Condannato il padrone che aveva abbandonato il suo cane e che è stato identificato tramite il microchip sull’animale.

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“Slurp, slurp, slurp … Stavolta l’ho fregato io quel fetentone che pensava  di  avere trovato Diana la Dea della caccia, e poi mi ha mandato a fare in …. quando ha visto che non prendevo un becco di un coniglio”.


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Questo il commento di Jimmi – non sappiamo il suo vero nome ma lo chiamiamo così perché ci piace – alla lettura della sentenza emessa dalla Terza Sezione  Penale della  Corte di Cassazione, n. 18892/2011 R.Gen, depositata lo scorso 13 maggio.

I Giudici di Legittimità hanno confermato la condanna del proprietario del cane, ritenendolo pienamente colpevole del delitto di abbandono di animali ex art. 727 cod. pen..

L’animale, “lasciato al suo destino” dal proprietario cacciatore, era stato ritrovato in condizioni di avanzatissima denutrizione.

Salvato da un “angelo” di passaggio è stato portato da un veterinario il quale, scoperto il microchip, ha prontamente collaborato per risalire al padrone- traditore.

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Nella conferenza stampa tenuta al Tiger Club tra gli amici fidati – Margherita la gatta certosina di Liliana Pantaleo, Bonny il pappagallo di Marco Visconti, Zenit di Valleverde il cavallo dell’avv. Simonazzi, Ryan il serpente indiano di quello sconclusionato di Gianni Cacaci – Jimmi ha comunicato radioso: “Pensavano forse che il RIS di Parma o le prove scientifiche dei telefilm servissero solo per gli uomini?  E no carini, è arrivato  il momento che il progresso si faccia avanti anche per noi. Ragazzi  è l’inizio di una grande era!”.

Coro di applausi ed immediato il commento di Zenit: “meno male che è uscita fuori ‘sta storia del microchip, ce l’aveva anche mia madre e solo così è riuscita a salvarsi dal tentato furto di quelli del circo”.

Cavoli amari, purtroppo, per Ryan. In India non si usano certe cose e lui non riesce proprio a darsi pace. Da quando è arrivato in Italia non gli bastano 20 pasticche di valeriane al giorno, e la cosa grave è che gli è venuta anche l’amnesia retrograda. Ricorda solo che era spaparanzato al sole, che si è sentito una corda attorno al collo, poi una botta in testa, poi il buio più totale, poi si è ritrovato in un sottoscala di cemento armato.

… freddo cane (ca… che gaffe! scusa Jimmi) ed i reumatismi gli stanno triturando sino all’ultima molecola cerebrale … arriva anche a dire di essersi affezionato al Cacaci … secondo Bonny è completamente andato….

Forse nel suo caso l’unica speranza sarebbe stata un satellitare sulla nave d’imbarco. Sogni ad occhi aperti, perché di tornare a casa non se ne parla proprio…

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Bene.
Il gaudio o la mestizia saranno animalesche, ma le riflessioni serie spettano a noi umani.

Parliamo delle pene per questo tipo di reato: sia il caso dell’abbandono di Jimmi che quello della detenzione di Ryan sono previsti e puniti dall’art. 727 del codice penale con una ammenda che prevede l’arresto o l’ammenda (dunque si tratta di fattispecie oblabile) da € 1.000 a € 10.000.000. Normalmente non si supera il minimo.

V’è, a questo punto da chiedersi: 1000 euro di contravvenzione possono ritenersi una pena congrua nei confronti di chi abbandona un animale in autostrada sapendo con certezza che sarà schiacciato da un Tir, o lo lega ad un palo senza acqua e cibo per farlo morire d’inedia e di sete, o lo chiude in uno spazio di mezzo metro al buio e con una ciotola di cibo una volta la settimana, o lo incatena con un filo di ferro lungo 30 centimetri, o tiene in casa animali esotici in stato di inaudita sofferenza fisica per il puro gusto del trendy?

Si è mai pensato che la crudeltà che oggi potrebbe colpire un animale domani potrebbe avere di mira un uomo?

Se è vero che l’attitudine a delinquere è data, anche, dall’animo più o meno cattivo dell’uomo – e su questo possiamo serenamente essere d’accordo senza necessità di andare a scomodare Cesare Lombroso – dovremmo riflettere su quanto possano essere pericolose per la collettività le condotte malvagie fini a sé stesse, quelle incomprensibili  e gratuite proprio perché esercitate su esseri indifesi  ed inermi, quelle stupide ed illogiche.

L’irrazionalità dell’uomo è una dinamite cui basta agganciare una piccola miccia per fare esplodere  la peggiore delle reazioni a catena.

La violenza, i soprusi e l’arroganza fisica andrebbero punite sempre – come fatti criminogenetici di cui la società civile deve avere paura e salvaguardarsi – con sanzioni adeguate al rischio ed alla pericolosità insite nelle stesse condotte.

