Tutto chiaro, fuorché la data: a norma di statuto, le primarie parlamentari del Pd si terranno il 29 “o” il 30 dicembre 2012. E’ online la pagina ufficiale delle nuove consultazioni democratiche, ma il giorno esatto dello svolgimento verrà definito dalle singole Regioni.

Così specifica l’articolo 2 del regolamento delle primarie per i parlamentari in casa Pd, le quali, come annunciato, definiranno la prossima squadra di parlamentari democratici.

Innanzitutto, chi può partecipare al voto? Sono due le categorie cui verrà consentito l’accesso ai seggi: da una parte, gli iscritti al partito nel 2011 ancora aderenti il giorno del voto e, dall’altra, gli elettori che si erano già recati alle urne per la scelta del leader candidato presidente del Consiglio, dove si è imposto Pier Luigi Bersani al ballottaggio contro Matteo Renzi.

E non basta: alla nuova chiamata interna, sarà necessario sottoscrivere un nuovo appello della coalizione “Italia. Bene comune”, apponendo la propria firma in calce a una ulteriore dichiarazione che riconosce gli organismi di garanzia come uniche sedi per eventuali contestazioni.

Fin qui, le pratiche burocratiche. C’è poi un altro obbligo per tutti gli elettori che intendano esprimere la propria preferenza a uno dei candidati per la corsa al posto in Parlamento: così come accaduto per il candidato premier, anche stavolta sarà necessario versare un minimo di due euro.

A tutti i votanti, sarà concesso un massimo di due preferenze, diversamente da quanto accaduto, ad esempio, alle parlamentarie di Grillo, dove si potevano scegliere fino a 3 candidati.

Secondo, ma fondamentale capitolo: chi può candidarsi? A correre per una carica di deputato o senatore del Partito democratico per la prossima legislatura, saranno “gli/le iscritti/e al PD e i/le cittadini/e che si dichiarino elettori/ici del PD, che abbiano i requisiti richiesti dalla legge e dal Codice etico del PD e che sottoscrivano gli impegni in esso previsti.” Tutto ciò, tenendo presente che sono vietate le candidature multiple, cioè in più di un ambito provinciale o territoriale.

Questi, i requisiti. Gli obblighi che spettano ai candidati alle primarie parlamentari del Pd sono invece quelli di tenere una campagna elettorale leale nei confronti degli avversari e del partito “casa comune”. Bandito, poi, il ricorso a pubblicità a pagamento.

Non sono compatibili con la candidatura tutti quegli esponenti che già ricoprano la carica di parlamentari europei, di sindaci in Comuni oltre i 5000 abitanti, i Presidenti di Regione e relativi assessori e consiglieri regionali, i Presidenti di Provincia. 

E veniamo alle deroghe. Emanate con scadenza giovedì 19 dicembre, hanno il tetto fissato dallo stesso segretario Bersani al 3% sul totale. Tra queste, figurano personalità al pari di Rosy Bindi, Anna Finocchiaro, Beppe Fioroni, Franco Marini e Giuseppe Lumia, alcuni dei quali con sei legislature alle spalle. A loro, deroga concessa a patto che si guadagnino il seggio gettandosi nella mischia delle primarie parlamentari.

Vai al regolamento completo delle primarie parlamentari Pd

 


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