare la norma che lo prevede, dovrà tracciare un segno sul SÌ; chi, di contro, è favorevole al nucleare, per mantenere in vita la norma che lo prevede, dovrà tracciare un segno sul NO.

Votare ci consente di partecipare attivamente alla vita democratica. Per detta ragione, la nostra Costituzione, all’art. 48, comma 2, ha considerato l’esercizio del voto un dovere civico.

Il referendum, poi, essendo il più diretto strumento di partecipazione alla vita delle istituzioni democratiche, rende un popolo sovrano. La sovranità risiede nel popolo, ma il popolo la deve esercitare.


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4 COMMENTI

  1. Bisogna andare a votare, a tutti i costi. Il Governo ha cercato di strapparci in tutti i modi la possibilità di andare a votare anche negli stessi istanti in cui, rendendosi amorevole e tollerante, comunicava al popolo che qualsiasi cosa avesse potuto mai decidere sarebbe stata ben accetta. Non ricordo cose simili, eppure di anni ne ho accumulati. Io sono per il sì e mi fa piacere trovare nella mia buca delle lettere i volantini informativi preparati da ragazzi che credono in quello che fanno. Votare è civiltà, ammassiamoci alle porte delle sezioni! Ciao

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