Per fortuna il Legislatore ha iniziato a capire tutto questo e dunque inserito nel codice penale – attraverso la L. 20 luglio 2004 n.189 – alcune fattispecie di reato a carattere strettamente delittuoso: l’uccisione di animali, l’organizzazione e la promozione di spettacoli o competizioni che comportino sevizie e combattimenti animali, soprattutto il “maltrattamento di animali”  ex art. 544 ter c.p.

… penso al video che sta facendo il giro di tutto il web in questi giorni, al cagnolino su cui è stato buttato l’acido addosso, e non riesco a sedare l’a-giuridico desiderio della legge del taglione ….

Va bè. Basta pensieri tristi.

Adesso festeggiamo con gioia l’apertura, a Parma, della Prima Sede Europea della Camera Arbitrale dei diritti degli animali.

I lavori dovrebbero avere inizio  il prossimo settembre.

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Che meraviglia: un Tribunale tutto per noi, e gli animalisti inizino a stappare le bottiglie di champagne e ad aprire le danze …. !


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15 COMMENTI

  1. […] rara che il “generoso” sia individuato e punito (il caso di cui abbiamo parlato nel pezzo “L’estate sta arrivando … è ora di abbandonare gli animali?” – pubblicato lo scorso 29 maggio – è l’eccezione che conferma  la regola […]

  2. Non è degno di essere chiamato tale, un uomo che abbandona gli animali.
    Non sono giocattoli che si comprano e quando ci stufiamo li abbandoniamo.
    Anche loro hanno sentimenti, sono gli unici che danno amore senza chiedere nulla in cambio, gli unici che non tradirebbero il proprio padrone neanche quando quest’ultimo li maltratta.
    Sono sempre al nostro fianco e ci proteggono quando serve, e coloro che ritengono di appartenere al genere Homo Sapiens, esseri evoluti ed intelligenti, non si mostrano tali.
    Sono indignata per tutto il male che alcuni esseri umani sono capaci di fare agli animali.
    Per fortuna esistono tante persone che fanno sentire la loro voce.
    Grandissima e strepitosa Fransina

  3. La ringrazio, avv. Pasetto, per l’importante sottolineatura. E’ assolutamente vero quanto dice lei, la crudeltà nei confronti degli animali da carne sovrasta di gran lunga quella nei confronti degli animali domestici. Purtroppo, è veramente difficile trovare un punto di incontro tra chi non è vegetariano, chi lo è, chi non riesce a rinunciare ad una alimentazione a base di carne ma non riesce neanche ad accettare le ulteriori sofferenze oltre la necessaria uccisione per motivi alimentari. E’ un qualcosa di molto più problematico e complesso di quello che si possa dire o immaginare….

  4. Mi fa piacere che i reati a danno di animali suscitino interesse e plauso per le condanne. Non dimentichiamo mai, però, che a soffrire e a meritar tutela non sono solo cani e gatti, ma anche quei milioni di animali che gli esseri umani “conoscono” sotto forma di grigliata, o di borsa, o di calzature. Non c’è differenza fra lo strazio che subisce un vitello nella sua, per fortuna, breve vita, ed un cane maltrattato, spesso dal suo proprietario. 8 anni fa ho seguito, per conto della LAV, un processo a carico di un autotrasportatore olandese che ha provocato la morte, fra atroci sofferenze, di quaranta maiali a cui, con temperature tropicali, non è stato concesso il bene di una sosta dopo 38 ore di viaggio, conclusosi perchè il camion fu fermato dalla polizia. Quel che è accaduto non è l’eccezione, ma la regola.. Quindi, ciascuno di noi, sensibile alla sofferenza altrui, dovrebbe comprendere che, in prima persona, possiamo cambiare le cose, diventando vegetariani.

  5. Conosco l’amore di Franzina per la specie animale (… i suoi cavalli, … i suoi cani), che eguaglia, se non supera, quello per la specie umana (… i suoi malati, … i suoi poveri, ma anche … i suoi assistiti professionali), per cui non mi meraviglio della sua attenzione, da giurista, a tutta la produzione giurisprudenziale che possa riguardare in qualche modo quel mondo …

  6. Finalmente un diritto, ed un modo di scrivere il diritto, semplice, comprensibile, ironico, ma nello stesso tempo giuridicamente affidabile!

  7. Brava! Bisogna far sapere che le nuove norme, che tutelano gli animali dai maltrattamenti e dagli abbandoni, sono in vigore e prevedono pene salatissime. Quello che manca infatti è spesso la diffusione di queste notizie, poiché, a parte i primi articoli sensazionalistici al principio della stagione estiva, nessuno spiega come stanno effettivamente le cose e quali sono le sanzioni per chi bastona un gatto, per chi lega un cane ad un paracarro dell’autostrada o per chi getta animali pericolosi nelle fogne

