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Spesometro 2013, la guida completa sulla comunicazione alle Entrate

Nel mese di aprile arriva la doppia scadenza per lo Spesometro 2013. Dunque, a seguito della proroga allo scorso 31 gennaio per gli invii relativi al 2012, riparte, per i dodici mesi seguenti, uno degli obblighi più pressanti per professionisti e partite Iva in generale, ossia quello di comunicare le operazioni ai fini di Iva all’Agenzia delle Entrate.

Inizialmente previsto per lo scorso novembre, lo spesometro 2012 aveva infatti conosciuto, a pochissime ore dal termine ultimo per la presentazione delle dichiarazioni, una proroga tardiva, anche se ampiamente annunciata dopo le numerosissime proteste degli studi contabili in merito alle modalità di compilazione e di inserimento dati tutt’altro che chiare.

Così, le Entrate avevano concesso quasi tre mesi in più agli studi contabili, per consentire a tutti di aggiornarsi e di ricorrere allo strumento preferito per la comunicazione dei dati richiesti e, a distanza di altri tre mesi, tocca già all’iter delle comunicazioni per l’anno passato.

Vai alle Faq definitive dell’Agenzia delle Entrate

 

Cos’è lo spesometro

Viene istituito con il decreto 78/2010 come comunicazione obbligatoria ai fini di IVa all’Agenzia delle Entrate. Per il primo anno, vengono richieste solo le operazioni al di sopra dei 25mila euro, mentre, per il secondo, si passa a 3mila e 600. Si tratta di una parte della comunicazione polivalente, la quale comprende anche le operazioni legate al turismo, sugli acquisti effettuati da operatori nella Repubblica di San Marino e quelle poste in essere con controparti o residenti o domiciliate in Paesi nella cosiddetta “black list”, come da decreto del 21 novembre 2001.

 

Cosa comunicare con lo spesometro

Queste sono le operazioni obbligatoriamente da inserire nella comunicazione relativa allo spesometro:

_ cessioni di beni e prestazioni di servizi rese e ricevute per le quali c’è obbligo di emissione della fattura, indipendentemente dall’importo

_ cessioni di beni e le prestazioni di servizi rese e ricevute per le quali non c’è l’obbligo di emissione della fattura, se l’importo unitario dell’operazione è pari o superiore a 3.600 euro al lordo dell’Iva

_ le operazioni in contanti legate al turismo di importo pari o superiore a mille euro, effettuate da chi esercita commercio al minuto e attività assimilate, o da agenzie di viaggi e turismo nei confronti delle persone fisiche di cittadinanza diversa da quella italiana e comunque diversa da quella di uno dei paesi dell’Unione europea

 

Cosa non si deve comunicare nello spesometro

Queste, invece, sono alcune delle operazioni che non vanno incluse nelle informazioni sullo spesometro all’Agenzia delle Entrate:

importazioni, le esportazioni di cui all’articolo 8, comma 1, lettere a) e b) del DPR 633/1972

_ operazioni finanziarie esenti da IVA ai sensi dell’art. 10 DPR 633/72 in quanto già comunicate all’Archivio dei rapporti;

_ operazioni intracomunitarie, già comunicate nei modelli INTRASTAT;

_ i rapporti e le operazioni di tipo finanziario effettuate tra compagnie di assicurazione;

_ passaggi interni di beni fra attività separate.

 

Chi non deve presentare lo spesometro

_ i contribuenti che si avvalgono del regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità

_ lo Stato, le regioni, le province, i comuni e gli altri organismi di diritto pubblico, nell’ambito delle attività istituzionali diverse da quelle previste dall’art. 4 del DPR n. 633/72.

 

Come compilare lo spesometro

Esistono due modalità distinte di compilazione dello spesometro, ciascuna di esse vincolante per il periodo d’imposta:

_ modalità analitica, cioè relativa ai i totali per ciascuna operazione posta in essere sia essa attiva o passiva

_ modalità aggregata, sui totali delle operazioni attive e delle operazioni passive effettuate con una stessa controparte, distinte per tipologia, con la sola eccezione delle operazioni di noleggio e leasing. Vengono altresì escluse le note di variazione ex art. 26, DPR 633/72, e le operazioni attive realizzate nei confronti di soggetti non residenti.

Possibile anche compilare il modello online: QUI TUTTE LE ISTRUZIONI

Vai alla guida completa sulla compilazione dello spesometro

 

Quali sono le sanzioni vigenti

Trattandosi di una comunicazione, e non di una dichiarazione, la regola generale, sottolineano gli esperti, rimane quella all’art. 11, Dlgs. 471/97 e cioé:

in caso di dati incompleti o errati, o per il mancato invio entro i termini stabiliti l’ammontare della sanzione varia da 258 a 2.065 euro.

Le Faq, comunque, hanno specificato che “tenuto conto del carattere di novità degli adempimenti in esame ed in considerazione della complessità tecnica connessa alla predisposizione di specifici strumenti informatici necessari per la gestione di tali novità si ritiene che, in sede di prima applicazione, i soggetti interessati incontrino obiettive difficoltà che non permettono gli adempimenti comunicativi nei termini ordinariamente previsti.”

Ciò ha dunque escluso la possibilità di applicare sanzioni o provvedimenti a coloro che rispetteranno la data di proroga del 31 gennaio. Lo stesso accadrà per chi integri o sostituisca le comunicazioni già effettuate a ridosso della scadenza poi slitatta di novembre.

 

E infine…

Rimane possibile accedere all’istituto del ravvedimento operoso, per sanare eventuali irregolarità commesse nell’invio dello spesometro.

Ciò consentirà di accedere alla sanzione minima ridotta a 86 euro dagli iniziali 258. In tal caso, si dovrà compilare il modello F24, inserendo come codice tributo 8911, menttendo come anno di riferimento 2013 e come importo 86 euro.

Spesometro 2014 sull’anno fiscale 2013

Le scadenze già in programma, sono quelle del 10 aprile per i contribuenti mensili, e del 20 aprile per tutti gli altri

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Qui la guida ufficiale:

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