di Claudio Orsi

Si inizia con questo scritto una serie di interventi che hanno lo scopo di illustrare il funzionamento dell’esame di Stato per l’abilitazione alla professione di dottore commercialista: in particolare, nel seguito verranno evidenziati i requisiti di accesso e gli aspetti organizzativi, mentre in successivi passaggi saranno analizzate le modalità pratiche di svolgimento delle prove d’esame e, infine, saranno forniti consigli di carattere operativo, che si sperano utili per i candidati.

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Chi può essere ammesso all’esame?

Partiamo dal fatto che possono essere ammessi all’esame per dottore commercialista solo coloro che, in possesso delle lauree contemplate dalla normativa, hanno già completato, alla data di inizio della sessione di esame, il loro periodo di “tirocinio” presso un dottore commercialista già abilitato.

Quali requisiti bisogna possedere?

Più nel dettaglio, da un lato, quindi, è necessario essere in possesso, alternativamente:

  • di una delle seguenti lauree conseguite secondo l’ordinamento previgente al D.M. 509/1999:
  • Economia;
  • Economia e Commercio;
  • Economia Aziendale;
  • Economia Bancaria;
  • Economia Politica;
  • Economia Assicurativa e previdenziale;
  • Economia delle istituzioni e dei mercati finanziari;
  • Economia delle amministrazioni pubbliche e delle istituzioni internazionali;
  • Economia del commercio internazionale e dei mercati valutari;
  • Economia marittima e dei trasporti;
  • Scienze economico-marittime;
  • Economia ambientale;
  • Economia industriale;
  • Economia e legislazione per l’impresa;
  • Economia del turismo;
  • Scienze economico-bancarie;
  • Scienze economiche e sociali;
  • Discipline economiche e sociali;
  • di una laurea specialistica di secondo livello in Scienze dell’Economia (classe 64/S) o in Scienze Economico-aziendali (classe 84/S);
  • di una laurea magistrale in Scienze dell’Economia (lauree in: Economia e diritto, Economics, Economia e politica economica), in Scienze Economico-aziendali (lauree in: Direzione aziendale, Economia e professione) o Amministrazione e controllo d’impresa, ovvero Amministrazione e Revisione Aziendale.

Non è quindi necessaria una laurea di stampo strettamente “economico”, in quanto la fase di “preselezione” del candidato è sostanzialmente affidata, nei fatti, al periodo di praticantato: il periodo di tirocinio pratico presso lo studio di un dottore commercialista, inizialmente fissato in tre anni dalla L. 206/1972, è attualmente stato ridotto a diciotto mesi dalla L. 137/2012; speciali norme transitorie sono state inoltre previste per chi abbia già iniziato prima dell’entrata in vigore del decreto 139/2005, o terminato entro il 31 dicembre 2007, il tirocinio.

Come verrà svolto l’esame di abilitazione?

Per lo svolgimento dell’esame di abilitazione all’esercizio della professione di dottore commercialista, durante l’anno, presso le varie sedi di esame, sono previste due sessioni, a distanza di circa sei mesi l’una dall’altra (quest’anno: la prima a giugno e la seconda a novembre).

Cosa deve fare il candidato per ottenere l’abilitazione?

Per ottenere l’abilitazione alla professione, il candidato deve ottenere una votazione sufficiente in ognuna delle quattro prove previste: ove, quindi, anche in relazione a una sola di esse, il candidato non abbia fornito prova di adeguata preparazione, egli non potrà superare l’esame e potrà eventualmente ritentare fin dalla sessione successiva (fermo restando che egli dovrà comunque ripetere tutte le prove, anche quella/e eventualmente superata/e in precedenza); in caso contrario, il voto finale di abilitazione sarà pari alla somma delle singole votazioni riportate in ogni prova.

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