Pensione Anticipata: chi può andarci nel 2016?

Redazione 24/02/16
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Per i lavoratori adibiti ad attività usuranti o lavoratori notturni che vogliono pensionarsi nel 2016, per presentare all’INPS le domande di riconoscimento dei benefici per ottenere la pensione anticipata c’è tempo fino al 1° marzo 2016.

PENSIONE ANTICIPATA: QUALI REQUISITI?

I requisiti per ottenere la pensione per queste categorie di lavoratori si diversificano dai parametri previsti dalla legge Fornero: si basano, infatti, sulle vecchie quote della pensione di anzianità, ossia sulla somma di età e contributi, e implicano l’applicazione delle finestre mobili (dunque un periodo di attesa) ai fini della decorrenza della pensione.

La nostra Redazione continua l’approfondimento sulla possibilità e modalità per ottenere la pensione anticipata per i lavoratori che svolgono attività usuranti o turni notturni, riportando di seguito una sintetica guida su: requisiti di età e contributi necessari per andare in pensione.

PER APPROFONDIRE SI CONSIGLIA: Pensione Anticipata: lavori usuranti e lavoro notturno. Quali requisiti richiesti?

1) SOGGETTI CHE SVOLGONO LAVORI USURANTI: COMA ANDARE IN PENSIONE NEL 2016?

Per poter ottenere la pensione anticipata, il lavoratore in questione deve maturare, entro il 31 dicembre 2016, i seguenti requisiti:

1.1. quota 97,7 (cioè somma di età e contributi);

1.2. almeno 61 anni e 7 mesi d’età;

1.3. almeno 35 anni di contributi.

Tali requisiti vengono innalzati di un anno per i soggetti che hanno contribuzione mista da lavoro dipendente e lavoro autonomo: questo implica che, per questa categoria di soggetti, la quota è pari a 98,7, e l’età minima è di 62 anni e 7 mesi.

2) SOGGETTI CHE SVOLGONO LAVORI NOTTURNI: COME ANDARE IN PENSIONE NEL 2016?

Per quanto, invece, concerne i dipendenti destinati a turni notturni, i requisiti variano a seconda del numero di notti lavorate nel corso dell’anno. Nello specifico abbiamo:

2.1. Lavoratori con oltre 78 notti l’anno

Per i soggetti che hanno svolto turni notturni per più di 78 notti l’anno, vanno raggiunti, entro il 31 dicembre 2016, i medesimi requisiti validi per gli addetti a mansioni usuranti:

– quota 97,7;

– 61 anni e 7 mesi d’età;

– 35 anni di contributi.

I requisiti di età e la quota vengono analogamente innalzati di un anno per coloro che hanno contribuzione mista da lavoro dipendente ed autonomo.

2.2. Lavoratori dalle 72 alle 77 notti l’anno

Per i soggetti che hanno prestato servizio per un numero di notti compreso tra le 72 e le 78 l’anno, vanno maturati, entro il 31 dicembre 2016, i seguenti requisiti:

– quota 98,7;

– 62 anni e 7 mesi d’età;

– 35 anni di contributi.

Come sopra, anche in questo caso, i requisiti di età e la quota devono essere incrementati di un anno per coloro che hanno contribuzione mista da lavoro dipendente e lavoro autonomo.

2.3. Lavoratori dalle 64 alle 71 notti l’anno

Per i soggetti che hanno prestato servizio per un numero di notti compreso tra le 64 e le 71 l’anno, si richiede di raggiungere, entro il 31 dicembre 2016, i seguenti requisiti:

–  quota 99,7;

– 63 anni e 7 mesi d’età;

– 35 anni di contributi.

I requisiti sono ugualmente aumentati di un anno per coloro che hanno contribuzione mista da lavoro dipendente ed autonomo.

DOVE TROVARE IL MODELLO DI DOMANDA?

Per quanto riguarda il modello di domanda lo so trova nella sezione modulistica del sito dell’Inps, con il codice AP 45. Lo stesso deve essere inoltrato dagli addetti a lavori notturni e usuranti, che maturano i requisiti per la pensione entro la data 31 dicembre 2016.

COME COMPILARE LA DOMANDA?

Attenzione in quanto il modulo di domanda AP 45 non equivale alla domanda di pensione, essendo specificatamente il modulo che serve per ottenere il riconoscimento dei benefici collegati alle attività usuranti e faticose.

Nel modello, si precisa, vanno riportati rispettivamente:

a) i periodi durante i quali sono state attuate le attività lavorative usuranti;

b) i documenti minimi necessari, a seconda delle diverse tipologie di attività usuranti, che devono essere allegati.

COSA FARE IN CASO DI DOMANDA INVIATA IN RITARDO?

Nel caso, per qualsivoglia ragione, il lavoratore interessato non riesca a rispettare la scadenza fissata al 1° marzo, la decorrenza della pensione slitta in avanti, per un periodo che risulta pari a:

– 1 mese, nel caso in cui la domanda venga presentata entro il 1° aprile;

– 2 mesi, nel caso in cui l’istanza sia presentata dopo il 1° aprile ed entro il 1° maggio 2016;

– 3 mesi se la domanda viene presentata dopo il 1° maggio 2016.

In ogni caso, la domanda di pensione va presentata una volta ottenuto il riconoscimento dei benefici. Qualora questo venga negato dall’INPS il lavoratore non ha alcun diritto ad anticipare il pensionamento.

Redazione

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