Il 25 settembre usciva il bando ufficiale del concorso a cattedre indetto dal ministro dell’istruzione Profumo, da allora non è stata registrata una notizia positiva a riguardo, non un commento favorevole, non una manifestazione di approvazione a quello che comunque, sulla carta e temiamo solo sulla carta, resta un concorso per immettere nuova forza lavoro negli organici della scuola italiana.

Il giorno dopo il bando si è letto del primo ricorso, quello dell’Anief; l’associazione sindacale aveva individuato 8 punti, ma ne stava valutando altri, passibili di contestazione del Concorso, e aveva deciso di presentare domanda al Tar perché venisse fatta giustizia a riguardo, quindi sospeso o annullato il bando. Su questa onda lunga, che non è una semplice presa di posizione sindacale, ma è l’interpretazione del malcontento dilagante degli esclusi da questo concorso basato su un bando vecchio e contraddittorio, oggi si ha notizia di un secondo ricorso, ancora più imponente, promosso da Codacons e  Associazione sindacale diritti della scuola.

Codacons e Associazione sindacale diritti della scuola sono stati coinvolti nel ricorso da un gruppo di 800 docenti laziali rimasti esclusi dal concorso “ingiustamente” e vista la loro condizione comune a tanti altri colleghi hanno deciso di intraprendere quella che di fatto è considerabile una class action, allargando il respiro del ricorso a tutti i docenti italiani. A dar man forte ai docenti ci si è messo il Codacons, che in una nota spiega come l’iniziativa legale  “mira a far annullare i limiti previsti dal Bando di concorso, evidentemente illegittimi e frutto di eccesso di potere”. “Il Ministero dell’Istruzione, infatti, ha elaborato – sostiene il Codacons – un meccanismo ingiusto, fonte di disparità di trattamento e contraddittorio rispetto alla ratio che l’impianto normativo di accesso al pubblico impiego e all’insegnamento ha perseguito negli anni”.

La vera ingiustizia si perpetra ai danni dei candidati, secondo l‘Associazione, “nella parte in cui si pone come una barriera all’accesso a una prova selettiva e rimane del tutto sganciata e non correlata ad un attento esame della situazione normativa italiana”. Secondo il Codacons, verrebbero così violati gli articoli 3 e 97 della Costituzione, perché “si disattende il principio della imparzialità e non disparità di trattamento della pubblica amministrazione e quello di buona amministrazione e di uguaglianza, non essendo in alcun modo giustificabile la scelta operata dal legislatore nel senso di sistemare soltanto una categoria di laureati”.

 

 

2 COMMENTI

  1. sono molto confusa, ho fatto la domanda al concorso col diploma. Ma ora che sono ammesse pure le lauree post 2004, che devo fare? come si fa il ricorso? posso partecipare al ricorso e al concorso????help

  2. Speriamo che resti solo sulla carta! Questo concorso serve solo ad annullare e a passar sopra anni di sacrifici e duro lavoro!
    Ogni ministro all’istruzione deve fare almeno una porcata durante il suo mandato, Profumo non ha disatteso questa triste tradizione.

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