Tra decreto sviluppo, crisi economica, spread fuori controllo e spending review si rischia di perdere di vista un’importantissima scadenza: oggi 30 luglio scade infatti la possibilità di esercitare l’opzione per entrare nel nuovo regime dei minimi.

Stiamo parlando del tanto osannato regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e  lavoratori in mobilità di cui all’art. 27, commi 1 e 2 del D.L. 98/2011 convertito in L. n. 111/2011. Tale regime si configura come una “boccata d’aria fresca” per i giovani (e non solo) imprenditori e professionisti, che a fronte di determinati requisiti potranno usufruire di diversi vantaggi tra cui:
– imposta Irpef e relative addizionali comunali e regionali pari al 5%;
– esenzione liquidazione e versamento Iva Irap;
– esenzione ritenuta d’acconto;
– esenzione dall’obbligo di tenuta e di registrazione dei documenti contabili previsti dal Dpr n. 633/1972 e dal Dpr n.   600/1973 ;
– esenzione dagli studi di settore;
– esenzione dallo spesometro e dalla comunicazione “black-list”.

Vantaggi sicuramente apprezzabili. Ma chi può in realtà beneficiare di tutto questo?
La Circolare n. 17/E del 30 maggio 2012 parla chiaro: possono accedere al nuovo regime tutti i contribuenti che aprono un’attività a partire dal 1° gennaio 2012 e che hanno i requisiti già stabiliti per i “vecchi minimi”. La durata di permanenza in tale regime è di cinque esercizi, fatta salva la possibilità di continuazione per chi, allo scadere del quinquiennio, non abbia ancora superato i 35 anni di età.

E per quanto riguarda gli ex-minimi? Tutto dipende da quando è iniziata l’attivita.
Se infatti una persona fisica, ultratrentacinquenne, ha iniziato l’attività nel 2008 – o in anni successivi – può comunque rimanere nei minimi fino al quarto anno successivo a quello di inizio attività. Viceversa, se l’attività è stata intrapresa prima del 2008 e si è poi passati a partire da quell’anno al regime dei vecchi minimi, a prescindere dall’età, dal 2012 non si potrà più rientrare in tale regime vantaggioso.

Particolare non da poco: sulla base di alcuni sondaggi sembrerebbe infatti che la riduzione dei nuovi minimi potrebbe raggiungere la drastica percentuale del 95%.

Ma vediamo quali sono questi requisiti:
– i ricavi e compensi annui non devono superare i 30.000 euro;
– l’attività non deve essere una mera persecuzione dell’attività precedentemente svolta. Per capire cosa si intenda con tale affermazione bisogna guardare la Circolare n. 8/E 2011. Si esclude da tale definizione, ad esempio, chi abbia svolto il tirocinio obbligatorio per l’esercizio di arti e professioni o l’ex dipendente che dia prova di trovarsi in mobilità per cause indipendenti dalla propria volontà o perchè è stato licenziato (cfr. Provvedimento n. 185820/2011).

Attenzione! Non può usufruire di tale regime chi abbia esercitato un’altra attività nei tre anni precedenti, anche in forma associata o di collaboratore in impresa familiare. Esistono però delle deroghe: è il caso, ad esempio, del socio accomandante che non ha mai preso parte alla gestione dell’attività, limitandosi quindi al solo apporto di capitale.

In caso di continuità d’impresa svolta da altro soggetto a seguito di cessione d’azienda, invece, il limite risiede nei ricavi dell’impresa ceduta: questi infatti non devono superare i 30.000 euro nell’anno della cessione.

Altro requisito fondamentale è non aver effettuato acquisti di beni strumentali per un importo superiore a 15.000 euro (inclusi i contratti di appalto, leasing o di locazione) nel triennio precedente. Per i beni strumentali ad uso promiscuo rileva un valore pari al 50% dei corrispettivi.

Il contribuente inoltre non deve aver effettuato cessioni all’esportazione o operazioni simili con lo Stato della Città del Vaticano o con la Repubblica di San Marino o operazioni non imponbili in virtù di accordi o trattati internazionali.

