Tweet




    Lavoro Pubblico 16 agosto 2012, 12:31

    Riordino Province: dopo la spending review, ecco l’esodo dei dipendenti

    Incertezza su nuove sedi e contratti: nelle Province è corsa alla mobilità. La spending review minaccia i dipendenti anche con gli esuberi.


    Fuggi fuggi generale dalle Province. Con la conversione in legge della spending review, è iniziato il grande esodo del personale degli enti destinati a soppressione o accorpamento. Sono 64 in tutto le Province che spariranno dalla cartina amministrativa del Paese, con il risultato che migliaia di dipendenti sono in ansia per ottenere la conferma del posto nelle sedi dei Comuni o delle Regioni.

    Secondo quanto stabilito nella normativa sulla spending review (d.l. 95/2012), altri livelli di governo locale, assumeranno le funzioni delle Province destinate “alla forca” e, dunque, per il personale, la strada resterebbe una sola: spostare scrivania e attrezzi del mestiere, mantenendo i propri compiti in altra sede. Eppure, potrebbe non essere così facile: predomina un forte senso di insicurezza, dovuto alla stretta agli statali e a vuoti normativi. Non sono pochi, dunque, i lavoratori che stanno già meditando sul da farsi nei mesi a venire.

    Sono principalmente due, infatti, gli interrogativi che gravano sul riordino degli enti provinciali e il trasferimento conseguente delle figure professionali in esse operanti. Da una parte, il rischio esuberi nel pubblico impiego e, dall’altra, in senso molto più pratico, la difficoltà di individuare con elementi precisi le nuove sedi di lavoro.

    In prima anlisi, il problema degli esuberi esiste ed è stringente tanto quanto la riorganizzazione delle Province ormai certa. La misura del taglio agli statali, infatti, è stata inserita tra gli articoli della revisione alla spesa pubblica, costituendone, anzi, uno dei capitoli più corposi e contestati. Su di essa, pende il macigno della forte incertezza sui numeri che i rimedi del governo andranno a colpire. Si è parlato di 24mila posti in meno, anche se ancora mancano i decreti attuativi. I punti fermi sono la decurtazione del 10% dei dipendenti e del 20% dei dirigenti; per chi è a meno di due anni dalla pensione, si prospetta la messa in mobilità con lo stipendio all’80%.

    Sul secondo punto critico, cioè lo spostamento fisico del luogo di lavoro, la nebbia è ancora più spessa perché, trattandosi della prima riforma verso uno smaltimento dei livelli di governo dalla conformazione conosciuta nelle ultime decadi, non è presente una normativa specifica di indirizzo per l’inglobamento delle funzioni a scalini amministrativi superiori (Regioni) o inferiori (Comuni), né si conoscono le specifiche contrattuali e organizzative delle mansioni eventualmente ricoperte.

    Molto gettonata potrebbe essere la soluzione della mobilità volontaria, che consentirebbe ai dipendenti provinciali di mettersi alla ricerca di ulteriore occupazione sempre in ambito amministrativo. E’ norma e prassi sempre più diffusa, infatti, che prima di ricorrere al bando di nuovi concorsi, gli enti pubblici debbano ricorrere allo sfoltimento delle liste del personale in mobilità. Ciò consentirebbe, dunque, agli eventuali addetti delle Province di giocarsi qualche chance in enti vicini al luogo di residenza o che promettono un riconoscimento completo dei crediti maturati.

    Attenzione, però: resta la possibilità, per le Province ancora in funzione, di bloccare la mobilità volontaria per scoraggiare il passaggio dei lavoratori ad altri enti. Un chiarimento del Ministero, in questo senso, viene caldeggiato dagli esperti, per render più indolore possibile, ai dipendenti provinciali in attesa di conoscere il proprio destino, un passaggio che, in ogni caso e tra mille difficoltà, dovrà comunque verificarsi.


