E’ agevole constatare come siano sempre più i professionisti che in ambito forense (avvocati, giuristi d’impresa, funzionari e dirigenti pubblici) usano i social networks: Twitter, LinkedIn e Friendfeed stanno diventando siti frequentati quasi quotidianamente, per non parlare dell’onnipresente Facebook. A chi non è capitato di ricevere le richieste di amicizia di colleghi o clienti? Quanti si sono ritrovati a parlare di ciò che era pubblicato sulle rispettive bacheche nelle conversazioni al bar del Tribunale?

L’uso dei social networks può arrecare indubbi vantaggi per l’avvocato, sopratutto in termini di promozione ma anche di aggiornamento professionale; tuttavia, è opportuno che ciascuno valuti come usarli proficuamente, evitando ricadute negative in termini d’immagine e di incorrere in violazioni delle regole deontologiche che si applicano – contrariamente a quanto molti pensano – anche alla presenza on line dell’avvocato (sia per siti e blog sia per i profili sulle community on line).


Una panoramica sull’utilizzo dei social networks in ambito forense non può non iniziare da LinkedIn; si tratta del più popolare sito di networking per professionisti, con 90 milioni di utenti nel mondo (ben 1 milione in Italia).

Lo scopo principale di LinkedIn è consentire agli utenti registrati di costruire un proprio network, una lista di persone conosciute e ritenute affidabili in ambito lavorativo. Le persone nella lista sono definite “connessioni”, ed esse sono in effetti le connessioni di un nodo (l’utente) all’interno della community; l’utente può incrementare il proprio network invitando gli utenti che ritiene interessanti per la propria attività professionale.

Un avvocato, ad esempio, può instaurare relazioni con altri avvocati (ad esempio i domiciliatari), ma può anche connettersi a persone che svolgono altre professioni (che potrebbero avere bisogno di loro), partecipare alle discussione nei gruppi relativi alle materie di attività e lasciare feedback sulle persone con cui ha lavorato.

Tuttavia, anche se il numero di avvocati è in continuo aumento, sono pochi quelli che sfruttano appieno il potenziale di LinkedIn.

Molti non sanno cosa fare oltre a pubblicare un profilo, rispondere agli inviti e, occasionalmente, inviare agli altri dei link; non si preoccupano di fare altro e raramente mantengono i contatti con coloro che appartengono al proprio network.

Sarebbe come andare ad un incontro professionale e raccogliere biglietti da visita, ma non coltivare i contatti e poi aspettarsi occasioni professionali. Allo stesso modo, non si può pretendere di ottenere vantaggi da LinkedIn senza partecipare, seguire e coinvolgere i nostri contatti e seguire le loro attività.

E’ quindi possibile individuare alcuni errori frequenti che si commettono nell’utilizzo di questo social network e che impediscono di sfruttarne appieno le potenzialità:

▪ Non invitare i nostri contatti professionali a connettersi alla nostra rete;

▪ Non personalizzare gli inviti, impedendo alla persona cui scriviamo di ricordarci in che occasione ci siamo conosciuti;

▪ Non personalizzare l’indirizzo della nostra pagina: sarebbe preferibile, infatti, utilizzare il nostro nome e cognome, oppure quello del nostro studio;

▪ Non registrarci ai gruppi che, invece, servono proprio per informarci su quello che sta succedendo nella nostra zona e nei settori di nostra attività;

▪ Non aggiornare il profilo periodicamente, facendo quindi in modo che da esso non si evinca come possiamo aiutare i nostri potenziali clienti;

▪ Non aggiornare il nostro “status”;

▪ Non utilizzare lo strumento delle discussioni per condividere la nostra esperienza e imparare dagli altri;

▪ Non segnalare gli eventi (ad esempio convegni e seminari) cui partecipiamo ed inserire quelli che organizziamo;

▪ Non utilizzare lo strumento delle raccomandazioni;

▪ Non utilizzare la sezione Domande e Risposte, condividendo quello che sappiamo;

▪ Non utilizzare le funzionalità di ricerca per trovare le persone che vogliamo contattare.

Per tutti coloro che, al contrario, volessero usare proficuamente LinkedIn nella propria attività è possibile tracciare alcuni consigli:

1. Compilate il vostro profilo in almeno due lingue … e tenetelo aggiornato!

2. Invitate tutti i vostri contatti a fare parte del vostro network, ma personalizzate gli inviti, ricordando alle persone a cui scrivete in che occasione vi siete conosciuti;

3. Iscrivetevi ai gruppi e partecipate alle discussioni, così avrete modo di dimostrare davvero la vostra competenza ai potenziali clienti;

4. Fate attenzione alla riservatezza vostra e dei vostri clienti, non divulgate informazioni che devono rimanere segrete;

5. Usate LinkedIn per il vostro business, ma facendo attenzione a rispettare sempre le norme deontologiche.

P.S. Il mio profilo LinkedIn è http://it.linkedin.com/in/ernestobelisario ma, se volete aggiungermi al vostro network, scrivetemi perché :-)


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  1. […] provati, i più importanti per un professionista mi sembrano indubbiamente  i conosciutissimi LinkedIn, Twitter e […]

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