Il 15 aprile scorso la consultazione pubblica avviata dal Ministero dello Sviluppo Economico sulla bozza di decreto ministeriale contenente il “Regolamento di attuazione dell’articolo 2 comma 2 del decreto legislativo 26 ottobre 2010, n. 198: recante attuazione della Direttiva 2008/63/CE relativa alla concorrenza sui mercati delle apparecchiature terminali di telecomunicazioni” è finalmente giunta alla sua fase conclusiva.

Come noto, il d.lgs. n. 198/2010 entrato in vigore il 15 dicembre scorso prevede che gli utenti delle reti di comunicazione elettronica sono tenuti ad affidare ad imprese abilitate i lavori di installazione, allacciamento, collaudo e manutenzione delle apparecchiature terminali, ovvero di quelle apparecchiature “allacciate direttamente o indirettamente all’interfaccia di una rete pubblica di telecomunicazioni per trasmettere, trattare o ricevere informazioni”.

In tale contesto, la bozza di decreto attuativo predisposta dal Ministero dello Sviluppo Economico disciplina, come previsto, la procedura per il conseguimento da parte delle imprese coinvolte dell’abilitazione necessaria per poter eseguire i lavori di installazione, allacciamento e collaudo delle apparecchiature di cui al citato d.lgs. n. 198/2010, nonchè i requisiti professionali che dette imprese dovranno possedere per l’ottenimento del titolo abilitativo.


Le modalità di costituzione, di pubblicazione e di aggiornamento dell’elenco delle anzidette imprese, così come le caratteristiche ed i contenuti dell’attestazione che le imprese dovranno rilasciare al committente al termine dei lavori hanno trovato anch’esse una concreta attuazione nel decreto ministeriale.

Di rilevante interesse per tutti gli utenti ed attualmente oggetto di accesi dibattiti è, tuttavia, l’art. 10 della bozza di decreto che disciplina espressamente i casi di esclusione, ovvero quei casi in cui in ragione della semplicità costruttiva e funzionale delle apparecchiature terminali e dei relativi impianti di connessione, gli utenti potranno provvedere autonomamente alle attività di installazione delle apparecchiature stesse.

Secondo quanto espressamente previsto dalla bozza di decreto, tale circostanza potrà realizzarsi solo allorquando “l’impianto interno di comunicazione elettronica, indipendentemente dalla sua complessità e dalla larghezza di banda offerta dall’operatore di rete, ha una capacità non superiore a dieci punti di utilizzo finale e l’allacciamento dell’impianto stesso alla rete pubblica di comunicazione elettronica richiede il solo inserimento del connettore nel relativo punto terminale di rete.

Il solo allacciamento diretto di un terminale ad un punto di utilizzo finale non richiede l’intervento di imprese di cui all’articolo 2, comma 2.”.

Ebbene, la disposizione in questione, non perfettamente chiara nemmeno agli addetti ai lavori, non sembrerebbe escludere che anche per l’installazione e l’allacciamento dei tradizionali router Wi-fi domestici l’utente debba ricorrere alle imprese abilitate, determinando così per quest’ultimo un evidente aggravio di costi e prolungamento dei tempi di esecuzione.

In tale contesto, appare certamente auspicabile che all’esito della consultazione pubblica la bozza di decreto acquisisca una veste definitiva che sia in grado di fornire maggiori dettagli con riferimento alle ipotesi di esclusione per gli utenti dagli obblighi di installazione delle apparecchiature di cui al d.lgs. n. 198/2010.


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8 COMMENTI

  1. […] scorso il Ministero per lo Sviluppo Economico, a distanza di oltre un mese dalla conclusione della consultazione pubblica (avviata il 23 marzo) sulla bozza di decreto ministeriale adottato in attuazione del D.Lgs. […]

  2. Ok,
    e chi come me per lavoro ha bisogno di un router, un firewall due connessioni a internet a casa??
    E se poi volessi scegliere un prodotto diverso?? Magari di qualità maggiore??
    E poi ultima domanda io ho già delle apparecchiature a casa, che tra l’altro già funzionano bene; che devo fare??
    ATTENZIONE, questa è brutta come cosa perchè se io non posso avere il controllo delle mie apparecchiature significa che il controllo lo ha qualcun’altro e quindi addio alla privacy, chi mi dice che il router che mi danno non abbia una sorta di controllo di traffico??
    Sinceramente a me sembra assurdo, che impongano un aiuto esterno per l’installazione di apparecchiature facilmente installabili.
    non so…….

  3. Beata ignoranza !

    Un esempio per tutti: se la configurazione del router wireless, tanto facile da installare, andasse a collidere con le configurazioni dei vicini, disturbando l’accesso wireless, chi lo risolve ?
    Come al solito noi italiani si banalizza tutto, anche quando andiamo dal medico la ricetta molte volte era prevedibile, ma comunque si deve andare dal medico.
    Anche la tecnologia deve essere rispettata come avviene per altre cose nella vita umana.

  4. Bisognerà attendere ancora qualche mese per avere risposte definitive in merito all’ambito di applicazione del decreto ministeriale in questione.
    Al momento esiste solamente una bozza, con riferimento alla quale è appena terminata la procedura di consultazione pubblica avviata dal Ministero dello Sviluppo Economico, ma non si conosce ancora il contenuto definitivo del decreto che entrerà in vigore entro il 15 dicembre 2011.

  5. Salve, mi manca una parte di questa discussione. Supponendo che voglia installare degli access point in una serie di miei negozi, e supponendo che per ogni negozio installi meno di 10 access point che succede? Devo rispettare questo decreto?

  6. Purtroppo SI, ho chiamato l’agenzia del territorio che si occupa di questa cosa e mi hanno detto che il DLG è stato emanato nel 2010, ma mancano i decreti attuativi che dovrebbero uscire fine estate. Il tutto dovrebbe valere per chi ha piu di 10 “punti rete” come li chiamano questi ignoranti. Preparatevi a sborsare una carta da 100 (Premetto esisteva gia un DLG analogo entrato del 1994, ma che ovviamente nessuno rispetta, vista la sua stupidità)

  7. Cioè non ho capito bene, d’ora in poi scompariranno dagli scaffali dei negozi i router i modem ed i sistemi, per collegarsi con internet??

    Non mi posso più scegliere il mio router wifi??

  8. Questo decreto è di dubbia utilità. Mi chiedo cosa si dovrà fare (e quanto si dovrà pagare) per diventare abilitati all’installazione di una rete wireless. Mi sa che d’ora in poi chiunque installerà una nuova linea adsl con il relativo router wireless compreso nell’offerta, dovrà pagare il giusto corrispettivo alle aziende che forniscono la connettività per l’istallazione, cosa che nella maggior parte dei casi nessuno fa, poiché basta semplicemente collegare alla linea telefonica l’apparecchio e inserire l’alimentatore nella presa di corrente. Se per fare questo si deve anche pagare qualcuno e soprattutto attendere che quel qualcuno venga ad installare la linea…

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