cumulo lavoro pubblico e privato

A differenza del Pubblico Impiego, in cui i dipendenti con rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato non possono svolgere altra attività lavorativa se non nei limiti previsti dall’art. 53 del d.lgs n. 165/2001 – quale postulato del principio costituzionale di esclusività alla Nazione – e, comunque, previa espressa autorizzazione del datore di lavoro, nel settore privato non è previsto il divieto di cumulare due diversi moduli lavorativi.

Tuttavia l’obbligo di fedeltà a carico del lavoratore subordinato ha un contenuto più ampio di quello risultante dall’art. 2105 del Codice civile, dovendo integrarsi con gli arti. 1175 e 1375, che impongono correttezza e buona fede anche nei comportamenti extra-lavorativi, necessariamente tali da non danneggiare il datore di lavoro.

Ciò significa, ad esempio, che l’eventuale attività lavorativa e/o professionale extra-moenia dovrà svolgersi in un contesto neanche potenzialmente in conflitto con quello per il quale presta la sua opera principale, pena il rischio di vedersi comminare sanzioni disciplinari che, nel peggiore dei casi, portano anche al licenziamento.

Cumulo di attività in organizzazioni associative di volontariato: come funziona?

Diversa è la questione del cumulo di attività in organizzazioni associative di volontariato esercitate non in forza di un rapporto di lavoro ma per l’adesione ai principi ideali contenuti nei rispettivi statuti. In questa fattispecie nessuna norma impedisce la contestuale adesione a più organizzazioni del c.d Terzo settore, atteso il comune fine sociale e non lucrativo, tuttavia nulla vieta all’autonomia statutaria di contemplare ipotesi di esclusività di adesione a moduli associativi che perseguono le medesimi finalità.

In tale contesto è opportuno, al momento della richiesta di adesione ad una Associazione, in uno ad una preventiva lettura di statuti e codici etici, dichiarare l’eventuale status di collaboratore a qualsiasi titolo, componente di organo di governo, componente di organo di controllo e vigilanza e anche di semplice associato in altra Organizzazione, al fine di consentire una valutazione ex-ante dell’assenza di cause d’incompatibilità o di conflittualità.

Medesima avvertenza dovrà essere curata nel caso di sopravvenuti incarichi o adesioni extra-moenia. Questo eviterà spiacevoli imbarazzi, riducendone drasticamente la degenerazione in contenziosi.


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Massimo Greco
Sono un Funzionario Direttivo della Regione Siciliana, laureato in Scienze Politiche, che opera nel campo delle politiche pubbliche da 25 anni. Lo faccio quotidianamente nell’esercizio della funzione che esercito in seno alla Soprintendenza BB.CC.AA di Enna. L'ho fatto per 20 anni anche nella qualità di Consigliere Provinciale e di Presidente del Consiglio Provinciale di Enna. E poiché l’esperienza professionale che ho maturato sul campo presentava evidenti lacune sotto il profilo dell’approfondimento e della ricerca scientifica dei temi periodicamente trattati, ho deciso di chiedere il supporto dell’Università Kore di Enna nella quale ho collaborato per diversi anni come Cultore di Politiche pubbliche e di Diritto Pubblico. Da qui lo stimolo costante a studiare i fenomeni delle politiche pubbliche, con particolare riferimento alla fase decisoria, attraverso l’elaborazione e pubblicazione di saggi aperti al confronto, finalizzati a monitorare le dinamiche dei poteri pubblici e, pertanto, ad apprezzare il livello qualitativo del sistema democratico.

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