  8. Mi complimento con l’autrice, che spesso “pennella” questa Rivista con tocchi di saggezza giuridica misti a profonda umanità. Spesso noi cultori del diritto dimentichiamo che sotto ad ogni problematica o controversia giuridica, c’è un dramma o comunque un problema umano, che necessita non solo la forza della spada della Giustizia, ma anche un momento di riflessione psicologica, apparentemente scevra ed avulsa dal tecnicismo che – ovviamente – richiede l’argomento.
    Ho notato spesso – con piacere – che la collega Franzina Bilardo ci sottopone argomenti sicuramente giuridici e di forte attualità, per condurci poi per mano con tono più leggero verso riflessioni sull’animo umano e sulle sue vicende, in modo critico ed intelligente, oltrechè ironico.
    Tutto il mio plauso quindi a questo tipo di interventi che rendono più allettante l’aggiornamento professionale per noi avvocati, mantenendo un taglio sempre scientifico (cioè basato su norme e precedenti giurisprudenziali) e critico, seppur con qualche concessione anche ad un discorrere apparentemente più leggero.
    Lancio una sfida alla penna della Collega: ogni tanto ci parli anche delle odierne vicende di cronaca giudiziaria, per spiegare con la correttezza ed il garbo che la connotano, qualcosa in più rispetto a quello che ci propongono tanti talk show, sicuramente discutibili per la loro dedizione al puro “pettegolezzo”. Buon lavoro

  9. Sono felice che qualcuno abbia, finalmente e giustamente, pensato ai nostri amici quadrupedi. Credo che l’abbandono degli animali sia una vera crudeltà, chi è capace di compiere questo gesto non dovrebbe essere considerato un essere umano

  10. Era ora che si intervenisse seriamente sulla questione! Condivido pienamente il contenuto dell’articolo. Chi non rispetta un animale, che ha deciso di accudire in un primo tempo per disinteressarsene dopo fino ad abbandonarlo, non rispetta sè stesso nè è in grado di rispettare gli altri. Forse non tutti comprendono che un animale non è un oggetto da utilizzare a proprio piacimento, da chiudere nella gabbia del cieco egoismo umano. Un animale, qualsiasi animale, cane, gatto, uccellino, tartaruga, di razza e non, è un essere che nasce, vive, muore al pari dell’uomo. Molti dimenticano il cantico delle creature di S. Francesco, studiato sui banchi di scuola, la commozione che suscitava quello smisurato amore del Santo verso tutto il creato. Perchè in molti casi crescendo si dimenticano quelle innocenti, profonde e sicuramente vere emozioni?

  11. Ciao,
    sono un cane di tre anni, vi racconto brevemente la mia vita.
    Sono nata da cane Peppe e cane Lilli. Cane Peppe è stato abbandonato, l’hanno legato ad un palo, ed è rimasto per giorni senza mangiare e senza bere, convinto che ormai lo aspettava solo una triste e dolorosissima morte. Poi il lo hanno salvato.
    Cane Lilli è stata maltrattata e dopo abbandonata, sola al suo destino, fino a quando non ha trovato la casa dove viveva cane Peppe, ed è stata adottata anche lei. Poi sono nata io.
    Se cane Peppe e cane Lilli non fossero stati salvati da questa famiglia, io non sarei nata.
    Io sono semplicemente un quadrupede … “non pensano” – si dice – ma vi assicuro che io penso e capisco che chi maltratta me ed i miei simili non è degno di vivere nello stesso mondo in cui vivo io.
    Un cane aggredisce solo per fame, per paura o perché un uomo gli ha insegnato a farlo, diamo solo tanto amore ai nostri padroni, ed abbiamo il diritto di ricevere lo stesso amore.
    Io sono un animale e non ho un’anima -“dicono”- ma chi è capace di abbandonare uno dei miei simili ce l’ha un’ anima?
    Sono felice di sapere che Franzina Bilardo ci ha pensato

  12. Sono pienamente convinta che chi è capace di compiere un gesto simile è altrettanto capace di fare qualsiasi crudeltà. Un animale è una creatura indifesa che si affida a noi, non ci tradirebbe mai, pertanto, merita di ricevere lo stesso amore che ci offre.
    Un animale è come un bambino, se lo adottiamo deve rimanere con noi per sempre.
    Ci sono cani che sono morti per salvare i loro padroni, questo fa riflettere tanto…
    Fare del male ad un essere indifeso è da vigliacchi!

  13. Scandaloso che nel 2011 si parli ancora di questi problemi, o meglio se ne parli troppo poco … motivo per cui ancora accadono queste cose.
    L’abbandono degli animali è un problema che ci deve riguardare tutti da vicino e deve essere una dei primi segni di civiltà, cosa che ad oggi non tutti hanno

  14. cara Franzina,
    siamo accomunati dall’amore per gli animali in generale e quelli domestici in particolare.
    Proprio non si riesce a capire come si faccia ad abbandonare questi nostri fedeli amici i quali ti danno tutto senza chedere mai niente.
    Basta a loro la presenza e una carezza.
    Forse occorrerebbe inibire il possesso a coloro che non dimostrano di poter detenere l’animale domestico.
    Un animale non è un gioco del quale ci si può disfare, ma un amico fidato che non può essere tradito in modo così vigliacco.
    Peraltro mi consola il fatto che se fosse vera la reincarnazione, credendo nella nemesi, spero tanto che nella prossima vita questi vigliacchi facciano la stessa fine, anzi peggiore.

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