    Pubblicato da il 16 agosto 2012 alle 12:08 in Lavoro Pubblico
    Tags: , , , , ,


    2 Commenti per Riordino Province: dopo la spending review, ecco l’esodo dei dipendenti

    1. Alessio

      Ricordo che i Comuni sono in attesa del decreto che stabilisca i criteri di virtuosità in base al numero ottimale di dipendenti in rapporto al numero di abitanti ai sensi dell’art. 16 c.8 della medesima Legge di revisione della spesa e che a seguito di tale decreto anche i Comuni dovranno verificare la presenza di esuberi con eventuali altri licenziamenti. Mi chiedo a questo punto in che modo gli attuali dipendenti delle province da sopprimere possono sperare di trovare posto nei Comuni.

    2. Fabrizio

      Il riordino dell province è la più grande “operazione di facciata del governo”, senz’alcuna concretezza di risparmio, senz’alcuna logica amministrativa, perché la revisione delle province dovrebbe procedere di pari passo con quella di Stato, Regioni e Pubblica Amministrazione in genere, sia centrale che periferica dello Stato. L’esecutivo ha voluto invece assecondare scioccamente l’opinione demagogica, populistica e qualunquistica che bisogna pur tagliare qualcosa, a scopo d’immagine, purché la riduzione riguardi gli altri, e non si tocchi casa propria.
      L’art. 17 sul riordino delle province ed il comma 4-bis sull’indicazione governativa del capoluogo nel comune più popoloso, a prescindere dall’accorpamento di due o più province, tre o quattro, e persino cinque insieme, crea situazioni paradossali nella geografia degli enti locali in Italia.
      Il riordino delle province in una parola sola è da “bocciare” totalmente. Insomma produce più confusione che ordine, causa più spesa anziché ridurla, e soprattutto offre meno servizi ai cittadini, in particolare nelle molte province cancellate.
      Non può essere applicato l’art. 17, e tanto meno il comma 4-bis, senza una revisione della geografia amministrativa del Paese, a cominciare dallo Stato, dal Parlamento, dalle Regioni fino ai Comuni ed alla miriade di enti locali di secondo livello, non elettivi, e molto costosi, fortemente burocratici e del tutto inutili, senz’alcun controllo pubblico dei bilanci.
      L’art. 17 ed il comma 4-bis sono semplicemente da abolire rapidamente, o sospendere in attesa della pronuncia della Corte Costutzionale sulla legiitimità o meno del provvedimento governativo, gravemente inficiato da palesi violazioni di legge, e soprattutto dell Carta costituzionale.

    Lascia un Commento

    L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

    È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

    Articoli dello stesso autore

    Politica 20 maggio 2013, 17:00

    MoVimento 5 Stelle, il video del servizio di Report sui conti di Grillo

    Il video completo del servizio su storia e ricavi del MoVimento 5 Stelle

    Avvocati 20 maggio 2013, 16:30

    Avvocati e reputazione sul web: studi legali italiani ancora indietro

    Reputazione “online” dei maggiori studi legali nazionali: solo 3 sono sufficienti

    Fisco 20 maggio 2013, 16:14

    Imu e Tares 2013: ecco gli ostacoli alla “service tax”

    L’Imu e la Tares del 2013 fanno parte di un’unica legge nota anche come service tax

    Politica 20 maggio 2013, 15:30

    Il Pd vuole escludere il MoVimento 5 Stelle dalle prossime elezioni

    Presentato ddl in Senato: fuori da elezioni partiti senza dirigenza o revisori dei conti

    Fisco 20 maggio 2013, 13:05

    Aumento Iva: il 22% mette in ginocchio 26 mila imprese

    L’aumento dell’Iva dal 21% al 22% è previsto per il 1° luglio. 26 mila imprese a rischio


