E’ stato pubblicato ed è in vigore il decreto Milleproproghe, l’ultimo provvedimento emanato dal governo Renzi nel 2014. Come d’abitudine, prima dello scoccare della mezzanotte che dà il via al nuovo anno, è uscito in Gazzetta Ufficiale il testo che rinvia alcune disposizioni in arrivo con il nuovo anno.

Come annunciato dal premier Renzi nella conferenza di fine anno, si tratta di uno dei decreti Milleproroghe più snelli presentati negli ultimi anni dia vari governi.

In tutto, sono 15 gli articoli del provvedimento, comprensivo dell’entrata in vigore, sancita prima dell’avvento del nuovo anno. ora, il Parlamento ha 60 giorni di tempo per convertire il testo in legge dello Stato, pena la decadenza delle proroghe concesse.

Cosa slitta con il Milleproroghe

Sistri. Uno dei rinvii più attesi è quello che vede, per altri 12 mesi, convivere il famoso “doppio binario” del Sistri, con le sanzioni effettive che non avranno luogo fino all’inizio del 2016. Dal primo febbraio, le uniche violazioni punite saranno omessa iscrizione e mancato versamento del contributo

Clausola di salvaguardia. Viene meno la clausola di salvaguardia che era stata inserita nel decreto Imu di fine 2013, quando il governo volle cautelarsi inserendo la postilla di un futuro aumento delle accise sui carburanti qualora non si fossero riusciti a raggiungere gli equilibri di bilancio prefissati.

Sfratti. Niente da fare per il blocco degli sfratti, tanto che gli assessori competenti di Milano, Roma e Napoli hanno scritto con urgenza al governo per chiedere di intervenire quanto prima, ed evitare che morosi incolpevoli finiscano in mezzo alla strada.

Stipendi pubblici. Salario bloccato per tutto il 2015 ai manager pubblici,mentre vengono prolungati di un anno intero i contratti di colaborazione precaria nelle Province, in attesa che si risolvano le numerose procedure di mobilità avviate con lo smantellamento degli enti definito dal ddl Delrio.

Processo digitale. Confermato al primo luglio il via al procedimento digitale amministrativo.

Scuola. Entro due mesi, verrà bandito il concorso per i presidi, mentre i fondi per l’edilizia vengono allungati e, così, anche il destino dei professori associati, che potranno entrare in ateneo fino al prossimo 31 ottobre.

 

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