L’articolo 9 della bozza del disegno di “Legge di stabilità 2015”, resa disponibile in questi giorni su internet, contiene una profonda riforma dei regimi fiscali agevolati. L’intento dell’Esecutivo è quello di ridurre a tre (ordinario, semplificato e forfettario) i regimi fiscali esistenti.

Come premesso si tratta di un disegno di legge che potrà, pertanto, subire delle modifiche nell’iter di approvazione parlamentare. E’ prevedibile, tuttavia, che l’impianto della riforma rimarrà sostanzialmente quello descritto di seguito.

 

Requisiti d’accesso

 

Il nuovo regime forfettario è riservato ai contribuenti persone fisiche, esercenti attività d’impresa o arti e professioni, che nell’anno precedente:

 

  • hanno conseguito ricavi/compensi, ragguagliati all’anno, superiori ai limiti che saranno fissati per ciascun codice d’attività ATECO;
  • hanno sostenuto spese per lavoro dipendente, accessorio e collaboratori non superiori a 5 mila euro lordi;
  • si sono avvalsi di beni strumentali (anche a titolo di locazione, noleggio leasing) il cui costo a fine anno non è superiore a 20 mila euro.

 

L’adesione al nuovo regime forfettario può essere manifestata nel modello con il quale si richiede l’attribuzione della partita IVA.

 

Esclusioni

 

Sono esclusi dal regime forfettario i contribuenti che:

 

  • si avvalgono di regimi speciali ai fini IVA o per la determinazione del reddito;
  • non sono residenti in Italia, salvo eccezioni;
  • effettuano, in via esclusiva o prevalente, cessioni di fabbricati, terreni edificabili o mezzi di trasporto nuovi;
  • partecipano contemporaneamente a società di persone, associazioni professionali o società a responsabilità limitata in regime di trasparenza fiscale.

 

Adempimenti ed esoneri

 

Dal punto di vista sostanziale i contribuenti che aderiscono al nuovo regime forfettario

 

  • ai fini IVA, non devono esercitare la rivalsa d’imposta sulle operazioni poste in essere e non possono esercitare il diritto alla detrazione dell’imposta sugli acquisti;
  • ai fini delle imposte sui redditi, determinano il reddito imponibile applicando, sull’ammontare dei ricavi/compensi percepiti, il coefficiente di redditività fissato per l’attività svolta. Il citato reddito, al netto dei contribuenti previdenziali obbligatori versati, è soggetto a imposta sostitutiva di IRPEF, addizionali e IRAP del 15%

 

Sotto l’aspetto degli adempimenti formali:

 

  • ai fini IVA, i contribuenti sono tenuti esclusivamente a certificare i corrispettivi e a numerare e conservare le fatture d’acquisto e le bollette doganali ricevute;
  • ai fini delle imposte sui redditi, i contribuenti devono esclusivamente conservare i documenti fiscali emessi e ricevuti e presentare la dichiarazione annuale dei redditi. Non trovano applicazione gli studi di settore (salvo la richiesta di particolari informazioni in dichiarazione sulla base di quanto previsto da un futuro provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate) e la ritenuta d’acconto (su specifica richiesta formulata dal contribuente al cessionario/committente).

 

Regime agevolato per il primo triennio d’attività

 

Nell’ambito del nuovo regime forfettario si inserisce un altro sotto-regime riguardante i primi 3 anni d’attività del contribuente. Il citato regime prevede requisiti molto simili a quelli dell’abrogato “Regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria e i lavoratori in mobilità”. In particolare:

 

  • il contribuente non deve avere esercitato nei tre anni precedenti attività d’impresa o artistica/professionale;
  • l’attività non deve costituire mera prosecuzione di altra attività svolta precedentemente sotto forma di lavoro dipendente o autonomo, salvo il periodo di pratica obbligatoria per l’accesso alla professione;
  • qualora venga proseguita un’attività svolta da altri l’ammontare dei ricavi/compensi realizzati nel periodo precedente non deve essere superiore ai limiti fissati per quella attività.

 

I contribuenti che soddisfano i requisiti sopra elencati fruiscono, per il primo triennio d’attività, di una riduzione del reddito, soggetto all’imposta sostitutiva del 15%, pari a un terzo.

 

Cessazione del regime forfettario

 

Il regime forfettario cessa la sua applicazione a partire dall’anno successivo a quello in cui viene meno uno dei requisiti d’accesso o si rientra in una delle fattispecie di esclusione

 

Agevolazione ai fini contributivi per gli esercenti attività d’impresa

 

Il comma 24 dell’articolo 9 in commento prevede che i contribuenti esercenti attività d’impresa, i quali rientrino nel regime forfettario, possono fruire anche di un regime agevolato ai fini contributivi nel quale è esclusa l’applicazione della contribuzione previdenziale minima.