Carattere ancor più determinante, non deve aver sostetuno spese per lavoro dipendente o per collaboratori.
Importante! l’Agenzia chiarisce che le attività di tipo precario quali le prestazioni occasionali a carattere determinato, non precludono l’ingresso al regime agevolato.

Non deve infine aver erogato sotto forma di utili di partecipazione agli associati con apporto costituito da solo lavoro di cui all’art. 53, comma 2, lett. c) del Tuir.

Non possono inoltre usufruire di tale regime i non residenti e le persone fisiche che si avvalgono di regimi speciali ai fini dell’imposta sul valore aggiunto.

Si decade immediatamente dal regime se si supera di oltre il 50% il limite di 30.000 euro di cui al comma 96, lettera a), numero 1). Il verificarsi di tale circostanza determina anche l’obbligo di applicazione del regime ordinario per il triennio successivo.


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Irene Grossi
“Be the best of whatever you are!”. Questa frase di Douglas Malloch mi ha accompagnato tre anni fa, nel dicembre 2009, quando ho raggiunto con lode il fatidico traguardo di laurea specialistica in gestione aziendale presso l’università di Bologna. E questa è la frase che da sempre ha contornato il mio cammino; realista di indole, ho sempre cercato la verità nei fatti se mai di verità si possa parlare. Credo nelle idee, nella determinazione, nella forza intellettuale. Relatrice, commessa, cameriera, barista, bancaria, fin da ragazzina ho fatto qualsiasi lavoro che potesse farmi assaporare uno spiraglio di indipendenza e ho deciso subito dopo la laurea di intraprendere la strada della pratica per l’abilitazione alla professione di Dottore Commercialista ed Esperto Contabile. Prossima all’esame di Stato, mi occupo in un rinomato studio di Rimini (città in cui sono nata) di contabilità, contenzioso tributario e consulenza fiscale. Grazie al mio lavoro ho capito che essere informati significa essere liberi.. Motivo per cui amo anche leggere, viaggiare, studiare.

4 COMMENTI

  1. La frase “- esenzione ritenuta d’acconto” mi ha creato non pochi dubbi e persino problemi con clienti che affermano che io non devo calcolare la ritenuta d’acconto del 20% nelle mie fatture essendo esente…

    Premessa: sono sotto i 35 anni, titolare di un’agenzia di eventi, in ditta individuale, con partita iva come servizi alle imprese e rientro nel regime dei minimi…

    Nell’assumere personale con contratto occasionale (hostess, promoter ecc..) devo ugualmente versare loro la ritenuta del 20% giusto??

    E quindi è giusto indicare e calcolare la ritenuta d’acconto in fattura ai miei clienti no??

    Vorrei per favore conferma di tutto ciò così da sapere che sto eseguendo il tutto correttamente.

    Grazie!

  2. salve.
    avendo aperto p.i. a 34 nel 2011 ed essendo entrato nel regime dei minimi nel 2012 a 35, oggi che ne compio 36 resto ancora nel suddetto regime o questo per me è valido fino al 2012 dato che nel 2013 ne compio 36?

  3. l’anno scorso ho chiamato il servizio nazionale dell’agenzia dell’entrate: se hai 18 anni puoi rimanere nel regime dei minimi fino all’età di 35 anni. superato la soglia dei 35 anni, puoi solo rimanerci per 5 anni. es.: hai 40 anni, inizi nell’anno 2013, rimarrai nel regime fino al 31 dicembre 2017

  4. Salve
    Grazie per l’interessante articolo.
    Vorrei però segnalare quella che secondo me è una piccola (ma non tanto) mancanza. Ovvero l’informazione **chiara** ed **esplicita** in merito al fatto che:
    – ci sia o meno un limite di età per l’accesso al nuovo regime dei minimi 2012
    – se c’è, qual è questo limite.

    L’unica informazione che mi sembra di vedere (potrei aver visto male, nel caso correggetemi pure) in tal senso è il punto dell’articolo in cui si dice:

    <>

    … ma quali sono i requisiti già stabiliti per i vecchi minimi?

    Grazie

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