Tribunali per le imprese, ci siamo. Parte oggi la novità in tema di giustizia societaria fortemente voluta dal ministro della Giustizia Paola Severino, che ha traghettato il progetto lungo tutto il 2012 – sin dal decreto liberalizzazioni – fino alla nascita delle nuove corti specializzate, in programma proprio per oggi.

Le sedi si troveranno in sezioni dedicate all’interno di ogni Tribunale e Corte d’appello nei capoluoghi regionali, con la Val d’Aosta che rientrerà sotto l’orbita di Torino e gli uffici in surplus di Catania e Brescia. I nuovi tribunali delle imprese ereditano la giurisdizione precedentemente in capo alla tutela della proprietà intellettuale e industriale, cui si sommano le vertenze in termini di antitrust, il trasferimento di partecipazioni, e i ricorsi contro appalti pubblici di importanza comunitaria.

A occupare gli scorsi mesi di rodaggio, è stata soprattutto la questione degli organici, che ha coinvolto nelle operazioni il Csm, in prima linea per garantire un turnover di magistrati senza sforare le disposizioni di legge. Negli intenti del governo, infatti, la riforma doveva avere impatto zero sui costi e quindi non dare alcuno spazio a nuove assunzioni.

In principio, il Csm aveva stabilito in sei unità le toghe che avrebbero dovuto gestire le nuove creature in termini di controversie societarie. Fino allo scorso luglio, però, la procedura di smisto è rimasta aperta, concludendosi con lo spostamento di 26 magistrati nell’ambito delle procedure di mobilità interna. Le procedure di interpello avranno termine il 3 ottobre prossimo.

Tra il milione di soggetti toccati dal nuovo ente giudiziario, figurano tanto le Spa quanto le Srl: entrambe, dunque, avranno un nuovo interlocutore nelle vertenze inerenti brevetti, diritti d’autore, marchi e diritto più genericamente societario. Le imprese potranno così fare affidamento su giudici concentrati esclusivamente in controversie di tipo industriale o intellettuale, garantendo, insomma, un elevato tasso di specializzazione.

L’incognita più forte resta quella del sovraccarico di cause che i Tribunali delle imprese potranno trovarsi ad affrontare a partire da oggi con il loro primo insediamento. Si spera, per non ingolfare le aule sin dai primi giorni, che il raddoppio dell’importo del contributo unificato possa fungere, in molti casi, da deterrente.

Comunque, il ministro Severino non ha escluso di intervenire anche in futuro sulla distribuzione degli organici, qualora le riserve di magistrati stabilite presso i Tribunali delle imprese si rivelino insufficienti a gestire in tempi ragionevoli tutte le cause avviate. Sono i responsabili degli uffici a venire chiamati ad affinare, da subito, i meccanismi delle nuove corti con i molti procedimenti ancora da sfoltire.


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