 

Rapporti con i precedenti regimi agevolati (imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità, nuove iniziative produttive e regime contabile agevolato)

 

A conclusione di questa breve disamina deve essere fatto un cenno alle disposizioni di “raccordo” fra il nuovo regime forfettario e i precedenti regimi agevolati. In generale viene prevista l’abrogazione di tutti i precedenti regimi di favore (imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità, nuove iniziative produttive e regime contabile agevolato) che confluiscono, già a partire dal 2015, nel nuovo regime forfettario, salvo l’opzione per il regime di tassazione ordinario.

Per i contribuenti che hanno applicato nel corso del 2014 il “regime per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità”, tuttavia, è consentito proseguire l’applicazione dello stesso fino al termine del quinquennio agevolato e, comunque, sino al compimento dei 35 anni d’età.

 




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Mirco Gazzera
Sono un dottore commercialista e attualmente vivo e lavoro a Savona. Dopo essermi diplomato all'istituto tecnico commerciale "P. Boselli" di Savona, ho conseguito la laurea triennale in "Economia aziendale" e la laurea specialistica in "Attività professionali, amministrazione, finanza e controllo", presso la facoltà di economia dell’università di Genova. Nel dicembre 2011 ho conseguito il master in "Diritto tributario", diretto dai Prof. Marongiu, Dominici e Lovisolo, presso la facoltà di giurisprudenza dell'università di Genova. Sembrerà curioso, ma sin da piccolo ho avuto la passione per il diritto. Ho ancora il ricordo di un vecchio codice civile con la copertina blu, presente nella casa del mio ormai defunto zio, che chiedevo a mia madre di leggermi. Il motivo di questa precoce curiosità giuridica probabilmente deriva dal mio carattere piuttosto testardo, incline a voler avere ragione. Crescendo ho messo insieme questa passione con l’interesse per il mondo dell’impresa. La passione per il diritto tributario è venuta di conseguenza, in quanto esso rappresenta un “crocevia” fra l’economia ed il diritto. La circostanza che il diritto tributario sia oggi molto attuale e che ci sia un grande bisogno di razionalizzare il settore ha rafforzato il mio interesse verso questa materia. Nel tempo libero, sempre poco rispetto a quanto vorrei, oltre a coltivare la mia passione per la scrittura, suono il basso elettrico e pratico pesistica.

5 COMMENTI

  1. Buongiorno,

    una domanda: il tetto alle cosidette pensioni d’oro che traggono vantaggio dalla quota contributiva per quali categorie viene messo esttamente? per chi resta al lavoro dopo avere maturato i requisiti o per tutti indistintamente coloro che sono nel sistema retributivo (piu’ di 18 anni al 31.12.95) e vanno in pensione dal 2015 in poi?
    Vi ringrazio.

  2. Salve, una domanda da profano del settore, ma prossimo ad aprire una partita iva. Soggetto minore di 35 anni di età che apre una partita iva il 30 dicembre 2014, rientra nel regime dei minimi stabilito dalla nuova legge di stabilità o si è considerati ancora nel vecchio regime per l’imprenditoria giovanile? Sento che c’è molta confusione e nessuno sa darmi una risposta chiara e precisa. spero voi possiate “illuminarmi”. Grazie!

  3. Vorrei sapere, se una p.iva già esistente (commercio online) volesse passare al nuovo regime minimi 2015 ed ha delle rimanenze di magazzino di prodotti acquistati in UE quindi senza IVA, l’IVA di queste giacenze dovrà essere versata?
    Grazie

  4. Se ho ben capito, il nuovo regime fiscale, per i contribuenti ( Es. liberi professionist) che utilizzano il “sistema” dei minimi, passa da un reddito di 30.000 a 15.000 euro annui.
    La tassazione irpef passa dal 5 al 15% (con una riduzione di un terzo?).
    I contributi previdenziali INPS per ora fissati al 27% annui potrebbero, in un futuro prossimo, superare il 30%.
    Quello che ne rimane dovrebbe essere sufficiente per pagare l’affitto, le bollette, il riscaldamento e il nutrimento quotidiano ?
    L’unica facilitazione che vedo è quella della disperazione.

  5. Penso si vada nella direzione giusta: azzarderei qualcosa in più e di veramente innovativo, sul versante previdenziale (non solo riguardo alle nuove attività): maggiore flessibilità e libertà per gli iscritti; con il superamento dei minimi fissi contributivi per le Casse previdenziali; per le quali deve essere introdotto un regime di facoltatività e l’apertura al libero mercato. Speriamo.
    rodolfo ranzani

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