La legge di stabilità si appresta a sostenere l’esame del Senato, dopo l’approvazione a colpi di fiducia ottenuta alla Camera, in seguito a più di una riscrittura nei passaggi alle Commissioni.

Ora, dunque, è il turno di palazzo Madama, dove la legge finanziaria per il biennio a venire potrebbe conoscere un altro maquillage prima che arrivi il momento di esprimersi da parte dei senatori.

I capitoli, così come quelli discussi fino a pochi giorni fa a Montecitorio, sono alquanto spinosi e hanno il potenziale di allungare ulteriormente i tempi di approvazione, così come successo nel primo giro di boa alla Camera.

Ora, all’appello mancherebbero tra i 600 e gli 800 milioni per portare a termine gli interventi messi in cantiere con le modifiche che si intende apporre al Senato.

Tra gli interventi al vaglio, vanno per la maggiore welfare e fisco, al solito sottoposti a continui ritocchi in base alle risorse disponibili e alle fasce che chiedono sostegno.

Si spiega così come temi al pari delle pensioni di guerra, o, ancora, i malati di Sla, per finire con accordo produttività e Tobin Tax, siano ancora sul tavolo del Parlamento.

Tradotto, significa: le Camere hanno dato la fiducia ma non sono disposte ad convertire la legge così com’è. Sono necessari alcuni accorgimenti e per questo è partita la corsa contro il tempo per trovare la quadra – economica in primis – e portare a casa la legge.

C’è, poi, il comparto degli enti locali, che reclama attenzione, con i Comuni in prima linea dopo il successo della manifestazione dei sindaci a Milano settimana scorsa, sotto il cappello dell’Anci.

A questo proposito, sempre di “stabilità” si finisce a discutere, ma, nel caso delle amministrazioni locali, ci si deve riferire al “patto”: è questo, il patto di stabilità, che i municipi chiedono di allentare così come avvenuto per quelli recentemente alluvionati.

Solo la Commissione Bilancio di palazzo Madama chiarirà se sussiste ancora un margine di intervento in questo senso, così come, dagli stessi uffici, si saprà se potranno essere trovati altri 30 milioni per la sicurezza, cavallo di battaglia del governo precedente e un po’ decaduto come capitolo di spesa negli ultimi mesi.

E arriviamo alla scuola: si lavora, in Commissione, per trovare un piccolo portafogli da destinare all’edilizia scolastica, con tante strutture che richiedono manutenzione urgente.

Ma da dove potrebbe arrivare tutto questo nuovo fiume di denaro che si sta cercando di disotterrare? Secondo le prime voci, la legge di stabilità potrebbe attingere al Fondo Irap per professionisti e autonomi per un capitale di 500 milioni, più altri 900 provenienti direttamente da palazzo Chigi.

Leggi le modifiche alla legge di stabilità 2013 approvate alla Camera


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