Mentre si attende con trepidazione l’arrivo della nuova legge di stabilità 2015, nella sua versione ufficiale, una delle misure che sembrano comunque blindate dalle discussioni in atto tra Quirinale e palazzo Chigi sembra quella della riduzione Irap alle imprese.

Anzi, annunciata in pompa magna con l’approvazione del testo da parte del Cdm, si può dire che questo sia proprio l’intervento che il governo Renzi ritiene più significativo di ogni altra inserito nella finanziaria.

Dopo il bonus di 80 euro e la riforma della PA, con il Jobs Act ancora in attesa di ottenere il via libera da parte del Parlamento, infatti, questo è il primo segnale concreto di attenzione di questo esecutivo alle imprese. Fino a ora, infatti, per le aziende non erano arrivati sgravi o agevolazioni, lasciando pensare qualcuno che il governo Renzi fosse più di sinistra di quanto si potesse immaginare. E invece, prima con le aspre e non ancora concluse polemiche sull’articolo 18, e ora con questa riduzione Irap assai più significativa, Confindustria e le imprese possono sorridere.

Come si calcolerà il bonus Irap

Anche se al momento non è disponibile il testo ufficiale della manovra, è importante capire come si potrà procedere allo sgravio Irap previsto in legge di stabilità con un plafond di 6,5 miliardi di euro.

Tutto ciò, è scritto all’articolo 5 della norma di bilancio per il 2015 e prevede che la deduzione del costo del lavoro varrà esclusivamente per i dipendenti assunti a tempo indeterminato, con un ripiegamento dell’aliquota base Irap al 3,9%. Misura, quest’ultima, attiva già a partire dall’esercizio in corso datato 2014.

In questo modo, i maggiori benefici riguarderanno i lavoratori maschi al di sopra dei 35 anni, momentaneamente sprovvisti di incentivi rispetto alle coetanee di genere femminile.

A chi non conviene. Niente da fare, insomma, per chi ricorre a contratti di tipo precario, a tempo determinato e atipico. Addirittura, ci sarà un incremento di imposte per chi invece paga l’Irap sulle altre due facce dell’imposta: interessi passivi e utile. In quest’ultima evenienza, non ci sarà altra scelta dal continuare a versare l’Irap anche sulla voce del lavoro, proprio quella che la legge di stabilità si prefigge di abbattere. Discorso simile per quelle realtà imprenditoriali che impiegano pochi addetti, e che hanno nei propri bilanci in qualità di acquisti essenzialmente servizi e prodotti.

C’è però una discrepanza che rischia di riservare qualche brutta sorpresa anche a chi dovrebbe avvalersi della possibilità di deduzione in finanziaria. Se, infatti, l’incremento di aliquota sarà attivo da subito, la riduzione della base imponibile per chi ha dipendenti a tempo indeterminato entrerà a regime solo dal 2015. Insomma, per quest’anno si dovranno stringere i denti.

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