    LeggiOggi.it

    Ogni settimana il meglio di LeggiOggi.it nella tua E-mail



    Ho letto l'informativa e acconsento al trattamento dei dati



    NOTA INFORMATIVA SULLA TUTELA DEI DATI PERSONALI EX ART 13 D.LGS. 196/2003 E RICHIESTA DI CONSENSO AL TRATTAMENTO

    Maggioli SpA, titolare del trattamento, si propone di gestire il servizio nel rispetto della normativa vigente in materia di tutela dei dati personali. Al proposito intende con questa nota, fornire a tutti gli utenti un'informativa sulle modalità e finalità del trattamento dei dati personali in conformità a quanto previsto dall'art. 13 del D.Lgs n. 196 del 30.06.2003. I dati personali forniti dagli utenti verranno trattati elettronicamente e/o manualmente da Maggioli SpA, Via del Carpino 8 - 47822 Santarcangelo di Romagna (RN), titolare del trattamento, per tutte le finalità correlate alla prestazione del servizio. Inoltre, previo suo consenso, i suoi dati saranno trattati dalla nostra società e dalle società del Gruppo Maggioli per l'invio di materiale promozionale inerente i nostri prodotti o servizi o quelli di società clienti del Gruppo Maggioli. L'indicazione della email deve essere fatta con cura in quanto necessaria per ricevere il servizio, i dati a corredo vengono chiesti per targettizzare gli invii informativi. I suoi dati non saranno diffusi. I suddetti dati potranno essere comunicati a soggetti pubblici, in aderenza ad obblighi di legge e a soggetti privati per trattamenti, funzionali all'adempimento del contratto, quali: nostra rete agenti, società di informazioni commerciali, professionisti e consulenti. I suoi dati potranno essere comunicati a soggetti terzi nostri clienti, che li tratteranno in qualità di autonomi titolari del trattamento secondo la definizione contenuta nel D.lgs 196/2003. Tali dati saranno trattati dai nostri dipendenti e/o collaboratori, incaricati al trattamento, preposti ai seguenti settori aziendali: editoria elettronica, mailing, marketing, CED, servizi Internet, fiere e congressi. L'utente potrà esercitare ogni ulteriore diritto previsto dall'art. 7 del D.Lgs 196 del 30.06.2003 che di seguito integralmente si riporta: "1. L'interessato ha diritto di ottenere la conferma dell'esistenza o meno di dati personali che lo riguardano, anche se non ancora registrati, e la loro comunicazione in forma intelligibile. 2. L'interessato ha diritto di ottenere l'indicazione: a) dell'origine dei dati personali; b) delle finalità e modalità del trattamento; c) della logica applicata in caso di trattamento effettuato con l'ausilio di strumenti elettronici; d) degli estremi identificativi del titolare, dei responsabili e del rappresentante designato ai sensi dell'art. 5 comma 2; e) dei soggetti o delle categorie di soggetti ai quali i dati personali possono essere comunicati o che possono venirne a conoscenza in qualità di rappresentante designato nel territorio dello stato, di responsabili o incaricati. 3. L'interessato ha diritto di ottenere: a) l'aggiornamento, la rettificazione ovvero, quando vi ha interesse, l'integrazione dei dati; b) la cancellazione, la trasformazione, in forma anonima o il blocco dei dati trattati in violazione di legge, compresi quelli di cui non è necessaria la conservazione in relazione agli scopi per i quali i dati sono stati raccolti o successivamente trattati; c) l'attestazione che le operazioni di cui alle lettera a) e b) sono state portate a conoscenza, anche per quanto riguarda il loro contenuto, di colori ai quali i dati sono stati comunicati o diffusi, eccettuato il caso in cui tale adempimento di rivela impossibile o comporta un impiego di mezzi manifestamente sproporzionato rispetto al diritto tutelato. 4. L'interessato ha diritto di opporsi, in tutto o in parte: a) per motivi legittimi al trattamento dei dati personali che lo riguardano ancorchà pertinenti allo scopo della raccolta; b) al trattamento dei dati personali che lo riguardano a fini di invio di materiale pubblicitario o di vendita diretta o per il compimento di ricerche di mercato o di comunicazione commerciale. "Compilare il form con i propri dati con conseguente dichiarazione espressa di aver letto e accettato questa informativa, autorizza la Maggioli spa e le società del Gruppo Maggioli al trattamento dei suoi dati per le finalità correlate alla prestazione del servizio e per l'invio di materiale promozionale, anche da parte di soggetti terzi nostri clienti, secondo le modalità illustrate nell'informativa. L'utente potrà esercitare ogni diritto previsto dal citato art. 7 con la semplice risposta alla e-mail ricevuta.

    Chiudi questa finestra
    Torna Su