La legge di stabilità è stata finalmente approvata al Senato, dopo un allungamento dei tempi previsti che ha finito per ritardarne il via libera di quasi 48 ore.

I senatori si sono espressi a favore della legge di bilancio per il prossimo biennio con 199 voti a favore, 55 contrari e 10 astenuti. Dunque, come annunciato, il Pdl ha interrotto la sua posizione astensionista per tornare ad appoggiare coi propri rappresentanti un disegno di legge del governo.

Il Cdm ora dovrà  approvare la nota di variazione al bilancio, a cui seguirà  il votato al ddl bilancio, la manovra tornerà’ quindi alla Camera per il via libera definitivo.

Tra le aggiunte dell’ultima ora, lo slittamento della Tares, tassa sui rifiuti e i servizi di pubblica utilità, che passa da gennaio ad aprile, diversamente dalle previsioni di qualche tempo fa, quando venne posta in essere.

Inoltre, gli ultimi emendamenti hanno incluso un altro rinvio, quello sulla riforma delle Province, il cui decreto era comunque in scadenza il prossimo 5 gennaio e dunque di difficile realizzazione vista la fase particolarmente concitata, istituzionalmente e a livello politico, della legislatura. Per gli enti di raccordo tra Comuni e Regioni, che sarebbero dovuti passare da 86 a 51, uno stop lungo un altro anno.

Quindi, tra le correzioni in zona Cesarini troviamo anche un incremento dei fondi per la Cassa integrazione in deroga pari a 900 milioni di euro, che porta l’intero computo a favore del’ammortizzatore a 1,7 miliardi per i prossimi anni.

Non avranno di che lamentarsi anche i Comuni che, dopo accese proteste che hanno visto in prima linea anche i sindaci delle principali città del Paese, si sono visti accordare 1,2 miliardi in più, di cui 250 milioni di tagli ridotti e il restante miliardo come allentamento del patto di stabilità, richiesto a gran voce dai primi cittadini.

Aggregata al testo finale anche la crescita della Tobin Tax sui derivati, che opererà a partire da marzo arrivando a toccare anche quota 200 euro.

Quindi, trova spazio in extremis la possibilità di ricongiunzione gratuita delle pensioni, un rimedio che ricade su quasi 20mila lavoratori dipendenti.

Ora, la vera incognita è cosa succederà nelle prossime ore. Da calendario, la legge di stabilità doveva conoscere conversione definitiva entro venerdì 21 alla Camera.

Ora, però, con il ritardo nella tabella di marcia, e lo scontro aperto tra Pd e Pdl, che non sembra più troppo convinto di forzare i tempi di chiusura del governo Monti, il margine è davvero stretto per completare l’opera di approvazione in legge.

Non escluso, a questo punto, un tour de force tra Natale e Capodanno, comprensivo dell’ok finale alla legge di stabilità 2013 e l’immediata pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Dopodiché, si aprirà ufficialmente la partita delle elezioni, con le annunciate dimissioni del presidente del Consiglio Mario Monti.

Vai al testo approvato della legge di stabilità 2013

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