Anche il decreto Milleproroghe non manca l’appuntamento con la conversione in legge. A meno di 48 ore dalla scadenza, il Senato ha infatti approvato in via definitiva il decreto 150/2013, generalmente noto con il nome di “Milleproroghe”.

Con 135 voti a favore, 20 contrari e ben 78 astenuti, l’aula di palazzo Madama ha licenziato il decreto presentato a fine dello scorso anno dal governo Letta, uno degli ultimissimi atti del passato esecutivo.

Il termine ultimo per la conversione in legge del decreto sarebbe scaduto venerdì 28 febbraio. Così, seguendo i tempi già utilizzati, settimana scorsa, con il decreto svuota carceri, quello sul finanziamento pubblico ai partiti e il Destinazione Italia, anche il Milleproroghe è riuscito ad arrivare a destinazione entro il termine previsto.

Dunque, nessun ulteriore emendamento è stato introdotto al Senato. Il testo è rimasto identico a quello approvato nei giorni scorsi alla Camera; d‘altronde, sembrava quasi impossibile riuscire a mettere in calendario un ulteriore passaggio a Montecitorio entro la data di scadenza del provvedimento.

Così, si sono dovuti rassegnare quanti, nei giorni scorsi, hanno protestato contro alcune norme introdotte nel decreto, come il sindacato del pubblico impiego che ha levato gli scudi contro la cancellazione del fondo previdenziale Sirio nel pubblico impiego, dunque diventata definitiva.

Tra le altre modifiche introdotte al precedente passaggio alla Camera, poi, da segnalare la proroga degli sfratti per finita locazione al 31 dicembre 2014.

Di primaria importanza per i professionisti del settore contabile, il rinvio a un apposito decreto ministeriale della determinazione dei requisiti per l’equipollenza tra commercialisti e revisori contabili.

Inoltre, altri rinvii riguardano l’entrata in vigore della riforma del noleggio con conducente per le automobili, più la soppressione della proroga per due commissari: quello per il terremoto dell’Irpinia nel 1980 e quello sui rifiuti di Palermo.

Quindi, niente rinvio anche per i dirigenti Aifa e anche per le Province sorte nel 2004, che potevano contare sul mantenimento delle contabilità speciali. Ultima novità, lo stop alla proroga dle finanziamento per “Italia Lavoro”.

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